Tutte le donne del Presidente: conosciamo la vita di Kennedy dagli occhi delle sue amanti

Un presidente la cui vita privata venne posta sotto i riflettori del mondo intero.

Immagine tratta dal matrimonio fra Kennedy e Jacqueline Bouvier.

Non bastava l’immagine del giovane e ricco presidente Kennedy per far apprezzare la sua figura istituzionale, era necessario infatti aggiungere: la sua sposa, considerata la donna più fortunata d’America; ed una diva, anche lei famosa per aver indossato un abito bianco, desiderata invece da ogni uomo sulla faccia della terra. Queste donne così diverse avevano però una cosa in comune, impazzivano per lui.

LA BIOGRAFIA

Una leggenda ancora prima di essere una leggenda: eletto a soli 43 anni, divenne il più giovane Presidente degli Stati Uniti e, purtroppo, il più giovane a perdere la vita. Venne assassinato infatti il 22 Novembre del 1963 a Dallas, in Texas, mentre era bordo della limousine presidenziale che quel giorno si trasformò disgraziatamente nella sua bara. Era riuscito a battere l’altro candidato, un promettente Richard Nixon, i cui dibattiti tra i due vennero ripresi dalle telecamere di tutto il mondo. Kennedy appare vestito di nero e leggermente truccato, mentre gli abiti grigi di Nixon si confondevano con le intermittenze dei televisori che, all’epoca, erano in bianco e nero. Per tale ragione non solo emerse l’abito di Kennedy, ma spiccò anche tutto il suo carisma mentre, guardando dritto in camera, si rivolgeva al popolo americano. Nonostante la vittoria del giovane Kennedy furono in molti ad accusare il neopresidente di essere stato eletto solo per la sua popolarità e per la sua immagine, molto apprezzata dalla fascia elettorale più giovane, piuttosto che per i punti della sua campagna elettorale. La comunicazione politica adottata da Kennedy fu di fatto geniale per i tempi: fu il primo a riconoscere il ruolo dei media che nel corso degli anni stava diventando sempre più ponderante, mentre le sue apparizioni televisive erano diventate un appuntamento fisso per gli americani. Il tutto con in sottofondo High Hopes di Frank Sinatra, brano che venne utilizzato durante la campagna elettorale. Che tutto questo abbia contribuito all’ascesa, oltre che di un presidente, di una star? Probabile. Ma Kennedy dimostrò l’amore per il proprio Paese fin da ragazzo, arruolandosi in qualità di volontario durante la Seconda guerra mondiale, venendo successivamente preso nella Marina Militare. Ma la sua esperienza in trincea venne interrotta da un’incidente con un motosilurante PT-109 guidato dallo stesso Kennedy. Fu uno dei pochi a sopravvivere, ma l’incidente gli provocò serie lesioni alla colonna vertebrale tali da costringerlo a tornare a casa. Dopo l’esperienza in trincea comincia la sua carriera politica: sposa le idee del Partito Democratico, diventando dapprima deputato e successivamente senatore. Il 2 giugno 1960 comunicò la sua corsa verso la Casa Bianca e il 14 luglio 1960 annunciò la nascita della Nuova Frontiera, slogan politico che sosteneva con fermezza le politiche contro il nucleare, la disoccupazione e la povertà. Altri punti elogiavano invece le nuove frontiere scientifiche e spaziali, e il clima nell’aria sembrava quello che solo una star promettente come Kennedy poteva portare:

«Ci troviamo oggi alle soglie di una nuova frontiera, la frontiera degli anni sessanta. Non è una frontiera che assicuri promesse, ma soltanto sfide, ricca di sconosciute occasioni, ma anche di pericoli, di incompiute speranze e di minacce»

