A 553 anni dalla nascita di Niccolò Machiavelli, riscopriamo il suo pensiero

Il 3 maggio del 1469 nasceva, a Firenze, Niccolò Machiavelli. Il padre della scienza politica ha ancora tante cose da insegnarci, nonostante i cinque secoli che ci separano.Sono 553 anni, ma la sua persona rimane una delle più studiate al mondo: stiamo parlando di Niccolò Machiavelli. Il politico e scrittore fiorentino, infatti, viene considerato da molti il vero e proprio padre della moderna scienza politica. I suoi scritti, primo fra tutti Il Principe, rimane una pietra miliare della conoscenza della cosa pubblica. Nonostante siano passati più di cinque secoli, la figura di Machiavelli è ancora una delle più misteriose che ci siano in circolazione.

Buon compleanno, signor Machiavelli

Il 3 maggio del 1469 nasce, nel capoluogo fiorentino, Niccolò di Bernardo dei Machiavelli. A discapito di ciò che possiamo pensare oggi, il famosissimo studioso ha i suoi natali in una famiglia umile. Il padre, dottore in legge, è così sfortunato nel lavoro da essersi conquistato (non si sa se in modo veritiero rispetto alle sue condizioni familiari) di “bastardo“. La sua famiglia è guelfa e, storicamente, si connota come cerchia di commercianti e occupanti di pubblici uffici fiorentini. Terzo di quattro figli, presto inizia a studiare materie umanistiche, prima privatamente, poi presso l’Università di Firenze. Da qui, incomincia la sua formazione politica con incarichi pubblici sempre nella città dei Medici.

Un politico senza precedenti

Nonostante sia una delle personalità più importanti del mondo per quanto riguarda la politica, dei suoi primi 29 anni di vita sappiamo poco e niente. La prima traccia ufficiale della sua attività la abbiamo nel 1498, quando scrive una lettera a Ricciardo Becchi, ambasciatore fiorentino alla Santa Sede, per informarlo della situazione in patria con il frate Savonarola. Dopo un paio di mesi da quello scritto, rivelatosi molto vicino a quella che sarà la realtà fattuale delle cose, il Consiglio degli Ottanta lo nomina Segretario della Seconda Cancelleria, ente operativo della Repubblica Fiorentina. Nel luglio del 1498, Machiavelli viene eletto Segretario dei Dieci di Balia, organizzazione preposta al reclutamento e all’addestramento dell’esercito cittadino; in questo periodo, inoltre, compie diverse ambascerie. Viaggia molto: si reca in Francia, nel Sacro Romano Impero, in Vaticano e presso il duca Valentino, producendo diverse relazioni. In questo periodo, nascono i primi scritti, chiamati giovanili, basati sulla sua attività diplomatica e su avvenimenti bellici.

Il mito di Machiavelli

Dobbiamo aspettare il 1512, però, per entrare nel suo periodo maturo. In quell’anno, infatti, i Medici tornano a governare Firenze. Per i ruoli pubblici e politici da lui rivestiti durante la Repubblica fiorentina, Machiavelli viene esautorato dai suoi incarichi e cacciato dalla città. Per un anno rimane in esilio a Sant’Andrea in Percussina, poi riceve l’amnistia generale da parte di papa Leone X. Nonostante ciò, torna a Sant’Andrea in Percussina, pur sperando di ricevere un ruolo diplomatico presso la corte medicea. Dal 1513 fino al 1519 è la sua fase d’oro: risalgono ad allora sia i Discorsi sulla Prima Deca di Tito Livio, che Il Principe. Dopo di queste, redige altre opere di tipo bellico-politico, sempre in esilio volontario, fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1527.

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