Il dolore e l’odio per gli/le ex.
La fine di una storia provoca dolore, soprattutto se ci sono sentimenti forti in gioco. Le relazioni sono fragili, basta poco per distruggerle. Ci sono mille modi per troncare una storia, così come ci sono mille modi di reagire alla rottura. Alcuni piangono, altri si aggrappano alla bottiglia. Tanti optano per la vendetta, molti si barricano in casa circondati da cibo spazzatura. Tuttavia c’è un sentimento che accomuna tutte- o quasi- le rotture: l’odio verso l’ex. Colui/lei che prima era la persona da amare, diventa un mostro, un essere ripugnante da odiare. Nella testa di chi è stato lasciato l’ex rappresenta la sofferenza, la fine di qualcosa. Rappresenta i difetti, il nervoso, la delusione. È il messaggio mai arrivato, le promesse non rispettate, le illusioni. Quante volte un amico/a ha detto “lo/la voglio morto/a!”? Troppe. Gli/le ex diventano la causa del dolore, per questo vengono odiati. L’odio però a lungo andare può causare un dolore ancora più nocivo. Provoca un dolore che lascia delle tracce profonde, segni che col tempo si aggrappano sempre di più all’anima, tanto da rendere l’odio il sentimento prevalente. E quando l’odio prevale, è difficile ritrovare la positività. Nessuna storia d’amore dovrebbe avere questo potere così distruttivo. Certo, l’amore non è fatto solo di baci e carezze. Siamo umani, e siamo passionali. L’amore è sempre mescolato al dolore, ma non dovrebbe mai distruggere un’anima. La fine di una relazione non è un baratro nero in cui cadere, ma un punto da cui ripartire.
Perché ringraziare chi ci ha fatto del male?
L’odio e la vendetta impediscono i passi avanti, costituiscono un blocco. Si è sempre fermi a quel punto, da lì non ci si muove. Odiare quella persona diventa una priorità. C’è davvero qualcuno di così importante da divenire una priorità nonostante il male che ha causato? La risposta è no. Nessuno dovrebbe lasciarsi calpestare. Per questo è importante superare la fase di odio e far subentrare la gratitudine. I motivi per cui ringraziare chi ha causato dolore sono molti, anche se sono difficili da trovare. Ringraziare aiuta a chiudere capitolo definitivamente e permette di aprirne un altro. L’odio non chiude, logora. La gratitudine aiuta a superare il dolore, perché non è corrosiva, ma è conclusiva. L’ex va ringraziato perchè offre la possibilità di crescere e capire che cosa si vuole davvero. Le persone sono diverse, desiderano cose diverse:le rotture aiutano a comprendere che cosa sia il meglio per ognuno.
Affrontare la fine di una relazione con consapevolezza e maturità aiuta a non finire nel circolo vizioso dell’odio. Odiare non implica una crescita, ringraziare invece è una grandissima prova di forza e maturità. La crescita sta nel trovare la forza di rialzarsi e ringraziare per aver posto fine ad un rapporto che avrebbe potuto essere malsano. Non è forte chi escogita la vendetta più grande, o chi riesce a rovinare l’ex. Sono forti coloro che non permettono ad altre persone di divenire priorità.
Antonella Soldi