Sulle orme di Geta e Caracalla: la vera storia dei fratelli della dinastia dei Severi

Odio fraterno nell’antica Roma.

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A pochi giorni dall’uscita nelle sale de “Il Gladiatore 2”, scopriamo insieme come mai non si sente quasi mai parlare di Geta!

Storia e popcorn

Sono passati più di vent’anni da quando “Il Gladiatore” di Ridley Scott fece la sua comparsa nelle sale di tutto il mondo. Film mastodontico, vincitore di ben cinque premi Oscar e quattro BAFTA. I motivi del suo successo: degli attori straordinari, una storia avvincente e una colonna sonora indimenticabile firmata dal grandissimo Hans Zimmer. Oggi ritornano sul grande schermo quei guerrieri che hanno fatto tanto infiammare gli animi degli spettatori di inizio anni 2000. Ovviamente, storia diversa e attori diversi. Se nel primo film Russel Crowe e Joaquin Phoenix avevano magistralmente dominato la scena, adesso è la volta di Paul Mescal, Pedro Pascal e Denzel Washington. Trait d’union tra i due film l’attrice Connie Nielsen: nella storia Lucilla, figlia dell’imperatore Marco Aurelio. Ricordate la frase “avrò la mia vendetta in questa vita o nell’altra”? Beh, sappiate che è necessario tenerla a mente prima di acquistare i biglietti per il prossimo spettacolo. Al di là delle connessioni tra il primo e il secondo film, nelle righe che seguono ci soffermeremo maggiormente sul contesto storico nel quale le ultimissime vicende sono ambientate.

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Nemici di culla

Non è un segreto: tra le due pellicole c’è un salto temporale di qualche anno. Il tempo necessario per permettere ad Annone (o forse dovremmo dire Lucio!?) di diventare grande. Il protagonista di questa seconda storia si ritrova nella grande arena romana sotto gli occhi sadici e divertiti di Geta e Caracalla. Ma chi sono questi due imperatori? E soprattutto come mai abbiamo sempre sentito parlare di Caracalla e quasi mai di Geta? Figli dell’imperatore Settimio Severo e di Giulia Domna, i due regnarono insieme solo per alcuni mesi nel corso del 211 d.C. . Nonostante avessero da poco concluso una pace con i britanni, l’antipatia e l’invidia reciproca che li aveva sempre contraddistinti superò la gioia dell’accordo appena stipulato e portò Caracalla ad assassinare suo fratello il 26 dicembre 211. Da quel preciso momento fino alla sua stessa morte Lucio Settimio Bassiano, vero nome di Caracalla (così chiamato per una particolare tipologia di mantello che amava indossare), fu il solo ed indiscusso imperatore romano fino al 217.

Condannato all’oblio

Caracalla, però, non si accontentò di aver ucciso Geta. L’imperatore, infatti, iniziò a sostenere che suo fratello stesse cospirando contro di lui e che l’assassinio fosse l’unico modo per far fronte al problema. Non contento decretò la damnatio memoriae che portò al divieto di nominare Geta in pubblico, alla distruzione di tutte le sculture che lo rappresentavano e all’uccisione di tutti i suoi sostenitori. Ecco spiegato, lettori, il motivo per cui nei libri di storia a Geta non è quasi mai neanche dedicato un approfondimento a bordo pagina. Adesso, però, non avete scuse: quando penserete a Caracalla non potrete collegarlo solo alle meravigliose terme dell’Aventino.

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