Goethe e Maryl Streep ci raccontano la bellezza delle affinità elettive

Ragione o sentimento? Questo è il dubbio amletico che ci assale nel momento in cui si trova quella persona che, senza bisogno di chiedere, colma i vuoti dell’anima e con la quale ci si unisce in un’immortale affinità elettiva. 
Attraverso il romanzo di Goethe “Le affinità elettive” e il film di Clint Estwood “I ponti di Madison County“, scopriamo la meraviglia dell’unione tra anime e cuori, che prescinde da tutte le implicazioni dell’esistenza.

CARLOTTA,EDOARDO,IL CAPITANO E OTTILIA

Pubblicato per la prima volta nel 1801, “Le affinità elettive”è uno dei più celebri romanzi dell’autore tedesco J.W.Goethe. Nel testo è raccontata la storia, anzi le storie, d’amore tra quattro personaggi: Carlotta, Edoardo,  Ottilia e il capitano. I primi due in gioventù avevano vissuto una bellissima storia d’amore, contrastata e stroncata dalle famiglie che li hanno costretti a separarsi. Ormai vedovi e adulti, i due si rincontrano e riprendono la loro storia lì da dove l’avevano lasciata, sposandosi e dedicandosi alla cura della loro casa e del bellissimo giardino . L’equilibrio instauratosi tra la coppia si viene però a rompere quando nella loro vita entrano due personaggi: il Capitao, amico di Edoardo caduto in disgrazia, e Ottilia, nipote orfana di Carlotta che viene presa in custodia da quest’ultima e allontanata dal collegio in cui risiedeva. È a questo punto che entrano in gioco le affinità elettive, vere protagoniste del romanzo, che pian piano fanno avvicinare Carlotta al Capitano e Edoardo a Ottilia. I due coniugi affrontano la situazione in modo opposto essendo di base molto diversi: lei èè una donna pragmatica e razionale che cerca di allontanare dalla sua mente il dolce pensiero del Capitano, mentre Edoardo è al contrario un uomo di cuore che nonostante tutto custodisce gelosamente l’amore per la giovane Ottilia. A questo punto la storia procederà tra partenze e ritorni dei personaggi, governati come burattini dalle affinità elettive che legano i nostri protagonisti con un filo invisibile che niente e nessuno può spezzare, nemmeno la morte.

FRANCESCA E ROBERT

Era il 1995 quando Maryl Streep e Clint Eastwood ci hanno fatto innamorare della pellicola “I ponti di Madison County”, una storia di affinità elettiva. Francesca è una casalinga dell’Iowa,  moglie e madre di due figli che assieme al padre decidono di partire per qualche giorno. È in questo momento che Francesca conosce Robert,un fotografo giunto a Madison County per fotografare dei ponti utili per un servizio del National Geographic Society. I due, conosciutisi per caso, sin da subito avvvertono questo fortissimo legame che li unisce e che viene consumato in quei quattro giorni di distanza della famiglia di lei, al termine dei quali Robert chiede a Francesca di partire con lui. La donna è messa difronte ad un bivio, tra una vita senza più colore vissuta solo nel ruolo di moglie e di madre o una vissuta per se stessa, in nome di quella sensazione di pienezza e appartenenza provati in quattro giorni che, nonostante la decisione che prenderà, cambieranno per sempre la sua vita. Questo è ciò che è successo a Francesca e Robert, uniti da un’affinità che trascende il concetto di tempo e per questo, divenuta immortale.
Tu pensi che quanto è successo annoi succede a tutti? Parlo di quello che proviamo l’uno per l’altra. Non siamo… non siamo più due persone separate. C’è gente che cerca una cosa simile per tutta la vita e non la trova, altri non sanno nemmeno che esiste

LE AFFINITÀ ELETTIVE

Quando si parla di amore, non per forza si parla di affinità. L’affinità è un legame che va oltre il matrimonio, oltre i figli e la vita insieme, è una perfetta sintonia che investe tutti i campi dell’essere. È qualcosa da cui la mente non può prescindere che arriva a toccare delle corde del cuore non accessibili a tutti che una volta sfiorate lasciano un segno indelebile nell’anima. È a quel punto che ci si trova difronte alla scelta, ragione o sentimento? È una domanda alla quale non tutti rispondono nello stesso modo e che non sempre è indice di un calo del sentimento nei confronti della persona che si ha accanto. Sono infatti due situazioni completamente diverse, governate l’una dal cuore e l’altra in gran parte dalla mente, che per questo non possono essere equiparate. “Il cuore ha delle ragioni che la mente non conosce” scriveva Pascal ed è proprio questo il punto: quello tra due persone affini è un legame che va oltre, è quell’amore travolgente e passionale che leggiamo sui libri, che non ha bisogno di parole ma solo di attimi e sguardi. È appartenenza, un per sempre non detto ma vissuto che lega i due amanti, insieme o separati, finché morte non li separi, e anche oltre.

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