“The last and final moment is yours. The agony is your triumph”.

Scopriamo perché il brano di Baez e Morricone si fa portavoce di voglia di giustizia e rivalsa sociale.
La sentenza
23 Agosto 1927. Penitenziario statale di Charlestown. Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono giustiziati sulla sedia elettrica. Questi potrebbero essere due uomini come tanti altri. Due emigrati italiani che come tanti altri l’America l’avevano sognata, desiderata. Due uomini che in America pensavano di trovare un lavoro dignitoso, un futuro degno di essere vissuto. Non sapevano, però, che l’unica cosa che avrebbero trovato nel Nuovo Mondo sarebbe stata la morte. Ma cosa portò esattamente Sacco e Vanzetti all’infausta sentenza? E soprattutto…i due erano davvero colpevoli? Scopriamolo insieme!

I fatti
Sacco e Vanzetti non erano parenti, né tantomeno amici. Il primo era arrivato a Boston nel maggio del 1913, mentre il secondo lo aveva preceduto di qualche anno. Oltre all’emigrazione in America, ad accumunare i due furono le origini italiane e l’interessamento a un gruppo di anarchici. Gruppo questo che poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale fuggì in Messico per sottrarsi all’obbligo nazionale di dover sacrificare la propria vita per la gloria dello Stato. In questo caso, il Massachusetts. Fu proprio in Massachusetts che il gruppo tornò dopo la fine della guerra, senza sapere che la maggior parte dei membri della compagnia fossero stati inseriti in una lista nera accuratamente compilata dal Ministero di Giustizia. Tra i nomi figurano anche Sacco e Vanzetti. In un primo momento, però, le nostre attenzioni dovrebbero rivolgersi verso un terzo nome della lista: Andrea Salsedo. L’uomo, originario dell’isola di Pantelleria venne trovato senza vita ai piedi di un grattacielo di New York, sede dell’oscuro Bureau of Investigation. Salsedo non venne subito dimenticato da Vanzetti, il quale decise di organizzare un comizio per denunciare quanto accaduto. Comizio che non ebbe mai luogo, in quanto Vanzetti venne arrestato assieme Sacco non appena le voci sull’organizzazione dell’evento iniziarono a circolare. I due furono successivamente accusati di una rapina a South Braintree, durante la quale vennero uccisi Frederick Albert Parmenter (cassiere del calzaturificio Slater and Morrill) e Alessandro Berardelli (guardia giurata).
In our hearts
Nulla poté mai veramente scagionare Sacco e Vanzetti: veri agnelli sacrificali, vittime del pregiudizio sociale e politico del loro tempo. In molti si schierarono a loro favore negli Stati Uniti e in Europa. Non solo venne organizzata una manifestazione di ben dieci giorni davanti al palazzo del governo di Boston subito dopo la proclamazione della sentenza definitiva, ma ebbero luogo anche tutta una serie di rivolte popolari a Londra, Parigi e in alcune città tedesche. A queste prime manifestazioni seguì poi nel 1958 la fondazione del “Comitato per la Riabilitazione di Sacco e Vanzetti” che negli anni ha riabilitato le loro stesse figure, al punto che nell’agosto 1977 Michael Dukakis, governatore del Massachusetts proclamò i due estranei ai crimini dei quali erano stati accusati. Questa dichiarazione mise fine ad anni di mancata giustizia. Anni in cui i pregiudizi contro la comunità italoamericana continuarono a essere perpetrati. Anni in cui in molti ricordarono Sacco e Vanzetti, Nicola e Bart, perché la loro storia, la loro lotta will “rest forever here in our hearts”.