C’era una volta nell’Upper East Side Queen S, diretta discendente della “Divina” Duse

Buongiorno Upper East Side, qui è Gossip Girl. Avvistata: Serena Van Der Woodsen ha un nuovo amore. Sarà una storia seria o durerà meno di un lipgloss di Christian Dior? Staremo a vedere ma intanto c’è da dirlo: è tutta sua madre. Proprio come la signora Duse, nessuno può resistere al fascino magnetico di S che con un Yves Saint Laurent in dosso e delle Manolo ai piedi, ha conquistato il cuore di Manhattan un Martini alla volta. XOXO Gossip Girl.

Ripercorriamo l’evoluzione della femme fatale che dalla piccola provincia di Pavia è arrivata sino alla Grande Mela, non più protagonista delle liriche di D’Annunzio ma volto del nuovo numero di Cosmo.

LA FEMME FATALE

Nella storia artistica di tutto il mondo, se si guarda con attenzione, c’è sempre stata una donna talmente affascinante da divenire fatale. Eva, Circe, Medea, Meessalina e Cleopatra, ne son un esempio: da che mondo è mondo gli uomini sono attratti da queste figure talmente affascinanti da trasportarli in una condizione a metà tra il sogno e la realtà. Si badi bene, non si parla di bellezza ma di fascino. Sì perché il passato insegna che a fare la storia sono le Jackie non le Marylin, sono quelle donne che rapiscono, conquistano, intrappolano e scrivono il proprio lieto fine, ovviamente quello scelto da loro stesse. La figura della femme fatale è archetipica e porta con sé una serie di tratti rimasti fissi nel tempo. E allora perché un tempo le donne-streghe venivano pubblicamente uccise mentre ora si spendono per loro pietose parole d’amore? Perché l’uomo ha finalmente fatto pace con il fatto che una donna è brava tanto quanto lui nel gioco della seduzione, non ha bisogno di servirsi di incantesimi o magia nera. È a partire da questa presa di coscienza, ancora non del tutto socialmente riconosciuta, che da Giovanna D’Arco si è passati ad Eleonora Duse, non più arsa viva ma bagnata da una dolce rugiada:

[…]

Piove sui nostri volti

Silvani

[…]

Su la favola bella

Che ieri

T’illuse, che oggi m’illude

O Ermione

Tentatrici eleganti e risolute, queste donne sono state quindi cantate con parole tanto pietose quanto quelle spese per le candide vergini duecentesche che, diciamocelo, ad un certo punto sono diventate un po’ stucchevoli. Oggi donna lo sa: in guerra e in amore tutto vale. Il gioco della seduzione non fa sconti a nessuno, c’è chi ha le redini e chi è trascinato e non sempre la percezione dei due ruoli corrisponde alla realtà. Ma questo va bene, fa parte della partita.

LA DIVINA

Ispiratrice del canto di Gabriele D’Annunzio, l’unica al quale lui abbia mai fatto voto del proprio amore, Eleonora Duse è stata una delle più grandi attrici teatrali di tutti i tempi. “La Divina” ha infatti solcato i palchi più celebri d’Europa, ha conquistato alcune tra le più grandi menti a lei contemporanee e, con il suo savoir-faire a metà tra lo sfrontato e lo chic, ha lasciato una vera e propria scia di cuori spezzati alle sue spalle. Ciò che colpisce è che la Duse non fosse bellissima per quelli che erano i canoni dell’epoca. Dall’alto dei suoi lineamenti androgini ed il trucco  praticamente inesistente però, è riuscita a sbaragliare la concorrenza, stregando con il suo modo di essere e la sua bravura persino il cuore di pietra de “Il Vate” che ne “Il piacere” ha trasposto il loro amore nei personaggi di Andrea Sperelli ed Elena Muti. Qui come in vita, i due non riusciranno a coronare il loro amore né a vivere il lieto fine a causa della sindrome di Peter Pan di lui e l’animo libero di lei; una cosa è però certa: il D’Annunzio, uomo notoriamente impegnato tra un Salotto mondano e l’altro, è rimasto impigliato nella trappola di una donna che, come fosse una Sirena,  ha trasportato “il Vate” in una subrealtà all’insegna dell’immoralità e il vizio, portando scompiglio nella sua vita e legandolo a sé per l’eternità. È quindi così che D’Annunzio ha cantato la grandezza di Ermione e cristallizzato la sua memoria in opere divenute immortali, proprio come il ricordo di lei, femme fatale per eccellenza e musa d’Arte.

LA DIVA

Regina indiscussa dell’Upper East Side e protagonista della serie tv pluripremiata “Gossip Girl”, Serena Van Der Woodsen (aka Blake Lively) ha fatto sognare generazioni di giovani donne e giovani uomini, le prime di certo attratte dal suo meraviglioso armadio, i secondi ammaliati dalla sua bellezza. Nel teen-drama la ragazza,nonostante la sua giovane età, trascorre le giornate tra un’esclusiva scuola di Manhattan e dei Salotti 2.0, vivendo la sua vita come una vera e propria “opera d’arte”,  al fianco della sua perfida ma fidata migliore amica Blair Waldorf, anch’essa in lizza per la corona di reginetta della mondanità newyorkese ma destinata a rimanere, suo malgrado, la numero due. Dall’alto delle sue Manolo Blanik tacco 12, Serena era quindi pronta a conquistare quel trono che le spettava di diritto senza neanche impegnarsi:a differenza dell’ amica di sempre infatti, S non si è mai dovuta applicare più di tanto nella sua corsa al successo, servendosi del mezzo più vecchio del mondo, la seduzione. Ogniqualvolta che la nostra regina (idealmente) faceva un fischio infatti, orde di uomini tra i più belli e ricchi d’America erano lì per lei. Ma poteva mai la diretta discendente di Eleonora Duse accontentarsi di svolgere a vita il ruolo di moglie-trofeo perfettamente inserita in un mondo che lei aveva già conquistato da tempo? Ovviamente no, non poteva e non voleva. Del suo amore farà voto solo a Dan, un giovane aspirante scrittore di Brooklin che anziché conquistare il suo cuore ballerino a suon di Martini del Butterfly,  non ha mai mancato di rimarcare la sua totale adorazione per lei, attirando a sé la femme fatale 2.0 e regina indiscussa dell’Upper East Side. Scusa Blair!

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