Il Superuovo

Il pensiero di Seneca rispecchia la storia di Alice e di Zerocalcare

Il pensiero di Seneca rispecchia la storia di Alice e di Zerocalcare

Il tempo di una vita è o non è abbastanza per fare grandi cose?

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Ciò che accomuna le generazioni passate con quelle future è il senso di smarrimento e il vuoto incolmabile, dato da un mondo che ci ha lasciati soli di fronte a un futuro incerto e indefinito.

SENECA: IL PENSIERO E LE OPERE

Seneca è stato un filoso e drammaturgo romano; nella cronologia filosofica si colloca nella tarda antichità tra gli epicurei. Egli fu uno dei massimi esponenti dello stoicismo eclettico, e fu un autore che si occupò anche di questioni pratiche dell’etica. Nel corso della sua vita scrisse diversi dialoghi intrepretati come dei trattati di divulgazione del pensiero storico. Avendo citato lo stoicismo, è importante dire che questa scuola di pensiero si fonda sulla forza d’animo, sul dominio delle passioni e sull’accettazione delle cose. Un altro aspetto essenziale dello stoicismo senecano è l’esame di coscienza, che non riguardava il confessarsi per ricevere l’assoluzione dei peccati, bensì la consapevolezza di sé e la contentezza della propria coscienza. Una delle opere chiavi è L’Epistulae morales ad Lucilium, una raccolta di 124 lettere, divise in 20 libri rivolte all’amico Lucilio. Seneca scelse la via delle lettere, perchè secondo egli questo era il modo migliore per impartire degli insegnamenti; in questo modo riusciva proprio a far riflettere il suo allievo su ciò che aveva appena letto.

Un’altra opera estremamente importante scritta dal filosofo fu De brevitate vitae: “La Brevità della Vita” fu un trattato filosofico scritto intorno al 49 d.C., facente parte della lunga lista del libro dei  Dialoghi. Riassumendo in pillole ciò che disse il grande pensatore, si può dire che in generale non si deve cercare di vivere a lungo, ma di vivere nel modo migliore. Infatti, è il destino che stabilisce la durata della vita e della nostra anima. Seneca insiste sulla qualità della vita, in quanto essa non dove essere necessariamente lunga, ma per lo meno ben vissuta.

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DE BREVITATE VITAE

Secondo Seneca il senso vero è quello di cercare la qualità e non la quantità. Spesso nella società d’oggi si ha la sensazione di non avere abbastanza  tempo o si pensa che la vita stia scorrendo troppo velocemente davanti  ai nostri occhi. La verità è che il tempo di una vita è abbastanza per compiere delle buone azioni; l’atteggiamento di rimandare al giorno dopo perchè “tanto si ha tempo” non è vivere la vita ma esistere solamente. La scusa universale di avere tanto tempo e quindi di non dover fare le cose immediatamente, fa subentrare la pigrizia. La mentalità errata che giace nelle nostre menti è pensare di essere immortali, approcciarsi alla vita come se fosse una fonte inesauribile. Seneca definisce vivere come essere in controllo di sé stessi, godere dei piccoli piaceri quotidiani e lavorare per il raggiungimento di un obiettivo. Inoltre, paragona la vita a un porto, dicendo che non è l’aspetto che mostra quanto una persona vive la propria vita. L’aspetto da persona anziana non dimostra di aver vissuto, mostra solo il fatto di essere al mondo da tanto tempo. Oggi, come non mai, il tempo sfugge dalle mani, perchè si gestisce male: si sta molte ore sui social, si passa molto tempo a dormire, si fanno lavori che non soddisfano…

Abbastanza lunga è la vita e data con larghezza per la realizzazione delle cose più grandi, se fosse tutta messa bene a frutto;

Il peggior nemico per l’essere umano sono le aspettative: ci fanno concentrare sugli obiettivi futuri facendoci perdere il momento. È giusto fissarsi degli obiettivi, ma è anche corretto fare delle giuste scelte nel presente e avere una visione completa del quadro. Perchè non siamo in grado di controllare il nostro futuro, e gli imprevisti sono dietro l’angolo. È inutile nascondere che non si è mai provato un sentimento di gelosia o invidia verso qualcuno che ha già raggiunto i suoi obiettivi o per lo meno sembra esserne soddisfatto. Ma ciò che Seneca insegna è di utilizzare al meglio il tempo per raggiungere i propri sogni, azione che richiede un prezzo: la valuta da pagare, infatti, è il tempo della nostra vita. Da qui la celebre frase utilizzata dal grande pensatore:

Per aspera ad astra

La frase latina, originaria della Grecia, era rivolta a coloro che avevano avuto una vita impavida, ricca e quindi “vissuta appieno”. Letteralmente tradotta significa “attraverso le asperità sino alle stelle”.

