Adesso conosciamo la mappa del satellite Titano, ma come erano le prime mappe geografiche?

L’uomo da moltissimo tempo utilizza delle mappe della Terra per orientarsi, adesso è in grado di realizzare anche la mappa di un satellite di Giove.

Vediamo come dalle mappe terrestri,siamo passati alla realizzazione di mappe di altri pianeti o satelliti,come nel caso che andremo a studiare.

 

Le prime mappe della Terra

La storia della cartografia è la materia che si occupa di descrivere l’evoluzione delle carte geografiche, le diverse forme che esse hanno assunto, ma soprattutto i metodi utilizzati per effettuare i rilievi e per rappresentare i dati raccolti su supporti piani o solidi. La più antica rappresentazione cartografica consiste in una tavoletta d’argilla proveniente dalla città accadica di Nuzi ( in Iraq). Risale ad un’epoca fra il 2340 ed il 2200 a.C. La tavoletta, che misura 7,6 × 6,8 cm, rappresenta una valle fluviale tra due file di colline nel nord della Mesopotamia.

Bisogna arrivare ai Romani per poter osservare le prime carte itinerarie, le quali riportano correttamente le distanze tra vari luoghi e il percorso da compiere, avevano soprattutto compito militare o commerciale.

Nel Medioevo venne realizzata uno dei primi planisferi terrestri nella corte di Ruggero II di Sicilia visse il grande geografo e cartografo arabo al-Idrisi. Egli nel 1154 realizzò un planisfero per re Ruggero, detto perciò Tabula Rogeriana, che è una delle più avanzate carte geografiche del mondo medievale. L’originale era inciso su una lastra d’argento, andato perduto perché fuso dopo esser stato predato in occasione d’una sommossa. Questo planisfero rimase il più preciso della Terra per oltre III secoli. Solamente con la scoperta delle Americhe e con tecniche più approfondite vennero realizzate carte geografiche più dettagliate.

Le tecniche moderne

Già a partire dagli anni venti si era diffusa la fotografia aerea e nel Dopoguerra si era sviluppata l’aerofotogrammetria, ovvero l’uso della fotografia aerea per eseguire misurazioni e rilievi. Questa sostituì gradualmente i rilevamenti terrestri, in quanto gli aeroplani permettono di fotografare ampie aree simultaneamente. Dagli anni ottanta si sono diffuse le immagini satellitari ottenute da satelliti per telerilevamento, che hanno definitivamente soppiantato le rilevazioni mediante teodolite. In particolare il satellite permette di effettuare rilievi di aree difficilmente accessibili o teatro di combattimenti e di catastrofi: anche in queste zone adesso le carte possono essere aggiornate in breve tempo. Il XXI secolo ha portato su più ampie basi la rappresentazione di carte geografiche su CD-ROM e online. Oggi vengono prodotte ogni giorno in Internet più carte interattive di quante ne siano state stampate nel secolo passato. La più famosa di queste carte interattive è Google Maps, che copre buona parte del pianeta.

I sistemi satellitari di navigazione (o “GNSS”) sono dei sistemi di geo-radiolocalizzazione che utilizzano una rete di satelliti artificiali in orbita e pseudoliti. Fra di essi il più famoso è il Global Positioning System (GPS). La ricezione del segnale radio satellitare GPS è possibile attraverso dispositivi mobili, soprattutto navigatori satellitari con visualizzazione grafica raster, che sono prodotti di punta degli istituti cartografici.

La rappresentazione tridimensionale ad uso domestico su normali PC è diventata popolare grazie a Google Earth, un software che genera immagini virtuali della Terra utilizzando immagini satellitari ottenute dal telerilevamento terrestre, fotografie aeree.

La mappatura di Titano

Titano è costituito di vaste pianure, è presente del materiale ghiacciato, ed è notevole la presenza di metano ed etano, ed è la prima delle lune di Saturno per le quali è disponibile una carta geomorfologica completa. La mappa è composta dai rilevamenti radar e agli infrarossi e da altri dati raccolti dalla sonda Cassini (NASA/ESA), che ha studiato il sistema di Saturno dal 2004 al 2017, e dal lander Huygens (ESA/ASI), sceso su quella luna nel 2015. Questo lavoro è stato realizzato per fornire una mappa di riferimento a un drone che successivamente sorvolerà la luna di Saturno, il sistema partirà nel 2034 ed avrà proprio il compito di analizzare da più vicino Titano. Si può addirittura ipotizzare l’esistenza di forme di vita sulla luna di Saturno visto che sono stati raccolti sulla superficie di Titano numero materiali organici.

 

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