Hannah Arendt ci spiega il perchè delle dimissioni di Nixon analizzando i Pentagon Papers

Richard Nixon  annuncia le sue dimissioni l’ 8 agosto 1974, per anticipare l’imminente impeachment in seguito allo scandalo Watergate.

Il 9 agosto il presidente in carica Richard Nixon annuncia al mondo le sue dimissioni a causa dello scandalo Watergate. La spada di Damocle dell’impeachment che pesava sulla sua testa era ormai troppo pesante da portare e le sue dimissioni erano ormai l’unica via di uscita per lui. Hannah Arendt con il suo libro La menzogna in politica analista i Pentagon Papers, ovvero che hanno dato inizio allo scandalo iniziato nel 1971.

Le dimissioni di Nixon

l’8 agosto del 1974, gli Usa sono scossi da un evento, anche se non proprio inaspettato: il presidente Richard Nixon annuncia le sue dimissioni dalla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America. Il 37esimo Presidente infatti con un annuncio televisivo esponeva al mondo la sua decisione di dimettersi dal suo incarico. Questa vicenda fu l’ultimo strascico dello scandalo del Watergate e fu la prima ed unica volta in cui un presidente americano rinunciava alla carica che gli era stata affidata dal popolo americano. Il 37° presidente degli USA era stato eletto il 5 novembre del 1968 e prese il potere nel 1969; vinse contro Hubert Humprey con un margine minimo, era lui il candidato DEM e suo avversario.

 

La menzogna in politica di Arendt

Nel 1971, New York Times e Washington Post pubblicano documenti riservati relativi alla guerra del Vietnam. Questi documenti passarono alla storia com  Pentagon Papers e Hannah Arendt nel suo libro La menzogna in politica analizza i fatti riportati e alimenta lo scandalo appena scoppiato. Nel breve commento Hannah Arendt giustifica la dissimulazione, l’inganno e la menzogna in quanto strumenti legittimi per l’ottenimento di fini politici, per avere ciò che si vuole. Insomma la menzogna è un vestito che ste sempre bene alla politica, soprattutto per mantenere segreti che nessuno deve conoscere. La Arendt affronta il tema della menzogna e trova immorale il fatto che un governatore possa mentire ai propri cittadini per ottenere voti o altri scopi precisi. ecco alcune delle parole che Arendt ci lascia nella sua analisi

«È senz’altro vero che la politica americana non perseguiva alcun obbiettivo, né buono né cattivo, che ponesse un limite e controllasse la pura fantasia. E la ragione per cui fu concesso di impiegare mezzi eccessivamente costosi, sia in termini di vite umane sia di risorse materiali, per raggiungere degli obbiettivi così irrilevanti politicamente, va ricercata non solo nella sfortunata sovrabbondanza propria di questo paese, ma nella sua incapacità di comprendere come anche un grande potere è un potere limitato. Dietro il cliché costantemente ripetuto della “più grande potenza mondiale” si nascondeva il pericoloso mito dell’onnipotenza»

 

Che cos’è lo Scandalo Watergat

Lo scandalo Watergate o, meglio, solo Watergate, fu il grosso scandalo politico scoppiato negli Stati Uniti nel 1972, dopo la scoperta di alcune intercettazioni illegali effettuate nel quartier generale del Comitato nazionale democratico, da parte di uomini legati al Partito Repubblicano e in particolare al “Comitato per la rielezione” del presidente Richard Nixon. Questoo scandalo si sviluppò nel contesto della crisi politico-sociale presente da anni negli Stati Uniti a seguito soprattutto delle vicende della guerra del Vietnam, scatenata dalle pubblicazioni del 1971 del Washington Post e del New York Times. L’affare Watergate costituì il più grande scandalo politico della storia americana ed ebbe vasta eco internazionale, poiché scosse gli equilibri mondiali fragilissimi. Lo scandalo si inserì quindi in un contesto già alimentato da varie guerre e dalla guerra fredda contro la Russia. L’affare Watergate si prolungò con una serie di eventi sempre più clamorosi per circa due anni, dal ’72 al ’74 fino alle dimissioni di Nixon.

 

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