Dopo la vittoria, furono molti i nodi in politica estera che dovette sciogliere, soprattutto quelli sulla situazione vietnamita e sull’Unione sovietica. Questo perché nonostante il mito di Kennedy ruotasse intorno ad un’immagine pacifica, in realtà il livello di tensione all’interno della Casa Bianca era abbastanza alto. Nel mentre a Cuba la rivoluzione guidata da Fidel Castro, i cui rapporti con l’URSS non erano un mistero viste le basi missilistiche situate sull’isola, procedeva senza intoppi, Kennedy lanciò un programma di sostegno ai paesi latinoamericani detto Alleanza per il progresso. Un altro passo brusco fu quello di chiedere a Chruščëv il ritiro delle basi missilistiche. Kennedy riuscì nei suoi intenti probabilmente con la stessa tecnica utilizzata per vincere le sue campagne elettorali, ovvero con la via del dialogo, facendo si che le acqua già di per sé agitate fra le due superpotenze, potessero calmarsi. Successivamente tocco al Vietman, dove il conflitto era già in corso da diversi anni. L’intenzione del Presidente era quella di bloccare il conflitto, piano che fu lontano dal concretizzarsi. Aumentò piuttosto il numero degli uomini mandati a combattere. In politica interna cercò invece di trovare soluzioni sulle problematiche razziali che stavano nuovamente dividendo l’America, di contrastare gli episodi di delinquenza e infine di migliorare il benessere dei propri cittadini attraverso un’istruzione migliore. Ma più che per i suoi risultati, negativi o positivi che fossero, era ugualmente protagonista delle copertine di numerosi tabloid dove il suo nome veniva accostato a quello di numerosissime donne. Tra questi nomi, quello di sua moglie Jackie non era neanche presente, piuttosto cominciarono ad intensificarsi le voci che vedevano uno degli uomini più potenti al mondo essere la nuova conquista della donna più amata d’America: una giovane, bella quanto enigmatica Marilyn Monroe.

l’unica foto in cui Kennedy e la Monroe vengono ritratti insieme. fonte luxurylondon.it

UN MATRIMONIO POCO AMERICAN DREAM

Kennedy mise la fede al dito solo una volta ovvero al dito di Jacqueline Bouvier detta “Jackie”, donna appartenente all’alta società newyorkese. Ciò non sarebbe neanche vero, visto che si vociferava che Kennedy avesse sposato in passato un’altra donna e che tale unione fosse stata insabbiata per proteggere l’immagine del Presidente. Ma l’unica donna che affiancò ufficialmente Kennedy fu soltanto Jacqueline Bouvier, il cui amore consacrava la coppia come la più invidiata d’America: si conobbero quando come primo lavoro Jackie lavorava per il Washinton Post, convolando a nozze il 12 settembre del 1953 sommersi nella natura di Newport, nel Rhode Island. All’epoca lui era solo un senatore, ma ciò non bloccò il futuro presidente dal celebrare un matrimonio in grande stile americano, in cui vennero conteggiati circa 2000 invitati. Erano una coppia giovane rispetto alle coppie presidenziali a cui il pubblico americano era abituato, una coppia che ben presto si trasformò in un’ideale americano. Ebbero quattro figli: Caroline e John Jr. Kennedy, quest’ultimo morto nel 1999 in un un’incidente aereo; mentre Arabella e Patrick morirono poco dopo le loro nascite. Un matrimonio fatto di rose con tante spine, costellato dai numerosi tradimenti del marito che la stampa americana aveva scoperto. Si vociferava che durante i suoi viaggi presidenziali fosse solito avere rapporti sessuali con donne conosciute al momento e che due ospiti fissi durante i suoi viaggi fossero le sue due amanti soprannominate Fiddle e Faddle. Ma la più famosa delle sue amanti resta la fidanzata d’America Marilyn Monroe, colei che gli canto Happy Birthday Mr. President il giorno del suo 43º compleanno. Si pensa che l’ombra dei Kennedy possa esserci anche sulla morte della giovane attrice, in quanto si narra che Robert “Bob” Kennedy, fratello del Presidente, fosse stato avvistato intorno alla mezzanotte del 5 agosto, giorno del decesso della diva, attorno alla casa della Monroe insieme al cognato Peter Lawford e allo psichiatra della Monroe stessa che, secondo quanto si era mormorato per molto tempo, avrebbe somministrato l’iniezione che sarebbe costata cara alla vita alla Monroe. Non è chiaro dove i due si conobbero ma la versione ufficiale vuole che si siano incontrati per la prima volta il 24 marzo del 1962 ad una festa Bing Crosby e che proprio durante la festa il Presidente avesse chiesto alla star hollywoodiana di cantare durante le celebrazioni del suo compleanno. Ma sono in molti ad aver testimoniato gli incontri segreti fra il Presidente e la Star, e di appuntamenti fissi presso l’Holiday House Hotel di Malibù Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills. Il loro primo incontro viene fatto risalire addirittura al 1954 a casa dell’agente della Monroe. Ma in questa storia travagliata pochi sono riusciti a metterci mano per cercare di riordinare i pezzi. Tra questi ci ha pensato recentemente il regista Andrew Dominik nella sua trasposizione cinematografica del romanzo di Joyce Carol Oates, facendo si che il biopic Blonde diventasse oggetto di critica da parte degli spettatori e, soprattutto, dei fan della beniamina. Nelle immagini del film non mancano nemmeno le figure del Presidente e di suo fratello Bob, mostrando agli spettatori come la relazione fra i due (anzi, i tre) fosse qualcosa di molto di più di una semplice speculazione, In tutto ciò Jackie era ben cosciente di come il marito spesso e volentieri avesse mancato ai doveri coniugali e di quell’American Dream di cui loro erano l’immagine. Parliamo di colei che restò accanto al suo Presidente fino all’ultimo, anche quando il suo doppiopetto rosa e blu firmato Chanel era imbrattato di sangue.

