Pubblicare, condividere e commentare: tante cose si possono fare su internet. Tutte, tranne cancellare un contenuto, soprattutto se diventato virale.

Ogni qual volta si cerca invano di tutelare la propria reputazione, in poco tempo internet decide le sorti del tuo destino. Quando un tuo contenuto diventa virale, è quasi impossibile bloccarlo. Parleremo quindi di cosa sia l’effetto Streisand e di come neanche Tom Cruise sia riuscito ad evitarlo.
QUELLO CHE SUCCEDE SU INTERNET (NON) RESTA SU INTERNET
L’effetto Streisand (talvolta conosciuto anche come Streisand effect) è un fenomeno mediatico per il quale un tentativo di rimuovere un’informazione ne provoca, contrariamente alle attese, luna maggiore condivisione. Nato come meme di internet, il fenomeno riguarda genericamente qualsiasi contenuto multimediale che acquisisce notorietà per essere stato cercato più volte di essere nascosto. A causa dell’improvvisa attenzione mediatica, l’informazione viene replicata tramite innumerevoli e imprevedibili canali, diffondendosi a macchia d’olio. Il nome Streisand effect è stato coniato da Mike Masnick, ma la vicenda non lo riguarda in prima persona. Il blogger statunitense si riferiva infatti ad una vicenda accaduta nel 2003 in cui l’attrice e cantante Barba Streisand intentò un’azione legale nei confronti del sito web Pictopia, del fotografo Kenneth Adelman e altri al fine di ottenere un risarcimento di 10 milioni di dollari e la rimozione dal sito di una fotografia scattata da Adelman stesso che, a giudizio di Streisand, poteva essere un pericolo per l’attrice californiana. Il motivo? Nella fotografia si poteva intravedere la casa della diva. Adelman si difese sostenendo che le sue fotografie avevano scopo solo documentale, in quanto tese a rappresentare l’erosione costiera della regione e che le immagini sarebbero state utilizzate nel quadro di un progetto di monitoraggio delle coste californiane. La notizia della denuncia di Barbra Streisand ebbe l’effetto di moltiplicare l’attenzione sulla fotografia incriminata della sua villa la quale passò da poche migliaia a più di 420000 visualizzazioni nel mese successivo alla notizia. Ecco spiegato quindi cosa sia l’effetto Streisand. Ci sarebbe però un’altra vittima ben più famosa.

UNA NUOVA MISSION IMPOSSIBLE PER TOM CRUISE
Nel lontano 2008 Scientology tentò di ottenere la cancellazione di un video che ritraeva Tom Cruise, uno dei membri di più alto profilo nella comunità. Il contenuto, della durata di 10 minuti, venne considerato lesivo nei confronti di tale organizzazione. D’altronde, lo stesso divo ha messo sempre al primo posto la sua immagine e i suoi rapporti con Scientology, a tal punto da aver costretto Nicole Kidman, la sua prima moglie e compagna sul set, a firmare le carte del divorzio. Il tentativo di rimuovere il video finito in rete produsse l’effetto opposto e venne condiviso persino dalle testate del nostro Paese. Il gruppo Anonymous creò Chanology, una rete anonima di protesta contro le attività di Scientology. Analogamente la stessa organizzazione tentò di ottenere la rimozione di alcuni documenti giudicati lesivi da Wikileaks, ma la risposta di quest’ultima suonò quasi come una minaccia. Infatti, consisté nella promessa di «diffusione di migliaia di altre pagine riguardanti la chiesa di Scientology». Insomma, non si tratta della pagina più bella scritta da Tom. Il video, infatti, è ancora disponibile. Dalla sua pubblicazione, ha raccolto milioni di visualizzazioni e la condivisione su innumerevoli canali. Sarebbe stato impossibile, quindi, cancellare il famigerato video.
CONSIGLI SUL COME CURARE L’EFFETTO PIÙ NOCIVO DI INTERNET
A finire nel mirino dell’effetto Streisand sono stati anche altri divi quali, ad esempio, la cantante statunitense Beyoncè. Dopo la sua esibizione al Super Bowl, un sito pubblicò le fotografie del live dove, la cantante, a detta del suo editore, non sarebbe apparsa al massimo della sua bellezza. Dopo la richiesta di rimozione, il sito pubblicò un ulteriore articolo dedicato interamente alle ”facce buffe” che la cantante di Single Ladies fece durante l’intervallo. Ma anche comuni mortali come l’acquirente di un appartamento trovato grazie ad un’agenzia immobiliare sono potenziali vittime di questo effetto. Quest’ultima, la Horizon Realty Group, richiese alla sua ex cliente 50.000$ di risarcimento. La sua colpa sarebbe stata quella di postare commenti negativi sul appartamento. I commenti, pubblicati su Twitter, vennero condivisi da milioni di utenti. Insomma, quando il gusto del proibito colpisce noi utenti, la nostra curiosità si spinge a visualizzare contenuti che sul web non dovrebbero più circolare. La cura sarebbe il buon senso, oltre che visualizzare il contenuto senza condividerlo ulteriormente. Ma sappiamo bene come, in questi casi, il gioco del telefono senza fili funzioni anche tra noi utenti.