Il covid-19 e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia stanno modificando velocemente i tratti al volto del mondo.

E’ il 2022: l’umanità cerca di fronteggiare una pandemia mondiale e una guerra, mentre in sottofondo risuona l’allarme dell’emergenza climatica. Chi lo avrebbe mai immaginato? In realtà qualcuno sì, tra cui Gregory Bateson, un ricercatore fuori dal coro.
L’attuale volto del mondo
Come sottolineato in un recente articolo, pubblicato dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), siamo passati brevemente dalla guerra contro la pandemia alla guerra tout court. La scenografia sullo sfondo è costellata da allarmanti cambiamenti climatici. Tutti questi avvenimenti, apparentemente slegati tra loro, stanno apportando una serie di repentine trasformazioni.
Per quanto riguarda il conflitto in atto tra Russia e Ucraina, i cambiamenti stanno attraversando più sfere, da quella politica a quella economica. L’UE, per la prima volta nella sua storia, ha iniziato a esportare armi attivando l’European Peace Facility. I rapporti tra Cina e Russia sembrano sorprendentemente incrinarsi, mentre la Nato vede aumentare il numero di aspiranti Paesi membri. La guerra ha inoltre generato un grande flusso di migranti e l’UE ne sta facilitando l’accesso ai confini europei attraverso la Direttiva di Protezione Temporanea. E’ allarme nuovi contagi. Nel frattempo, le sanzioni indotte alla Russia si stanno ripercuotendo anche su altri Paesi. I prezzi dei carburanti levitano e si parla di riapertura di centrali di carbone e di accelerazione degli investimenti in rinnovabili, per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

Il mondo come una gigantesca mente
E’ il 1972 e un eclettico personaggio di nome Gregory Bateson pubblica una raccolta di saggi, intitolata: “Verso un’ecologia della mente”. Antropologo, sociologo, biologo, psicologo, Bateson nel tempo libero riparava anche stufe e cucine a gas. Studiò la comunicazione tra delfini, il modo di pensare degli schizofrenici, l’apprendimento infantile, le dipendenze, usi e costumi dei Balinesi e i conflitti mondiali, come se tutte queste cose, apparentemente lontane tra loro, fossero unite da un filo invisibile.
In sostanza, per Gregory il mondo è una grande mente in cui tutti gli elementi che ne fanno parte funzionano come neuroni. Tra i neuroni vi sono continue connessioni: allo stesso modo tutti gli esseri viventi e gli avvenimenti sono connessi e si influenzano a vicenda. Per questo motivo, pensare che io, seduta a una scrivania in Italia, sia una cosa diversa e lontana da una donna che in questo stesso istante sta tentando di lasciare l’Ucraina per mettersi in salvo, non ha senso. Perché siamo tutti interconnessi e ogni accadimento è influenzato anche da tutti gli altri neuroni del mondo. Il neurone del mondo sei anche tu che stai leggendo.

L’Io è sopravvalutato
Leggere gli avvenimenti che si stanno susseguendo in un’ottica ecologica, come quella proposta da Bateson, significa spostare l’attenzione dall’evento singolo al filo invisibile che li unisce. La pandemia, la guerra in atto, le emergenze climatiche , i cambiamenti politici, economici e sociali, sono tutti sintomi di un mondo che sta cambiando e i cambiamenti non sono mai facili e indolore. Cosa trarre da questi mutamenti? Secondo Bateson, per poter rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto ridimensionare l’Io. In barba al caro vecchio Freud, Gregory pensava che, se le cose non vanno poi così bene in questo mondo è anche perché l’uomo ha sempre avuto un approccio “ego-sistemico” più che “eco-sistemico”. Bateson rivaluta l’Inconscio. Se per Freud questa istanza rappresentava il fulcro dei sentimenti distruttivi dell’uomo, il buon Gregorio gli fa giustamente notare che l’Io non ha solo reso possibile il progresso ma che, in nome della sua stessa ragione, sono stati anche commessi i più grandi crimini. Il primo grande crimine dell’Io è quello di credersi onnipotente.
Il potere è un’illusione
In una concezione sistemica del mondo, come quella di Bateson, il potere è illusorio. Il tempo gli sta dando ragione. Quando si verificano eventi fuori dal controllo dell’Io (guerra, pandemia) le gerarchie vanno in frantumi e il potere, a cui tutti aspirano, si rivela come un concetto mutevole e provvisorio.
Ricordarci che ognuno di noi è solo un piccolo ma necessario neurone del mondo, forse può aiutarci a ridimensionare noi stessi ma può spingerci anche a riflettere e agire come se ogni nostra azione avesse un ruolo importante nel sistema. Quello che sta succedendo nel mondo può farci sentire impotenti e affranti ed è normale. Non possiamo cambiare il mondo ma noi stessi sì. E per Bateson, era più o meno la stessa cosa.
Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio… perfino l’amore e l’odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale.“
Gregory Bateson
