Un gruppo di giovani satanisti segna il terrore tra Varese e Milano. Ecco come il Diavolo avesse accecato un’intera generazione.

Identificarsi in qualcosa per sentirsi qualcuno. Per le Bestie di Satana è accaduto questo. Una generazione sola, che sceglie l’occulto poiché non ama mettersi in mostra. La musica metal li unisce, come l’abbigliamento e il taglio di capelli. Ma il gioco diventerà col tempo un terribile rompicapo.
CORNICE STORICA
Sono passati più di venticinque anni. Un secolo tramontava per darne spazio ad un altro. Carlo Azelio Ciampi era il Presidente. “Più bella cosa” di Eros Ramazzotti passava da una radio all’altra. Ma c’è che ascoltava tutt’altro genere, quella musica oltreoceano che in Italia non era riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo. Gruppi come i Metallica, Nirvana e Linkin Park non erano considerati molto, se non dai giovanissimi. Ozzy Osbourne era venerabile tanto quanto un Dio, come per Paolo Leoni che, negli anni 90, era un ragazzino. Ora è un falegname, ma all’epoca era una Bestia di Satana. Il gruppo con le stesse fattezze di una setta satanica seminò il panico nel nord Italia a cavallo tra gli anni 90 e 2000. Scriviamo ‘fattezze’ poiché il gruppo voleva solo emulare un comportamento, spinti dalla curiosità e dalle mode dell’epoca. Giovani, emarginati, con problemi familiari alle spalle. Grandi appassionati di musica, a tal punto che alcuni di loro fondarono anche un gruppo musicale. Frequentavano il Midnight, un pub della zona. Punto di ritrovo per ragazzi come loro. Croci rovesciate, teschi e capelli lunghi. Abbigliamento rigorosamente scuro. Per alcuni era un costume, per altri un modo di essere.

GLI OMICIDI
Andrea Volpe, Nicola Sapone, Paolo Leoni, Mario Maccione, Pietro Guerrieri, Marco Zampollo, Eros Monterosso, Elisabetta Ballarin e Massimiliano Magni. Erano loro i satanisti, le Bestie di Satana. Ma c’erano anche Fabio Tollis e Chiara Marino, da carnefici a vittime della setta, come Andrea Bontade. E poi c’era lei, Mariangela Pezzotta, che col gruppo non c’entrava nulla. Non bastavano i riti, le prove di coraggio in cui si buttavano in mezzo alla strada con le auto in corsa. Ad un certo punte nacque in loro la necessità di uccidere. Chiara e Fabio sarebbero stati i primi. Un duplice omicidio efferato, ma che per anni sarebbe passato per un caso di scomparsa. Il programma Chi l’ha visto? Intervistò i ragazzi, catturati da quella dimensione giovanile così diversa dalle altre. Una fotografia dell’epoca che inquadra il mondo emarginato di una generazione solitaria e annoiata. Andrea Bontade, membro della banda, sarebbe stato indotto al suicidio. La sua colpa era quella di non essersi presentato il giorno della morte di Chiara e Fabio. L’ultima vittima, Mariangela Pezzotta, avrebbe portato in galera le Bestie di Satana.
LA GENERAZIONE X NELLE MANI DI LUCIFERO
La droga era il rimedio alla noia, come la musica metal e le serate nei pub. Il fascino dell’occulto cattura un’intera generazione che inizierà a vestirsi con abiti scuri e ad avere un aspetto sempre più trasandato. Come i pezzi di un puzzle, ognuno cerca i propri simili per incastrarsi, creando un disegno che possa avere un senso. Per coloro che all’epoca si definivano ‘satanisti’ è andata proprio così. Il processo di emulazione di un comportamento è tale da costituire una generazione che si rispecchia nei propri problemi attraverso teschi e croci rovesciate. Il culto del Diavolo non è tale da definire molti di questi ragazzi, soprattutto minorenni, come magoni o stregoni. La ribellione guida questi