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Abolito il reato di adulterio in India: i diritti come carburante del progresso

Abolito il reato di adulterio in India: i diritti come carburante del progresso

Dopo la svolta con l’abolizione del reato di omosessualità, l’India fa marcia indietro sull’adulterio: non è più reato.
Fino a questo momento, la legge indiana metteva in secondo piano le donne al pari di oggetti. La sezione 497 del Codice Penale Indiano, risalente all’epoca coloniale, prevedeva provvedimenti per diverse situazioni: se un uomo non sposato aveva un rapporto sessuale con una donna sposata, allora si macchiava del reato di adulterio (e rischiava 5 anni di reclusione), mentre sia la donna sposata che suo marito venivano considerati innocenti.
Tuttavia, se un uomo sposato aveva un rapporto sessuale con una donna non sposata, ciò non veniva considerato adulterio. Solo all’uomo (sposato) che subiva il tradimento spettava il diritto di perseguire legalmente il colpevole di adulterio.
Ciò significa che la donna non aveva il diritto di intentare azioni legali contro il proprio marito né contro la donna con cui veniva commesso il tradimento.
Il ruolo della donna secondo la legislazione indiana era pressoché nullo, portando così a una doppia discriminazione: verso l’uomo, a cui spettavano le condanne, e verso la donna, partecipe e responsabile allo stesso modo del tradimento, ma non punibile.
La svolta è stata possibile grazie a Joseph Shine, un uomo d’affari 41enne che ha presentato un contenzioso alla Corte Suprema, per ovviare a questa ingiustizia.

L’adulterio nei secoli e nelle culture

Le donne non hanno quasi mai avuto vita facile, nella storia.
Nel 1780 a.C., la legge di Hammurabi prevedeva che le donne fedifraghe venissero gettate in acqua e annegate. Nel 200, per S. Tommaso l’adulterio era addirittura l’origine di tutti i mali.
Nel 1542 Enrico VIII fece decapitare la moglie del momento, Catherine Howard, accusata di adulterio (sebbene non avesse avuto nessun rapporto sessuale extraconiugale), per poter poi sposare Catherine Parr, sesta e ultima moglie.
Oltre all’India, in altri paesi la condizione della donna è pari a quella dell’epoca di Hammurabi. In Arabia Saudita, per esempio, tutt’ora vengono messe in atto leggi e usanze discriminatorie. La separazione dei sessi nei luoghi pubblici, l’utilizzo dell’hijab, il divieto di guida (fino a giugno 2018), il divieto di utilizzo dei mezzi pubblici, le violenze domestiche (regolamentate solo nel 2013).

L’adulterio oggi in occidente

La punizione per l’adulterio, per quanto intollerabile moralmente, è comprensibile in un’ottica biologica, evoluzionistica e psicologica.
In una relazione sentimentale, ognuno investe nell’altro, sia emotivamente che in risorse. La donna ha bisogno del sostegno del partner a causa della parziale “invalidità” che comporta la gravidanza e la maternità. L’uomo ha bisogno della totale fedeltà della donna per poter far sì che l’investimento in atto sia rivolto a una prole che per il 50% porta i suoi geni.
In questo rapporto, la fedeltà reciproca assicura l’equilibrio e ognuno può continuare a investire nella relazione. Può però capitare che l’equilibrio venga meno da una delle due parti: l’uomo, per esempio, potrebbe non essere più così interessato alla donna, che sarà a sua volta meno motivata a investire in lui, dato che riceve meno rispetto a quanto si aspetta.
I fattori psicologici che possono portare a compiere adulterio sono però svariati: non solo la situazione della coppia, ma anche particolari tratti di personalità, stili di attaccamento, o eventi esterni che destabilizzano le capacità di fronteggiamento della persona, possono mettere a repentaglio la relazione.
Ne risulta un’insoddisfazione che genera disagio psicologico, a cui la persona può far fronte attuando, o no, nuove strategie. Il tradimento può essere una di queste, e lo scopo dipende dalla situazione psicologica dell’individuo. Si può tradire per combattere la sensazione di solitudine data da una relazione conflittuale, o per aumentare un’autostima da tempo bassa che però si riaccende con i complimenti e il flirt di un’altra persona.
È evidente come il tradimento, all’interno di una relazione formalizzata, implichi la responsabilità di entrambi i coniugi, e possa essere il sintomo di un disagio psicologico e coniugale, più che un reato da reclusione.

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