Il Superuovo

A un passo dal referendum per l’eutanasia legale scopriamo la figura dell’Accabadora

A un passo dal referendum per l’eutanasia legale scopriamo la figura dell’Accabadora

L’eutanasia è un argomento molto attuale. Di recente è stata avviata una raccolta firme che ha sortito un successo incredibile.

Il termine eutanasia deriva dal greco antico e significa letteralmente “buona morte”. Qualcosa che è considerata “buona” come può essere dannosa? Scopriamo la figura dell’Accabadora con Michela Murgia.

EUTANASIA SI O NO?

L’eutanasia è un argomento divisivo. C’è chi pensa che sia qualcosa di giusto e accettabile e chi inorridisce pensando che si stia facendo del male a qualcuno. Ma se una persona ci chiedesse di porre fine alla sua vita perché troppo dolorosa, come dovremmo comportarci? Non c’è una reazione giusta o sbagliata, togliere la vita a qualcuno è sempre un atto forte ed emotivamente straziante, ma se vedessimo che quella persona potrebbe stare meglio se riposasse in eterno perché non dovremmo pensare di darle la “buona morte”?

L’ACCABADORA DI MICHELA MURGIA

Nel 2009 Michela Murgia pubblicò un romanzo intitolato “Accabadora”. Questa parola sarda non ha un corrispettivo in italiano ma verosimilmente deriva dal verbo spagnolo “acabar” che significa “finire”, “porre fine”. Questo libro, ambientato in Sardegna negli anni ’50, parla proprio di una donna che di giorno lavorava e di notte si occupava di porre fine alla vita delle persone che glielo chiedevano. Tutti nel paese sapevano quello che faceva e per questo era temuta ma sapevano anche che il suo era un gesto caritatevole non fatto con cattiveria ma al contrario con compassione.

VERSO UNA MORTE DIGNITOSA

Le origini della figura dell’accabadora probabilmente sono lontane nella storia sarda ma in quella società chiusa e per certi versi un po’ bigotta era accettata. Al giorno d’oggi c’è chi ancora grida all’omicidio quando sente parlare di queste cose ma il male di vivere a volte è talmente insopportabile che l’unica via d’uscita non può essere che quella. Un italiano che decide di porre fine alla sua vita non dovrebbe cercare la morte altrove, lontano dai suoi affetti. Un momento così delicato andrebbe supportato non osteggiato. Quest’estate è stata avviata un’imponente raccolta firme che ha potuto usufruire anche della firma elettronica, ed ha raccolto più di un milione e duecentomila firme. Oggi 8 ottobre la raccolta firme verrà depositata alla corte di cassazione. Questo vuol dire che in primavera finalmente si potrà votare per il referendum per l’eutanasia legale.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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