Andiamo a scoprire i miti greci che si nascondono dietro alle costellazioni

 Gli antichi greci, affascinati dalla volta celeste, hanno cercato origini mitologiche per spiegarsi l’origine delle costellazioni.

Alzare gli occhi al cielo e guardare le stelle: uno dei gesti più antichi, tramandato nei secoli senza estinguersi mai. Ed è proprio facendo ciò che gli antichi greci hanno notato gruppi di stelle vicine, tanto vicine da sembrare comporre dei disegni, e hanno provato ad attribuire ad ognuno di essi una storia.

Cassiopea, Andromeda e Perseo: una storia d’amore e di vanità. 

Cassiopea è una delle costellazioni più facilmente riconoscibili: ha una forma di “W” o “M” rovesciata. È visibile per tutto l’anno. 

Secondo il mito, Cassiopea era la moglie del Re di Etiopia Cefeo. La donna, mossa dalla sua vanità, arrivò ad affermare di essere più bella di tutte le Nereidi, e dunque anche più di Anfitrite, che era sposa del dio del mare Poseidone. 

Ai tempi del greci antichi, quando un mortale “sfidava” gli dei, peccava di Hybris (superbia, tracotanza) e questo affronto veniva presto punito con la Nemesis, vendetta divina. 

Le Nereidi infatti, adirate per l’affermazione, chiesero al dio di infliggere alla donna una severa punizione. 

Il Dio mandò allora un mostro marino, Ceto, affinché devastasse la terra della regina. Secondo l’Oracolo ‘unico modo per placare l’ira del dio (e dunque anche la devastazione causata dal mostro) consisteva nel sacrificare al mostro la figlia di Cassiopea, Andromeda, che venne così incatenata ad uno scoglio. 

La giovane era ormai data per morta, quando l’eroe Perseo la vide. 

 

Come la vide con le braccia legate a una rigida rupe,

Perseo di marmo l’avrebbe creduta se l’aria leggera non avesse

mosso le chiome e le lacrime dagli occhi stilate non fossero,

inconsapevole ne ardeva stupito. Rapito alla vista di

quella bellezza, quasi di battere l’ali si scordava.

Come fu sceso a terra, disse “non meriti codesti ceppi ma quelli che legano amanti tra loro;

dimmi il tuo nome e la patria e perché sei legata”.

 

Ovidio

 

Mosso insieme dall’amore e insieme dalla pietà per la giovane, Perseo sconfisse il mostro marino dopo un’ardua lotta, e poté prendere in moglie Andromeda.

L’amore tra i due era talmente forte che venne reso eterno da due costellazioni: Perseo e Andromeda, affinché gli amanti potessero rimanere sempre vicini, per l’eternità.

 

Anche Cassiopea trovò un posto all’interno della volta celeste: raffigurata sul suo trono in posizione rovesciata, l’immagine della regina serve a ricordare ai mortali di non peccare mai in superbia.

Orsa maggiore e orsa minore: storia di una madre e di un figlio

Il Grande Carro è uno dei gruppi di stelle più facili da individuare nella volta celeste. Situato nell’emisfero settentrionale, insieme al suo vicino il Piccolo Carro, durante la rotazione della Terra, ruota intorno alla Stella Polare.

Secondo una versione del mito riguardante le due stelle, Zeus si invaghì della ninfa Callisto. I due ebbero un figlio, di nome Arkas. 

La moglie di Zeus, Era, come vendetta per il tradimento del marito, decise di trasformare Callisto in un orso selvaggio. 

Anni dopo, ormai cresciuto, durante una battuta di caccia il giovane Arkas si ritrova davanti la madre ed è sul punto di ucciderla. Allora Zeus interviene tramutando anche il giovane in un orso, e in seguito madre e figlio in due costellazioni: nascono così l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, anche dette Grande Carro e Piccolo Carro. 

 

Orione, lo Scorpione e le Pleiadi: tra amori, sviste e vendette.

Orione è la più visibile costellazione del cielo invernale: è caratterizzato da una “cintura” di stelle luminosissima.

Si narra che Orione, figlio del dio del mare Poseidone, fosse un grandissimo cacciatore. Un giorno oltraggiò la figlia del re, ma il sovrano gli fece pagare caro questo gesto, e decise di accecarlo. 

Viaggiando per ritrovare la vista, si ritrovò in Oriente, presso l’isola dove viveva Eos, dea dell’Aurora, che si innamorò del cacciatore, permettendogli di riacquistare la vista perduta. 

Anche Artemide, dea della caccia, subì il fascino di Orione, e tentò più volte di conquistarlo, venendo rifiutata dal cacciatore che le disse di essere molto devoto alla moglie. 

Ma non era così: Orione corteggiava le ancelle della dea, le Pleiadi. Quando la dea venne a scoprire ciò, Zeus per proteggere le fanciulle le trasformò in costellazioni e Artemide uccise l’amato inviandogli un velenosissimo Scorpione

Sia lo Scorpione sia Orione sono stati tramutati in costellazioni da Zeus, ma in punti diversi del cielo, in modo che lo scorpione non possa più pungere il cacciatore: quando Orione tramonta ad Ovest vediamo sorgere ad est la costellazione dello Scorpione.  

 

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