L’ICONA

Laureata in belle arti presso la George Washington University, Jacquelin Bouvier Kennedy era riuscita in poco tempo a ad innalzare la sua figura sopra quella di tutte le altri figure istituzionali. Jackie, appassionata di storia e cultura, aprii le porte della Casa Bianca per far entrare, oltre che il buon gusto, arredando da capo l’intero edificio, anche personaggi di spicco del mondo dell’arte e della musica. Il suo amore per la cultura non venne mai tenuto sotto chiave. Soggiornò per tre settimane, dall’8 al 31 di agosto, a Palazzo Episcopio insieme alla sorella, al cognato e ai suoi due figli, e quella vacanza spesso viene associata con la nascita del suo personaggio. Ravello non si fece trovare impreparata e la accolse con balli folkloristici e la cittadinanza onoraria. Furono cosi le sue vacanze italiane in giro con una Fiat 600 e in barca con Gianni Agnelli e le voci cominciarono a diventare sempre più insistenti a tal punto che Kennedy le ordinò di tornare a casa. Ma la morte di Kennedy regalò al pubblico invece l’immagine di una vedova addolorata la cui carriera di first lady si era conclusa nel più tragico dei modi. Tale rappresentazione resterà impressa nell’immaginario collettivo degli americani e tramandata nella storia come una qualsiasi favola dal lieto fine: debutta nel 1991 la prima di una serie di interpretazioni di questo personaggio americano, il cui fascino riuscì ad ammaliare il pubblico ed i media. Dopo la miniserie televisiva Jackie, il personaggio della vedova Kennedy diventerà musa per diversi progetti musicali, da un’opera lirica omonima fino al brano Jackie’s Strenght firmato Tori Amos. Nel videoclip di National Anthem viene invece personificata dalla cantante Lana Del Ray mentre insieme al rapper A$AP Rocky che, sua volta, interpreta l’affascinante Kennedy, recitano scene di vita quotidiana fra i due coniugi. Fa il suo ingresso nelle sale cinematografiche invece Jackie, diretto da Pablo Larraìn con protagonista Natalie Portman, in cui si rievoca l’omicidio del suo consorte e di come lei sia riuscita magistralmente a gestire la situazione assai sregolata all’interno delle mura della Casa Bianca. La scena in cui, nel bel mezzo dei preparativi dei funerali, Jackie festeggia il compleanno del figlio più piccolo, mostra come l’immagine di donna fredda e rigida alle regole presidenziali fosse più che errata. Mentre Marilyn Monroe si limitava a raccontare alle sue amiche degli incontri con Kennedy con gioia e stupore, Jackie era colei che più di tutte le sue amanti sapeva stare accanto a suo marito, rubandogli talvolta anche la scena. Ma non nascose mai l’ammirazione per il suo uomo, neanche quando presenziò davanti alla nomina del nuovo presidente con quel copriletto Chanel le cui macchie di sangue si confondevano con il rosa del vestito, sussurrando alla nuova first lady che:

“Voglio che vedano ciò che hanno fatto a John”

 

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