La ricerca del senso della vita raccontata da Zero Calcare e Socrate

Zero Calcare cerca di trovare il senso della vita proprio come Socrate prima di lui.

“Strappare lungo i bordi”, la nuova serie Netflix del fumettista Zero Calcare, squarcia la ferita sempre aperta in ogni uomo cercando la risposta alla domanda “Sto percorrendo la strada giusta?”

UNA COSA CHE FA PAURA MA CHE E’ ANCHE BELLA: LA VITA

“Strappare lungo i bordi” è la nuova miniserie Netflix del fumettista Zero Calcare che ha affascinato il web. E’ la storia del giovane – vecchio Zero, un adulto con l’animo da eterno adolescente, e della sua irriverente vita che da sempre è un pendolo oscillante tra frustrazione e lievi sprazzi di soddisfazione, il tutto unito da un’ironia che mozza il fiato con la sua crudezza, che fa sorridere e amareggia al contempo. E’ accompagnato nel suo grande viaggio dagli amici di sempre: Sarah e Secco, con cui ha condiviso ogni cosa: dalle elementari alla spaventosa entrata nel mondo dei grandi. Eh sì, perché il vero dramma di Zero è essere un adulto. Lui è “Cintura nera de come se schiva la vita”, così lo definisce Armadillo, il suo personale grillo parlante, la voce della sua coscienza, che non lo lascia in pace un secondo. Quella del protagonista è una storia che ci accomuna. E’ la storia del raggiungimento di un obiettivo che ci si sente quasi obbligati a perseguire tutti i giorni, anche quando non ci si crede più, semplicemente perché qualcuno un giorno ci ha detto che senza di esso allora si perde il senso di tutto. E se un vero obiettivo non c’è? E se quel desiderio si affievolisce? E se non lo si ha mai avuto, invece? E’ questo che la nostra star si chiede, è questo che cerca disperatamente da quando era solo un’adolescente, da quando aveva ancora quell’età in cui tutto sembra ancora possibile, quando il mondo che hai davanti lo senti davvero tuo. Ed è in quel momento che comincia la pressione, che devi cominciare a capire chi sei, altrimenti il tempo va avanti e tu, inevitabilmente, stai indietro:

E allora noi andavamo lenti perché pensavamo che la vita funzionasse così, che bastava strappare lungo i bordi, piano piano, seguire la linea tratteggiata di ciò a cui eravamo destinati e tutto avrebbe preso la forma che doveva avere. Perché c’avevamo diciassette anni e tutto il tempo del mondo

Poi ti ritrovi ad averne dieci in più, e poi venti, e magari la linea tratteggiata non l’hai più seguita, magari l’hai scordata e hai pure appallottolato il foglio, e il tempo sta lì a guardarti e, anche se lo senti tuo, nessuno lo rispetta per te. “Quando ti sposi?”, “Quando ti laurei?”, “Quando metti su famiglia?”. Domande irriverenti che fanno sentire su di te il peso del mondo, che ti fanno sentire in colpa, indietro, un vigliacco che non è stato al passo. Ma ecco che la speranza arriva, che un modo per sentirsi leggeri lo si trova, ed è quello che Zero vuole trasmetterci tramite uno schermo tramite le parole di Sara, un dono prezioso per chiunque si senta senza un posto nell’Universo:

Ma non ti rendi conto di quant’è bello? Che non ti porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in un prato? Non ti senti più leggero?

Ma in fondo allora il senso qual è? E soprattutto, vale la pena cercarlo?

SOCRATE E IL SENSO DELLA VITA:

Per i filosofi greci il senso della vita era da ricercare nel profondo della propria anima e nell’intensa unione con la natura. Socrate in particolare diceva che il senso della vita era da cercare nella psyché, nel proprio cervello, nella culla del pensiero. L’uomo per essere felice nella vita e per trovare ad essa un significato deve mirare al continuo miglioramento della propria interiorità.

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta

Più dell’aspetto interiore, più dei beni materiali, più di ogni interazione sociale l’uomo deve mirare alla pace interiore, alla cura del proprio io. Egoismo, oggi diremo. Salvezza, direbbe lui. Ai posteri l’ardua sentenza.

UN VIAGGIO MERAVIGLIOSO:

Per secoli filosofi, scienziati, studiosi e specialisti hanno cercato di dare una risposta a questa grande questione, perennemente aperta. Nessuno è mai giunto ad una conclusione, forse perché non vi sarebbero parole adeguate, forse perché non serve spiegare o trovare una motivazione ad un dono così grande che ci è stato offerto. E’ un regalo da custodire ed ammirare, è un viaggio da vivere. Grazie Zero, grazie Socrate per averci ancora una volta insegnato che, anche se non guarda in faccia nessuno, la vita è una figata.

 

Lascia un commento