Con i negazionisti di ogni genere la situazione è sfuggita di mano, ma bisogna oggi più che mai credere ad un’educazione che formi nuovi cittadini capaci di discernere il vero dal falso.

Oramai si sta vivendo un periodo storico caratterizzato da una presunzione di conoscenza che porta atteggiamenti arroganti. Un vero pericolo se poi viene aggiunta la più totale assenza di ragionamento critico. Ecco come imparare a filosofare, può essere una soluzione.
CONOSCERE NON SIGNIFICA SOLO INFORMARSI
Con l’avvento di internet, sembrava che incominciava un periodo florido per l’essere umano, l’idea di poter accedere a un mondo virtuale, come una biblioteca di Alessandria, rendendo accessibile il sapere a tutte le persone del mondo. Ma dopo vent’anni si è rivelato invece, un qualcosa d’ inaspettato, ma in peggio. Il mondo di internet è diventato inquinato da informazioni false, create solo per attirare l’attenzione, un pozzo dove attingere notizie senza fondamento per diffonderle a tutti coloro che si conoscono, tramite i social. Ma tutto ciò non solo è colpa di un progetto naufragato, ma sopra tutto il fallimento dell’educazione scolastica. La generazione più coinvolta sono i cosidetti boomer, termine che indica il baby boom degli anni 50′e 60′. Queste persone hanno vissuto il passaggio dall’era analogica a quella digitale, senza strumenti in grado di sfruttare al meglio il potenziale tecnologico. Internet, senza un minimo di preparazione e consapevolezza, diventa una vera e propria giungla dove la preda è l’utente dalle false informazioni sensazionalistiche. Si leggono storie su persone che hanno avuto discussioni accese con persone che si dichiarano no vax o, come adesso, contro il green pass, dove non si rispetta nessuna posizione e, chi è nel falso, chi rimane confutato, non lo accetta e cerca di imporsi con l’arroganza rendendo impossibile un dialogo pacato. Dobbiamo evitare che anche le nuove generazioni non diventino una massa senza minimo di conoscenze logiche. E il filosofare, intesa come metodo logico-argomentativo, può essere un’ aiuto a questa delicata soluzione perchè la filosofia è più concreta di quanto si pensi.
LA CAPACITÀ DI FORMULARE PROBLEMI
Oggi giorno tendenzialmente si oscilla dal non porsi domande, prendere tutto acriticamente accettando la realtà in modo passivo, o si pongono pseudo-problemi, infondati, che non hanno nessuna base empirica ma che si gli si da forza solo tramite il tono della voce. Purtroppo l’uomo ha sempre la tendenza di cercare la certezza assoluta, indubitabile, di essere dalla parte della verità. Con l’avvento del Sars- Cov 2, si è accentuato una realtà già presente da anni ma che con questi ultimo periodo di pandemia ha fatto letteralmente esplodere il fenomeno. La filosofia, come educazione al ragionamento, non può fare a meno di questa capacità che molto spesso è poco considerata. La conoscenza stessa, come quella scientifica, nasce sempre dalla formulazione di un problema che consiste in domande, che permette a individuare una linea di ricerca, per scoprire una certa incognita. Questo va a significare che senza l’individuazione di problemi non ci può essere conoscenza, anche perché permette di selezionare elementi ritenuti rilevanti per una spiegazione.
LA CAPACITÀ LOGICO-DIMOSTRATIVA
Se si prendono alcuni negazionisti, si può notare come siano in grado solamente di enunciare le proprie idee non dimostrando affatto la loro fondatezza, oppure, cercano di farlo senza rispettare le minime leggi basilari della logica. Argomentare, che si potrebbe considerarlo il sinonimo di filosofare (perchè è il metodo di lavoro della stessa filosofia) viene dal latino arguere, ovvero dimostrare. Un conto è sostenere certe tesi, un conto è la sua dimostrazione. Ad esempio l’atteggiamento scientifico non considera assurde in principio le tesi di partenza (perchè quando non si hanno informazioni a sufficienza dell’argomento, come si può prendere una certa posizione?) ma è dalle dimostrazioni successive che si rivelano fallacie e assurde.

IL LINGUAGGIO È LA SINTASSI DEL PENSIERO
Il pensiero è metaforico, è immaginativo, ma insieme alla padronanza del linguaggio permette di strutturarlo in maniera rigorosa. Le persone che non hanno basso livello di educazione, sono caratterizzati nell’avere una bassa capacità linguistica, influenzando poi le idee stesse. Già filosofi come Heidegger e Wittgenstein riconoscevano come il linguaggio è la condizione base anche del pensare stesso. Wittgenstein diceva in un passo del Tractatus:
“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo”
Se non si ha padronanza di certe parole per esprimere un concetto, non si può neanche formularlo e a sua volta comprenderlo.
SI CERCA LA VERITÀ, A COSTO DI ESSERE CONFUTATI
Platone in un passo del Gorgia, spiega perfettamente l’atteggiamento di colui che aspira ad una conoscenza vera e autentica, a costo di essere confutato:
«A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell’essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. Infatti, io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. Niente, difatti, è per l’uomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo. Se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso».(Platone, Gorgia, 458 a3-b3)
Molti si chiedono legittimamente, se si studia per una certa professione nella vita, come ad esempio in campo prettamente tecnico-manuale , che senso ha imparare, per lo meno, le basi della logica? Proprio per evitare che si diventi facili prede dalle false informazioni, nel far crescere persone consapevoli, che non devono di certo diventare filosofi/scienziati di professione, ma avere gli strumenti minimi e indispensabili per saper discerne il vero dal falso, saper sviluppare idee, essere in grado di discutere in modo civile e se si rivela che le sue tesi, da quella più semplice alla complessa, è in errore, essere disposto a cedere e riconoscere la verità dello stato di cose. Sapersi affidare a chi dimostra la verità, come gli scienziati, e lasciar perdere notizie flash di siti dal dubitabile scopo. Il fare filosofia è un’ attività che si fa più di quanto si pensi, ma sta solamente all’uomo quello di farla in maniera consapevole e nel modo migliore possibile.