Per un pugno di like: come la mediatizzazione della politica abbia costituito la dittatura social

I social hanno cambiato la politica, i politici e l’elettorato. Neanche le nuove generazioni sono riuscite a sottrarsi ai selfie con il leader dei pentastellati Giuseppe Conte. Ma parliamo di un vero corpo elettorale o solo “bimbe di”?

Dalla caccia ai social media manager all’arte nel “fare meme”: neanche Polibio avrebbe saputo predire una forma di governo basata sulla dittatura social. Perché il virtuale è realtà quanto finzione, un gioco quanto una sfida. Politici o influencer? Ci sarebbero poche influenze tra i due ruoli.

L’ARTE DEL MEME

Un tempo l’obiettivo dei politici era riempire le piazze di aspiranti elettori. Ora attendono che il consenso si esprima con una notifica. Poco importa se si tratta di un commento o di un semplice like, poiché chi vuole fare politica nel XI secolo attende che arrivi quella notifica. I tempi sono cambiati: svestiti della propria formalità, che siano Premier o meno, diventerebbero dei meme pur di acquisire la simpatia altrui. Ed è proprio dai meme che parte la nostra indagine. Se per alcuni sono semplici vignette che potrebbero suscitare una risata in altri, c’è chi reputa invece che quelli innocenti vignette possano essere una vera e propria esca per potenziali elettori. Grafiche semplici, frasi accattivanti e tanto colore: sono gli stessi elementi che possiamo trovare nelle immagini utilizzate da diversi politici durante le loro campagne elettorali. Poche parole, ma impattanti. Ma chi attirano? La “comunicazione” punta a segmenti specifici di una comunità, detti bersagli. Il comunicatore produce “messaggi” che possono avere una o più caratteristiche Per Klapper, la comunicazione persuasoria è più spesso causa di rafforzamento che non di modificazione. Se è prevalente il rafforzamento, gli individui tenderanno a non esporsi (anche per scelta consapevole e volontaria) ai messaggi che contrastano con le loro opinioni preesistenti. Ciò può spiegare l’insuccesso di alcune campagne: i soggetti raggiunti sono quelli che già condividono il punto di vista che si vorrebbe trasmettere. I meme, sicuramente, le generazioni più giovani, le stesse che se da un lato hanno molta dimestichezza con i social, dall’altro hanno poca conoscenza sulla politica.

LA DITTATURA SOCIAL

Un’agorà virtuale dove poter essere liberi di esprimersi, senza alcun tipo di vincolo. Forse è per questo che in molti preferiscano depositare il proprio pensiero sul web, nell’attesa che qulacun altro scriva quello che pensa. La complessità delle campagne elettorali e la dispersione degli elettori impongono ai candidati un approccio più sistematico e una strategia di comunicazione tanto da ricorrere a professionisti non politici e affidare loro l’elaborazione della strategia e la gestione della intera campagna elettorale. Questo è all’origine dello sviluppo e della diffusione del marketing politico. La logica dei media è soprattutto «l’insieme dei formati narrativi ed espositivi attraverso i quali gli eventi sono presi in considerazione, trattati e dotati di senso per arrivare a un tipo di presentazione e comprensione compatibile […] con le esigenze organizzative, le finalità di intrattenimento, e le immagini del pubblico». La ricerca del successo di vendite e profitti è l’obiettivo primario di ogni azienda che opera sul mercato. Non si sottraggono a questa logica commerciale le imprese editoriali, i news media, i politici che, volendo comunicare con il pubblico dei cittadini, devono negoziare con i media tempi, modalità, registri e sempre più spesso contenuti. L’idea di permeabilità dell’azione politica all’azione dei media ha fatto ritenere che questi potessero essere considerati come un quarto potere.

L’ELETTORATO E I SUOI UMORI

Si raggruppa nella categoria dell’umore degli elettori l’insieme delle percezioni dell’opinione pubblica che si riferiscono alla situazione del paese , al grano di ottimismo-pessimismo manifestato dalla popolazione e al grado di appoggio o di malcontento dimostrato nei confronti del governo. La valutazione dell’umore dell’elettorato è importante non solo perché condiziona i temi centrali della campagna elettorale  ma soprattutto perché rileva i «toni». Questa radiografia del corpo elettorale è imprescindibile per la elaborazione di una strategia razionale ed efficace della campagna elettorale. E’ necessario fare una composizione esatta del posizionamento dei partiti a giudizio dell’elettore. Come si riflettono i candidati e partiti nello specchio del corpo elettorale? Cosa pensano i cittadini di candidati e partiti? Comi li valutano? Quali sono i punti di forza degli uni e degli altri? I media, diffondendosi rapidamente e con grande successo, hanno conquistato nella società il ruolo di agenzia di socializzazione accanto e al posto di chiesa, scuola, partito. I social restano l’unico ‘campo largo’ dove scendono in campo tutti.

 

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