IL TEMPO E LA PAURA DI CRESCERE DI ALICE E ZEROCALCARE

Circa dieci anni fa nelle sale cinematografiche usciva l’ultimo capolavoro di Tim Burton Alice in Wonderland. La pellicola, di grande successo, narra le avventure di una giovane eroina destinata a salvare il mondo nel quale viene catapultata, definito dagli abitanti come “Sottomondo”. Il personaggio di Alice si rispecchia nella bambina di sette anni del romanzo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Caroll. Ciò che differenzia quindi la versione storica di Caroll e la sceneggiatura di Tim Burton sono la differenza di età della ragazza e la magnifica scenografia. La storia e il significato del racconto, però, è sempre lo stesso. Alice rappresenta una bambina di fine Ottocento pronta per entrare nel mondo adolescenziale, o per lo meno, questo sarebbe stato il giusto processo; in realtà la piccola protagonista si ritrova in un mondo infantile fatto di disciplina e rigide regole, un mondo in cui nessuno ti insegna come ci si deve comportare. I vari personaggi, frutto dell’inconscio di Alice, rappresentano i problemi e le angosce della società. Il Bianconiglio, che a prima vista può sembrare un simpatico coniglietto ritardatario, è in realtà la rappresentazione dei genitori che caricano di ansie e stress i propri figli. Rappresenta poi l’era moderna, cioè un tempo in cui chi va piano non va lontano, ma solo l’essere frenetici permette di raggiungere i propri scopi. Stando a ciò che dice Seneca, è vero che la vita non va sprecata o riempita di illusioni, ma è anche vero che la vita del presente va vissuta, altrimenti anche la troppa frenesia porterà poi la persona a non godersi la vita. Il Brucaliffo, a propria volta, rappresenta la razionalità degli adulti. In parte, rappresenta anche la saggezza ma si mostra comunque insofferente nei confronti di Alice che dovrà cercare la soluzione da sola per poter crescere. Mentre la Regina di cuori è sicuramente uno dei personaggi più iconici della favola ed è contraddistinta da un sentimento in particolare: la rabbia. In parte, anche lei ricorda il mondo degli adulti e la risoluzione dei problemi con metodi drastici: tagliare la testa.

La fiaba di Alice è stata scritta quasi due secoli fa. Un’altra storia che parla di questa difficile transizione è la storia di Zerocalcare, il fumetto trasformato in cartone uscito recentemente sulla piattaforma Netflix. A differenza di Alice, la serie “Strappare lungo i bordi” rappresenta perfettamente la vita infantile, adolescenziale e poi adulta di tutti noi (poiché il protagonista appartiene alla generazione X). Altra differenza che la serie ha rispetto alla fiaba è la realtà; nel caso di Alice si tratta di una realtà inventata quasi distorta; nel caso di Zero è la storia di un uomo nato nel quartiere romano di Rebibbia. Anche qui, però, il significato della storia riguarda la velocità con la quale accadono le cose. Tra decine di curriculum mandati al giorno, l’iconico MSN, i possibili scenari di fronte a una scelta che sembra sempre la più importante della propria vita, sia quando lo è che quando è tutt’altro, Zerocalcare condivide esperienze vissute da bambino, da adolescente e da quasi adulto, sullo sfondo di un viaggio che si esplicita solo negli ultimi episodi. “Strappare lungo i bordi” significa seguire una linea tratteggiata, seguire un percorso che fin dal primo anno delle elementari ci imprimono quando ci chiedono “cosa vorremmo fare da grandi”. Ma il problema è che nessuno ci insegna che il lavoro dei sogni è lontano da raggiungere, e che il tempo è una cosa preziosa che va custodita.

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