Facce da Prima Repubblica: BETTINO CRAXI

Guidò uno dei governi più lunghi della storia repubblicana e fu uno dei pochi non democristiani a farlo.
Almeno fino al 1992, quando Mani Pulite distrusse in appena due anni tutto ciò il più volte segretario del PSI aveva costruito.

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Benedetto (Bettino) Craxi nacque a Milano il 24 Febbraio 1934.
Con la candidatura al Parlamento del padre nel 1948 Craxi incontrò per la prima volta la politica, tesserandosi poi nel PSI di Lambrate a 17 anni, quando ancora frequentava il liceo Carducci di Milano.
Nel 1956, entrò nel Comitato Provinciale del PSI milanese.
L’anno successivo entrò nel Comitato centrale del partito in rappresentanza della corrente autonomisti di Pietro Nenni, e nel 1960 divenne consigliere comunale a Milano e poi assessore all’Economato nella giunta di Gino Cassinis.
La sua prima elezione in Parlamento è del 1968; due anni dopo divenne vicesegretario del partito, in cui continuò a sostenere Nenni.Risultati immagini per bettino craxi
Eletto segretario nel 1976 inizia un’azione politica denominata “Il nuovo corso”, volta a rilanciare il partito a partire dalla nomina a suoi collaboratori di personalità nuove e molto giovani.
Si oppose fermamente al compromesso storico di Berlinguer e andò oltre, decidendo che per il PSI era giunta l’ora di superare le concezioni vetero-marxste dell’ottocento e del primo novecento per spostarsi verso un pensiero più socialista-libertario.
Nel periodo del sequestro Moro fu uno dei pochi leader politici disponibile a una soluzione che consentisse la liberazione del presidente della DC, e proprio negli stessi mesi, durante il XLI Congresso del PSI a Torino, fu rieletto segretario del PSI.
Durante quel congresso comparve, per la prima volta, il Garofano rosso nel simbolo del partito.
Pochi mesi dopo la fine del rapimento Moro Craxi riuscì a far eleggere Sandro Pertini al Quirinale come primo Presidente Socialista.

Illustrazione di Anna Volcan

Alle elezioni del 1983 il PSI guadagnò oltre il 2.5% in più rispetto alle precedenti, guadagno che permise a Craxi di ottenere la presidenza di un governo sostenuto dal Pentapartito (DC, PSI, PSDI, PRI e PLI) il cui scopo era tenere fuori il PCI e nel cui Consiglio dei Ministri vi erano i rappresentanti di tutti e cinque i partiti dell’alleanza di governo.
Un anno più tardi, al XLIII Congresso di Verona, Craxi venne riconfermato dai delegati segretario per acclamazione.
La politica estera del governo Craxi si caratterizzò per l’avanzata del processo di integrazione europea e per il proseguo nell’ottica atlantista.
Il secondo incarico di capo del governo conferito a Craxi fu vincolato a un informale “patto della staffetta” che avrebbe visto un democristiano al suo posto dopo un anno per concludere la legislatura, patto sconfessato da Craxi durante un’intervista a Giovanni Minoli nel febbraio 1987.
Questo diede adito a una sfida che portò De Mita a far cadere il governo e mandò il paese al voto nel giugno dello stesso anno.
Alla fine degli anni ottanta nasce il CAF, un’alleanza di ferro tra Craxi, Andreotti e Forlani il cui scopo principale fu ottenere le dimissioni di De Mita, allora Capo del governo, per far nominare Andreotti, che guidò fino al 1992 due governi caratterizzati però da un assoluto immobilismo.
Nel il 1992 iniziò Mani Pulite, l’inchiesta che portò alla fine della I Repubblica.
In meno di due mesi dall’inizio dell’inchiesta tutti i partiti che vi sono in mezzo (tutti connessi al VII Governo Andreotti) persero notevolmente consensi, raccogliendo alle urne meno del 50% dei voti.
Il 15 dicembre dello stesso anno giunse a Craxi il primo avviso di garanzia dalla procura di Milano, che fece esplodere il sentimento anticraxiano nel paese.
In poco più di tre mesi gli avvisi di garanzia per Craxi, che già aveva lasciato la segreteria del Risultati immagini per bettino craxiPSI, erano divenuti 11, e in totale sarebbero diventati circa una ventina.
L’accusa principale, quella di finanziamento illecito, non la negò mai, mentre si dichiarò innocente in merito all’accusa di corruzione per arricchimento personale.
Il 30 aprile, davanti all’hotel Raphael in Largo Febo a Roma, dove sempre alloggiava nella capitale, Craxi fu preso di mira dalla folla inferocita che lo insultò e gli lanciò addosso oggetti di vario genere, soprattutto monetine.
Il 15 aprile del 1994 ebbe inizio una nuova legislatura in cui non era stato ricandidato, che fece venir meno l’immunità parlamentare.
Il 12 maggio gli venne ritirato il passaporto per pericolo di fuga, ma era già troppo tardi perché Craxi era già in Tunisia, ad Hammamet..
Da molti anni malato, Craxi morì il 19 gennaio del 2000 per un arresto cardiaco.
La sua tomba è nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet.

Zecca Rossa