Il Superuovo

Guidare l’evoluzione a fin di bene: salvare i marsupiali

Guidare l’evoluzione a fin di bene: salvare i marsupiali

Le vie dell’evoluzione sono infinite

L’Australia è rimasta isolata dal mondo esterno, permettendo agli organismi che vi vivevano, di prendere strade evolutive peculiari, indisturbati. Tuttavia, uscendo dall’isolamento, questa teca di vetro è stata infranta. Alcune specie che gli uomini si sono portati con sé, hanno proliferato sul continente appena scoperto. I nuovi animali, evoluti in un ambiente nettamente più competitivo, hanno sbaragliato l’ecosistema, surclassando le specie indigene. L’emergenza per l’Australia non è mai finita. Tuttavia, oggi, gli scienziati stanno provando a mettere appunto tecniche per “dare una mano” all’ evoluzione, e salvare le specie dell’isola dall’estinzione.

 

Il rospo delle canne

Il rospo delle canne è un anfibio di origini americane. Sbarcato in Australia grazie agli uomini, ha sbaragliato la concorrenza grazie alle sue armi velenose. Nel suo habitat naturale questa specie ha evoluto una difesa velenosa, a cui molti predatori e prede hanno sviluppato una resistenza. Questo è chiamato un processo di co – evoluzione, nel quale due specie si adattano l’una all’altra in equilibrio.

La moria dei quoll

I quoll, detti anche gatti indigeni, sono una specie di carnivori australiani di piccole

Per combattere il calo demografico dei quoll, è stato addirittura proposto di adottarli, come veri e propri gatti
fonte: http://www.abc.net.au/news/2015-03-18/leyonhjelm-pushes-for-quolls-to-replace-cats-as-pets/6329674

dimensioni. Gli adulti sono lunghi dai 25 ai 75 cm. Il problema è che i quoll scambiano il rospo velenoso per una loro preda abituale, cadendone vittima. Da quando il rospo delle canne ha toccato le coste australiane, la popolazione di quoll è diminuita del 75%. Piano piano alcuni quoll hanno sviluppato un’avversità ai rospi, come meccanismo di difesa.Evitandoli, ovviamente, non ne cadono vittima. Studi in cattività sembrano suggerire che sia un tratto più genetico che comportamentale. Gli scienziati quindi hanno scelto di applicare una tecnica chiamata “targeted gene flow”, tradotto, flusso genico indirizzato.

Cos’è il flusso genico?

Il concetto di flusso genico deriva dalla concezione che i tratti, o i geni, si diffondano all’interno di una popolazione di generazione in generazione. Di solito è un fenomeno naturale, indirizzato dall’evoluzione. In questo caso, però, i tempi dell’evoluzione sono troppo lenti: questa specie sta morendo, velocemente. Quello che stanno facendo gli scienziati è cercare tratti positivi nella popolazione (quindi sia avversione verso i rospi, sia eventuale resistenza al veleno), in modo da guidare ed accelerare l’evoluzione: praticamente una selezione artificiale, per il bene dell’ambiente.

Grandi poteri a fin di bene

Questo tipo di tecniche, sono di solito state applicate per la creazione di nuovi organismi

Gli effetti della selezione artificiale sul mais fonte: https://scienzenaturali.ch/topics/green_genetic_engineering/culture/von_der_wild_zur_kulturpflanze/corn

con caratteristiche favorevoli all’uomo, con risultati strabilianti. L’utilizzo della stessa tecnica, ma a vantaggio dell’equilibrio dell’ecosistema, non può far che sperare bene.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: