UNA PICCOLA GRANDE GAFFE: QUANDO NON BASTA ESSERE DONNE PER DIVENTARE FEMMINISTE

Come un lapsus possa nascondere una grande verità, spesso nascosta ma che resta ben visibile a tutti.

“Errare è umano” dicono in molti. Eppure pochi si sarebbero mai aspettati una gaffe come quella fatta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Scopriamo il perché.

IL LAPSUS

Un discorso da ripetere durante le tappe del tour che vede il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in giro per l’Italia, dove ogni singola parola è stata selezionata con criterio e accortezza. Eccone un assaggio durante la chiusura della campagna elettorale del centrodestra per le Regionali in Umbria:

“A dispetto delle femministe, assessora, presidente, capatrena, io ho un’altra idea: va bene il presidente, ma sono fiera che sia sotto questo governo, per la prima volta guidato da una donna, che le donne hanno il tasso di occupazione più alto”.

Già, di ‘occupazione’. Eppure l’intervento in video-collegamento alla chiusura della campagna elettorale in Emilia Romagna, Giorgia Meloni ha detto:

“Con il mio governo il tasso di disoccupazione femminile è il più alto di sempre”.

Ma come di disoccupazione? Possibile che a distanza di poco tempo il dato sia cambiato così drasticamente? Ebbene, altro non era che un lapsus, una gaffe che ha inalberato le femministe e mostrato un quadro alquanto preoccupante sull’emancipazione femminile in Italia, il Pease dove per la prima volta dall’istituzione della Repubblica, a capo del Consiglio c’è una donna.

IL DATO

Secondo il Gender Equality Index, in Italia il rischio di povertà per le donne è del 20% contro il 18% per gli uomini (2022). Questo squilibrio è radicato in una serie di soffitte di vetro che partono dallo scarso mercato del lavoro al ruolo di responsabilità di cura che una donna assume all’interno delle famiglie. L’Italia si colloca tra i Paesi con il tasso di occupazione femminile più basso dell’Unione Europea, pari al 55%, una percentuale decisamente inferiore alla media europea del 69.3% (Eurostat 2022). Insomma, un altro sfortunato record. Nonostante in Europa la percentuale di donne coinvolte in attività di cura non retribuite sia comunque superiore a quella degli uomini, il contesto italiano è notevolmente impari, a causa del divario di genere nella cura familiare. Inoltre, i divari di genere nel mercato del lavoro si ampliano dopo che le donne hanno figli. Questa penalizzazione contribuisce in modo significativo al divario occupazionale di genere; eliminarla per le neo-madri aumenterebbe il tasso di occupazione femminile del 6.5% entro il 2040. Negli ultimi anni, l’Italia ha introdotto diverse politiche volte a promuovere la parità di genere nel mondo del lavoro e a supportare le famiglie. Tra queste, l’assegno unico universale per i figli e il “bonus mamme”, nonché un esonero contributivo per le madri lavoratrici con almeno tre figli, introdotti rispettivamente nel 2022 e nel 2024, hanno portato a un maggiore sostegno economico del welfare per le donne con figli. L’Italia è attualmente al 13° posto in Europa per l’uguaglianza di genere con un punteggio inferiore alla media europea nel GEI (2023). Sebbene ci siano stati progressi, rimangono preoccupanti i dati sull’occupazione e sul carico extra-lavorativo delle donne. Per affrontare queste disuguaglianze, sarà cruciale sviluppare politiche di welfare innovative e mirate.

IL FEMMINISMO MELONIANO

“Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana” diceva la premier ancor prima di esserlo durante un discorso pubblico a Piazza San Giovanni a Roma. Quelle parole andarono virali e tutt’ora resta uno dei meme più famosi accostati al nome del leader di Fratelli d’Italia. Eppure ne manca una di parolina: ‘femminista’, un termine con cui la Meloni non sembrerebbe andare molto d’accordo. In più occasioni, infatti, l’attuale Presidente del Consiglio ha preferito paragonare le sue gesta a quelle di un uomo, la sua forza a quella dei politici che hanno varcato i suoi palchi prima di lei. In altre circostanze, come quando la Meloni fu ospite della stella di DAZN Diletta Leotta nel suo podcast ‘Mamma Dilettante’. Nell’episodio, dove la premier fu ospite in occasione della festa della mamma, si è parlato di come una lavoratrice debba conciliare il lavoro con la famiglia, un tema ripreso più volte dai movimenti femministi. Eppure la Meloni sembra non aver mai voluto accostare la sua storia a quella delle battaglie femministe. Piovono i meme sul caso, ma c’è poco da ridere.

 

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