L’Europa travolta dal maltempo è una testimonianza delle conseguenze del cambiamento climatico

Le temperature anomale sono la causa del decesso di oltre 5 milioni di morti in più all’anno.

La zona occidentale della Germania è stata colpita da forti piogge e inondazioni portando ad almeno 81 il bilancio delle vittime. Merkel si dichiara “sconvolta dalla catastrofe”. Un dramma inevitabilmente legato agli effetti del cambiamento climatico.

MALTEMPO ECCEZIONALE

Nel corso delle ultime 48 ore sono stati scaricati sul suolo tedesco 100 mm di pioggia, un quantitativo che in genere cade in due mesi. In questi giorni la Germania si trovava in una zona di confluenza tra flussi freddi provenienti dalle alte latitudini e correnti calde africane, lo scontro fra le masse d’aria diverse ha favorito la realizzazione delle eccezionali precipitazioni. Particolarmente colpito il comune di Schuld, nella valle dell’Eifel, dove nella notte tra il 14 e il 15 luglio sono crollati sei edifici e molti sono ancora in pericolo. Nel paese della Renania-Palatinato il fiume Ahr ha spazzato via case, negozi, impianti elettrici e gli abitanti sono stati costretti a rifugiarsi sui tetti, molte persone disperse si trovavano infatti sulle loro abitazioni che sono state sfortunatamente travolte. Si cercano i dispersi in elicottero ma non si ha una stima chiara di quante siano le vittime. Straordinario il lavoro dei soccorritori e purtroppo nella città di Altena un pompiere è annegato durante le operazioni di salvataggio. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza e ordinato l’evacuazione di molti villaggi sotto la diga di Steinbachtal e altrettanti sono rimasti isolati e senza corrente elettrica. Anche la parte nord-est della Francia e il Belgio orientale sono stati colpiti, si contano almeno sei vittime e diversi dispersi.

CAMBIAMENTO CLIMATICO

Una catastrofe senza precedenti che il politico tedesco Armin Laschet, parlando alla stampa, ha spiegato sia “legata agli effetti del cambiamento climatico”. Il clima è il risultato di complesse interazioni, con scambi di energia e di materia tra atmosfera, idrosfera, litosfera e biosfera, ed è sempre cambiato nello spazio e nel tempo. I cambiamenti climatici hanno sempre interessato il nostro pianeta, ma il surriscaldamento che abbiamo registrato negli ultimi 150 anni è anomalo perché causa delle attività dell’uomo. Al naturale effetto serra, che trattiene il calore solare e ci permette di avere una temperatura media di +18°C e non -15°C, si somma l’effetto serra antropico. L’impatto antropico sugli ecosistemi, sulla composizione dell’atmosfera ed il clima è divenuto talmente rilevante da proporre l’introduzione di una nuova era geologica: l’Antropocene. Paul Crutzen (premo Nobel per la chimica) e Stoermer proposero il 1784, anno in cui fu brevettata la macchina a vapore, come inizio della nuova epoca, mentre altri suggeriscono il 1945, anno delle prime esplosioni nucleari. Con la Rivoluzione Industriale e lo sfruttamento intensivo dei combustibili fossili l’uomo ha iniziato a disperdere nell’atmosfera milioni di tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra (CH4 e N2O). Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, 2019) il 97% del global warming deriva dallo sfruttamento delle risorse e dalla distruzione delle foreste. Il riscaldamento globale sta provocando lo scioglimento dei ghiacciai (del permafrost), aumento dell’acidità e del livello dei mari, variazioni nella distribuzione delle precipitazioni atmosferiche, con maggiore frequenza di fenomeni meteorologici estremi, ma anche aumento dei periodi di siccità, del rischio incendi e delle ondate di calore.

CRISI CLIMATICA

Nell’ultimo ventennio ogni anno sono aumentati gli eventi meteorologici estremi che si presentano anche in periodi dell’anno atipici rispetto al passato e sono sempre più devastanti. Parlare solo di climate change non basta più, stiamo vivendo una vera e propria crisi climatica, il clima ha sempre subito cambiamenti ma mai in così breve tempo. Senza seri interventi la temperatura globale potrebbe arrivare a +1,5°C tra il 2030 e il 2050. Ciò significa: 3% di probabilità di un’estate Artica senza ghiaccio in un anno, 4% dei mammiferi perderebbero metà dei loro habitat e ci sarebbe un aumento del 41% delle aeree bruciate da incendi. Con l’atteso Accordo di Parigi, firmato nel dicembre del 2015, i governi firmatari si impegnano a raggiungere la decarbonizzazione limitando l’aumento della temperatura al di sotto dei 2°C rispetto al periodo preindustriale. Ad inizio 2021 è nato in Italia il Ministero della Transizione Ecologica (il MITE), sostituendo il vecchio Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per transizione ecologica si intendono tutte quelle politiche territoriali, ambientali ed energetiche che permetteranno al Paese di uscire dall’attuale stato di arretratezza. Per ambire alla decarbonizzazione bisogna incentivare la transizione energetica, quindi la produzione di energia pulitarinnovabile e con un basso impatto ambientale. È assolutamente necessario un cambiato di rotta per ridurre la possibilità di un futuro disastroso per il pianeta che ci ospita.

https://www.cmcc.it/climate-policy/infographic-global-warming-of-1-5c

Lascia un commento