Storia di una bambola al passo con i tempi.

Scopriamo insieme cosa ha catturato l’attenzione di cinque ricercatori nel mondo glitterato della fashion doll più amata di sempre.
Progresso e inclusività in rosa
Chi ha detto che Barbie dev’essere sempre perfetta? Chi ha detto che può indossare solo vestiti di chiffon e taffetà rosa shocking? Chi ha detto che deve optare sempre per delle vertiginose décolleté e non per un paio di comode birkenstock? Beh, effettivamente non l’ha detto nessuno e se qualcuno ha davvero avuto l’ardire di imporre una cosa simile, Barbie dev’essersene infischiata. A provarlo sono le molteplici versioni di questa favolosa fashion doll messe in commercio nel corso degli ultimi decenni. Nata da un’idea di Ruth Handler e commercializzata dalla Mattel a partire dal 9 marzo 1959, Barbie ha saputo adattarsi ai cambiamenti che la società stessa le proponeva, non rimanendo mai relegata al triste ruolo di bella statuina. La bambola più amata di sempre, infatti, diventa un’astronauta dopo i primi viaggi sulla Luna, giudice e attivista a fine anni ’90 e ingegnere informatico a inizio anni 2000, per poi diventare sempre più inclusiva quando ha indossato l’hijab o quando ha deciso di mostrarsi al grande pubblico con vitiligine e alopecia. Un volto, decine di identità e migliaia di outfit. Le ultime ricerche, però, si sono soffermate su un dettaglio che sarebbe potuto passare facilmente inosservato. Scopriamo insieme di che si tratta!

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Lo studio
In un articolo della rivista Plos One sono stati riportati i risultati del lavoro di cinque ricercatori (Helen Banwell, Ian Griffiths, Suzanne Wakefield, Cylie Williams e Kristin Graham) che dopo aver analizzato più di duemila esemplari di Barbie hanno constatato che se negli anni Sessanta queste bambole avevano solo piedi arcuati, oggi ben il 60% di queste girls ha i “piedi piatti”. Come mai? Cos’hanno i piedi arcuati che non va? Beh, per quanto possano essere eleganti e femminili, non sono assolutamente pratici. Sono disegnati per una bambola che deve sfilare e non lavorare. Sono progettati per vertiginosi tacchi a spillo e non per comode sneakers. La postura plantare piatta è, quindi, diventata necessaria quando Barbie ha puntato a lavori “da uomo” in cui essere veloci è più importante dell’essere impeccabilmente in ordine.
Accessori controtendenza
Barbie cambia, quindi, perché cambiano le bambine. Cambiano i loro sogni e le loro ambizioni. A cambiare con Barbie è ovviamente Ken. Un accessorio che cambia con e per Barbie, un accessorio non necessario e tranquillamente sostituibile. Una relazione la loro che è paradigma inverso di ciò che accade nel mondo reale dove a essere accessori sono solitamente le donne. Proprio quelle donne che un tempo sono state bambine. Bambine che con Barbie hanno giocato e che con lei hanno sognato di toccare le stelle.