“La cultura si caratterizza per essere un insieme di usi, costumi, tradizioni che identifica un gruppo sociale. Essa è influenzata da una miriade di fattori, tra cui anche il potere che la Chiesa ha esercitato. Ad oggi però, tale influenza ha subito un calo drastico a causa della modernizzazione.”

Un caso in particolare che ha portato l’indebolimento ed il sospetto nei confronti del potere clericale, è quello riguardante Emanuela Orlandi, la giovane quindicenne vaticana scomparsa nel 1983, alla tenera età di 15 anni.
La religione nella società moderna
Da sempre la religione ha stabilito le regole per fare condurre al fedele un’esistenza in linea con quelli che sono gli ideali ed i valori della religione corrispondente. Il suo potere influenzava molto la mentalità degli individui ed anche altri settori come quello economico, politico ed istituzionale.
In seguito, col passare degli anni, il fenomeno della modernizzazione ha comportato la sottrazione del ruolo preponderante che la Chiesa svolgeva in passato. A tal proposito Weber definisce la “razionalizzazione” il processo grazie a cui alcuni settori si sottraggono dal dominio clericale.
Tale processo di separazione viene definito “secolarizzazione” che presenta tre aspetti:
-istituzionale: comprende la separazione tra lo Stato e la Chiesa da cui ne deriva il “pluralismo ideologico” ovvero la coesistenza di più religiosi all’interno di una realtà sociale
-culturale: consiste nella costituzione di saperi indipendenti perciò l’adesione ad una determinata religione diventa una scelta personale e non un qualcosa di indotto
-comportamentale: riguarda il grado e le forme di integrazione religiosa

Il caso di Emanuela Orlandi: la Chiesa c’entra qualcosa?
Emanuela Orlandi nasce a Roma nel 1968 da Ercole, commesso della Prefettura della casa pontificia e Maria Pezzano. Nell’anno in cui avvenne la scomparsa abitava in Vaticano con i genitori ed i fratelli. La scomparsa della ragazza avvenne mercoledì 22 giugno 1983. Quel giorno la ragazza era uscita per recarsi alle lezioni di musica che frequentava e, secondo le indagini, in quell’arco temporale aveva incontrato un uomo che le aveva avanzato una proposta lavorativa per conto dell’azienda di cosmetici “Avon”. Emanuela così, chiama la sorella che, insospettata, cerca di dissuadere la ragazza da tale offerta e di discuterne prima con i genitori.
Dopo la lezione, Emanuela si dirige con due amiche alla fermata dell’autobus che prendono due bus diversi, dopodiché la Orlandi scompare e non si hanno più tracce di lei.
Le indagini che si svolgono sono tante e porteranno a varie piste con quella riguardante la Banda della Magliana che vedeva la Orlandi vittima di un omicidio mafioso oppure la pista della pedofilia.
La pista che però mise in dubbio la credibilità del Vaticano è nota come “scandalo Vatileaks”. Tale espressione indica la diffusione nel 2012 di documenti riservati del Vaticano, da parte di Paolo Gabriele, all’epoca maggiordomo di papa Benedetto XVI, che li consegnò al giornalista Gianluigi Nuzzi che si occupò della pubblicazione. Da questi documenti si denotavano le spese sostenute dal Vaticano dal1988 al 1993 per Emanuela Orlandi che, secondo i documenti, era residente a Londra.
Tuttavia, nonostante l’archiviazione e la riapertura del caso, non si hanno ancora prove certe per risolvere il caso.

“La verità sta in cielo”: in ricordo di Emanuela
“La verità sta in cielo” è un film del 2016 che si basa sulla sparizione di Emanuela Orlandi. Il film si apre con le indagini da parte di un giornalista, di origine italiana che contatta la collega che ha raccolto la testimonianza di Sabrina Minardi, ex amante di Enrico de Pedis che, secondo la donna, era direttamente coinvolto nell’uccisione della Orlandi.
Appena uscito il film riscosse un grande successo dato anche dall’eccelso lavoro del regista Roberto Faenza che, affiancato dall’interpretazione da parte di figure professioniste quali Riccardo e Valentina Lodovini, ha ideato la sceneggiatura in seguito ad un lavoro approfondito di raccolta di dati ed informazioni.
La tristezza ed il dolore è immane ma la il ricordo di Emanuela Orlandi non svanirà mai.