Addio a Piero Angela, l’uomo che ci ha permesso di “andare dentro le cose”

”A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese.”

Sopra riportate sono le parole postume d’addio lasciate da Piero Angela sulla pagina Facebook di SuperQuark, come ultimo saluto ai suoi amatissimi telespettatori. 

Noto autore, giornalista, divulgatore scientifico e uno dei volti più famosi ed amati della televisione italiana, Piero Angela ci lascia all’età di 93 anni. A dare la notizia della sua morte è il figlio Alberto, suo erede e successore, attraverso un post sul suo profilo Facebook. ”Buon viaggio papà”, queste sono le parole scelte da Alberto Angela, accompagnate da una foto del padre.

Una notizia sconvolgente e sconfortante per ragazzi ed adulti, telespettatori ed italiani in genere, una morte dolorosa ma carica di gratitudine nei confronti di una persona, un personaggio televisivo e, come dice Mattarella: ”Un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente.”

Ripercorriamo adesso la vita di un uomo che, in qualche modo, ci ha permesso di viaggiare nel tempo e nello spazio, tessendo un rete di conoscenza e curiosità, accompagnando una generazione dopo l’altra di italiani alla scoperta di segreti, dubbi ed avventure.

La vita e l’amore

Una vita all’insegna dell’amore per la scoperta e la conoscenza, un’esistenza basata su una vocazione: divulgare e trasmettere il sapere, alla ricerca costante di qualcosa di nuovo da imparare e diffondere.

”Il peggior nemico della cultura è la noia, la mancanza di chiarezza, o l’assenza di creatività.”

Piero Angela nasce a Torino il 22 dicembre 1928, suo padre era psichiatra, la madre invece era una grandissima appassionata di musica, e sarà proprio lei ad introdurre il figlio a quest’ultima. Piero infatti inizia a suonare il pianoforte alla tenera età di 7 anni, un amore quello per la musica jazz che durerà per l’intera esistenza di Angela. E sarà proprio attraverso la musica che conoscerà Margherita, sua compagna per tutta la vita.

Un’unione durata 65 anni, una storia d’amore forte e duratura, un matrimonio solido senza però mai dirsi ”ti amo”, sostituito invece dal ”vorej bin”, cioè ”voler bene” del dialetto piemontese. Piero racconta del suo innamoramento nei confronti di Margherita come un vero e proprio ”colpo di fulmine”, un amore istantaneo nato mentre suonava il pianoforte durante una festa a casa di un’amica comune. Piero e Margherita hanno due figli: Christine e Alberto, il quale segue fedelmente le orme del padre.

Una carriera al servizio della conoscenza

Una carriera, quella di Piero Angela, ricca e prolifica, ma soprattutto generosa. Generosa perchè, grazie alla sua esperienza e conoscenza, ma soprattutto alla volontà di trasmettere il suo sapere a chiunque fosse disposto ad ascoltarlo, Piero Angela è divenuto per tutti noi un maestro, un insegnante e una guida culturale.

Una carriera straordinaria e meravigliosa, al servizio della divulgazione e dell’informazione:

”Quando un lettore (o ancor più un telespettatore) non capisce, la colpa non è sua: ma di chi non ha saputo comunicare”

Come detto prima, Piero sviluppa fin dalla tenera età una fortissima passione per la musica jazz, una carriera che però verrà abbandonata per dedicarsi a tempo pieno al giornalismo.

Il primissimo incarico è per la Rai come cronista nel 1952, ma, successivamente, per l’esattezza due anni più tardi e con l’avvento della tv, Piero passa al telegiornale, dove lavora come corrispondente. Il ruolo di conduttore arriva nel 1968 durante la prima edizione del tg delle 13:30, nel 1976, invece, è il primo conduttore nel Tg2. Nel 1967 è inviato per la Guerra dei sei giorni, soltanto l’anno successivo in Vietnam.

La svolta arriva lo stesso anno, durante il quale Angela realizza una serie di documentari dal titolo ”Il fututo nello spazio, sul tema del programma Apollo”, primo progetto che segna l’inizio della produzione di numerosissime e fortunatissime trasmissioni di carattere divulgativo.

Inoltre, oltre che di numerosi articoli su diversi quotidiani, giornali e periodici, Angela è autore di oltre 30 libri che contano una tiratura di oltre tre milioni di copie, tra i quali anche un’autobiografia dal titolo ”Il mio lungo viaggio”. 

Quark e SuperQuark

Attenzione particolare volevo dare ad un programma che in qualche modo, nel corso del tempo, è divenuto il marchio di fabbrica di Piero Angela, forse il mezzo preferenziale attraverso il quale il grande pubblico ha potuto conoscere Angela e tutto ciò che voleva insegnarci.

Sulle note di Bach della ormai memorabile ed iconica sigla personalmente scelta dallo stesso Piero Angela, Quark debuttò sugli schermi degli italiani il 18 marzo 1981, in seconda serata. Soltanto successivamente, per la precisione nel 1995,  ormai sempre più popolare ed apprezzato dai telespettatori, il programma iniziò ad essere trasmesso in prima serata, in una nuova formula dalla durata maggiore e con un nuovo e rinnovato titolo: SuperQuark.

Il titolo del programma, Quark per l’appunto, rimanda e riporta alla fisica delle particelle. I Quark sono infatti gli elementi più piccoli che costituiscono la materia, in modo da, come dice lo stesso Angela nel corso della prima puntata:

“andare dentro le cose”

Grande è il debito che ognuno di noi ha con Piero Angela, immensa la gratitudine che dovremmo provare nei confronti di un uomo che ha reso la conoscenza a portata di tutti.  L’unica cosa che possiamo fare, nel nostro piccolo, è far sì che l’eredità lasciata da Angela non si disperda, fare della sua vocazione divulgativa un esempio da seguire e ricordare ogni suo insegnamento, far così in modo che la sua memoria non vada perduta. Ma soprattutto dire, anzi urlare, oggi più che mai: grazie Piero.

“Più escono cose dalla scatola della conoscenza più se ne creano dentro, in continuazione, di nuove.”

 

 

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