Ecco il nuovo album di Marracash: un disco che riflette la necessità di uscire fuori di sé, dopo il lavoro introspettivo di Persona, conservando allo stesso tempo il filtro indissolubile dell’artista.

Utilizzare il termine disco è riduttivo, in quanto nel corso degli anni Fabio Bartolo Rizzo, in arte ”Marracash”, ci ha abituato a lavori di altissimo spessore. Questa volta la prospettiva d’indagine è più che mai sociale.
Lo scheletro
Iniziamo innanzitutto dal titolo: ”Noi, loro, gli altri”. Come spiegato dallo stesso artista l’idea nasce dall’esprienza quotidiana che l’individuo fa nella società che lo circonda, con cui volente o nolente si ritrova a fare i conti. Individuo e società dunque non vanno visti in antitesi, ma sul piano della coesistenza. Proprio quest’ultima però appare più difficile che mai, poichè quotidianamente ci troviamo di fronte ad innumerevoli pressioni. Sta all’individuo scegliere se assecondare le proprie inclinazioni oppure abbandonarsi alle pressioni sociali. La stessa società è però analizzata dal flusso di coscienza dell’ io, non potrebbe essere altrimenti. Al primo ascolto ci accorgiamo subito della diretta denuncia sociale. Dai nuovi cantati scarni di contenuti, ed abili solamente ad ostentare ricchezza, fino ad arrivare a Fedez. Proprio quest’ultimo sarebbe l’emblema, secondo Fabio, di chi si combatte per battaglie sociali senza conoscere il problema. Tra le citazioni più importanti emerge un ironico paragone tra sè stesso e lo psicoanalista Jung, ma sopratutto un riferimento alla cancel culture. Il passato non può essere cancellato abbattendo una statua, ma prendendo coscienza delle discriminazioni a partire dal presente, per cambiare un trend millenario.
Mettersi a nudo
Il coraggio dell’artista risiede anche nell’abilità di mettersi a nudo, senza avere paura di mostrare le proprie fragilità e debolezze. Si tratta di un cliché soprattutto nell’ambiente rap, che basa proprio immaginario su quanto di più effimero possa esistere. In realtà ad alimentare questo trend sono state le ultimissime generazioni, ignare delle battaglie sociali e del background culturale che questo genere si porta alle spalle. Anche questa volta Marra si dimostra l’unico in grado di rievocare le radici più profonde e allo stesso tempo capace di innovare. Il genio che uscendo nuovamente allo scoperto riesce sempre a superarsi, che ha in mano presente passato e futuro, a cui può attingere a suo piacemento. Il leader italiano indiscusso di questo genere, perchè troppo superiore. Andando oltre i singoli gusti musicali sono i suoi lampi di genio a non passare inosservati, le sue scelte, che solo lui e nessun altro potrebbe fare.
Analogie con Hegel
Sono diverse le analogie che possiamo stabilire con la filosofia di Hegel. L’Assoluto, giunge alla sua piena autocoscienza. Proprio questo è il momento che il rapper sta vivendo, giunto alla piena consapevolezza del proprio talento. ‘’Noi, loro e gli altri’’ proprio come ‘’ Tesi, antitesi e sintesi’’ hegeliana. L’intelletto, che produce idee e concetti, deve alienarsi ed uscire fuori di sé, fare i conti con la società e tutto ciò che è fuori (antitesi). Solo così potrà dirsi completo, attraverso una terza fase conclusiva. Nella filosofia hegeliana la sintesi rappresenta un ritorno arricchito grazie a tutto ciò che è stato apportato dall’antitesi. Solo facendo i conti con la società e con il mondo esterno, si può uscire da un lavoro introspettivo come ‘’Persona’’ focalizzato sull’ io. L’antitesi rappresenta il malessere che bisogna vivere necessariamente per capire meglio se stessi e superare dubbi, fragilità. La sintesi porta ad un disco maturo arricchito da questa nuova prospettiva. A consentire tutto è quella che Hegel chiamerebbe mediazione dialettica. Chi non la possiede finisce per essere come tutti gli altri, divorato dalla società, disorientato.

