“L’incubo di Hill House”: quando la scrittrice si nasconde dietro un’eroina sfortunata

Shirley Jackson è una delle scrittrici più note del ventesimo secolo; eppure, è costretta a vestire i panni della donna del focolare.  

L’incubo di Hill House è uno dei più importanti romanzi gotici e horror del secolo scorso, considerato una delle storie di fantasmi meglio riuscite. Nel corso degli ultimi decenni è stato oggetti di numerosi adattamenti cinematografici e seriali.

Hill House

Su delle colline isolate è situata una curiosa struttura architettonicamente gotica ma internamente orrorifica, questa è Hill House: oggetto di studio paranormale dell’esperimento intrapreso dal professor J. Montague, emerito antropologo. Per questa impresa viene convocata Eleaonor, assieme ad altre tre persone, dato che ognuna di esse aveva delle qualità, o doti, utili a comprendere gli strani fenomeni che avvengono nell’abitazione. Eleanor è una fanciulla chiusa nelle responsabilità famigliari che l’hanno intrappolata in casa ad accudire per dieci anni la madre ammalata. Alla morte di questa, si trasferisce a casa della sorella che, al contrario di lei, è sposata e ha una bambina. Cosciente dei suoi sentimenti e senza ascoltare le avvertenze di una sorella antipatica, accetta l’invito del professore e si reca a Hill House rubando la macchina della sorella. Altro personaggio che giunge ad Hill House è Theodora: una ragazza sicura di sé, avvenente, alla moda e dal savoir farie che la rende prima donna! Un personaggio che Eleanor ama e odia allo stesso tempo, difatti, nonostante i caratteri opposti, le due fanciulle diventano grandi amiche. Infine, vi è Luke Sanderson, l’erede della proprietà, la cui presenza è “costretta” da parte di un’anziana donna che ha permesso l’esperimento e il soggiorno al professore Montague. Già dalla prima sera, i nuovi abitanti della casa si rendono conto che questa è viva, anormale e infetta da creature che non si palesano. Le porte si chiudono da sole, alcuni pavimenti presentano delle correnti d’aria fredde e la bislacca angolatura dei muri rende la casa quasi circolare: perdersi è più semplice di quanto sembri.

Shirley Jackson

Autrice di questo romanzo gotico/horror del 1959 è Shirley Jackson, nota giornalista americana del Novecento. Scrittrice di grande successo in conflitto perenne con la donna che l’ha messa al mondo. Il loro rapporto è sempre stato caratterizzato dal giudizio negativo della madre nei confronti della figlia, tanto da definirla un “aborto mancato” perché non apprezzava il suo aspetto fisico. Un’opinione che, ovviamente, ha segnato la sensibilità della figlia e l’ha portata a sfogare i propri sentimenti repressi nei suoi scritti, che invece le hanno sempre dato credito. Questo conflitto continua anche in età adulta: la madre non approva la “vita da intellettuale” e la scelta del matrimonio con S. E. Hyman. Al contrario, Shirley divenne una scrittrice talentuosa, creatrice di un’ambiente (la propria casa) in cui regnava la libera opinione e lo scambio di idee con artisti e scrittori dell’epoca. Con passare del tempo, anche il matrimonio si rivela una prigione: Hyman si dimostra un uomo tradizionalista ma conscio del talento della moglie.

La donna in “L’incubo di Hill House”

Le tematiche che caratterizzano la scrittrice sono evidenti in molti dei suoi romanzi e ne L’incubo di Hill House ritroviamo la protagonista Eleanor, vittima di responsabilità famigliari dettate dal destino. Rimane imprigionata dalla malattia della madre già dalla giovane età e, nel momento in cui la madre viene a mancare, nasce la sua volontà di vivere la vita. L’invito del professore Montague sembra per lei un biglietto di sola andata alla libertà e all’indipendenza assoluta, ma così non è stato. Hill House si scopre come una seconda prigione dalla quale non uscirà mai più perché la follia si è impadronita di Eleanor. La casa si raffigura come quell’insieme di aspettative, obblighi e doveri femminili che la società impone e dai quali l’eroina non può fuggire. Proprio come la scrittrice, ciò che rende il personaggio di Eleanor sofferente e solo è che l’opposizione che lei percepisce rispetto alla società del tempo, non è causato da qualcuno in particolare, ma dall’ideologia dell’epoca che, nonostante gli enormi passi avanti in merito alla tecnologia, all’economia, alla politica, la donna è sempre confinata nel ruolo della padrona di casa ed educatrice dei propri figli.

 

 

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