L’arte della retorica e del “bel parlare” dall’antica Grecia ad oggi, seguendo l’esempio di Jordan Belfort, il “lupo” di Wall Street.

Saper scegliere le giuste parole, disporle in maniera corretta e consapevole all’interno di una frase e aggiungere qua e là delle colorature stilistiche rende i nostri discorsi avvincenti, interessanti e persuasivi: vediamo come l’ars retorica viene usata per avere successo all’interno del film The Wolf of Wall Street.
Quando, come e perché nasce l’ars retorica
L’etimologia del termine “retorica” deriva dal greco rhetoriké téchne, che significa “arte del dire” e da qui l’espressione “arte della retorica”. Questa arte, adeguatamente insegnata ed esercitata seguendo dei precetti ben precisi, nasce nella culla della cultura occidentale, in Grecia e la sua nascita si colloca circa nel V secolo a.C. Lo scopo primo della retorica era quello di smuovere gli animi, ovvero ottenere una reazione emotiva sugli ascoltatori e vantaggiosa per il retore. L’uso di questa arte non era puramente letterario ma era adoperata per scopi politici: essa nasce nel contesto della polis, attorno a discorsi sulla democrazia. Il suo utilizzo era, quindi, finalizzato all’ottenimento di risultati in campo politico e sociale. La prima vera e propria sistemazione teorico-filosofica sulle tecniche della retorica è quella elaborata da Aristotele, che si fa autore dell’opera Retorica, divisa in tre libri. In questa opera Aristotele affronta diversi aspetti, espone le tre teorie che costituiscono insieme l’arte della retorica e fornisce i principali strumenti di questa disciplina.
La retorica nella letteratura romana: la figura di Cicerone
L’arte della retorica dalla Grecia giunge a Roma. Qui, restano invariati i precetti su cui si fonda la disciplina della retorica e tra le diverse figure di oratore, emerge quella di Marco Tullio Cicerone. La personalità di Cicerone è stata una delle più importanti e influenti nell’ambiente romano, il suo nome circolava negli spazi politici, filosofici e letterari: si è occupato, infatti, di oratoria, filosofia e letteratura, scrivendo opere poetiche molto importanti. Era un abilissimo oratore e fu grazie alle sue orazioni (di cui ci restano circa 180 scritti) che ottenne molteplici successi durante i processi a cui partecipò: ricordiamo, tra le tante orazioni, le famosissime Verrine, scritte contro l’ex governatore siciliano Verre. Di queste, riuscì a pronunciare solo la prima Verrina, che si rivelò così convincente che non fu necessario esporre anche le successive, di cui ci resta traccia in forma scritta. Cicerone sapeva sapientemente maneggiare la parola, poiché ne aveva compreso il potere e il fascino che questa era – ed è – in grado di esercitare sulle persone.

Jordan Belford come un moderno Cicerone
Il film “The Wolf of Wall Street” è un film uscito nel 2013 e racconta la vita folle di Jordan Belford. Di chi si tratta? Nel film, Belford inizia la sua carriera lavorativa come apprendista broker a Wall Street e in breve, muovendo astutamente i primi passi, decide di avviare una sua società di brokeraggio, dal nome Strattom Aokmont. Guadagnando migliaia e migliaia di dollari, conduce – insieme ai suoi amici e co-fondatori della società – una vita fatta di lusso, denaro, donne e consumo di droghe. Tutto questo fino a quando la fortuna non smette di giocare dalla sua parte perché, mentre si trova all’apice del successo, si registrano una serie di sfortunati eventi e in poco tempo Belford perde tutto, i suoi loschi affari vengono smascherati e affronterà un periodo di detenzione, dopo il quale riprenderà la sua vita. Questo è, in breve, ciò che accade al protagonista, interpretato da Leonardo Di Caprio. Al di là della trama, è interessante capire che il successo di Belford deriva in buona parte dalla sua capacità di usare le parole. Quando svolge il suo lavoro utilizza un modulo di frasi, atteggiamenti e intonazioni vocali che si rivelano, ogni volta, vincenti: questo gli fa guadagnare soldi, stima e ammirazione da parte dei suoi colleghi. Esemplare è la scena in cui – radunatosi nell’ufficio principale della Strattom insieme ai suoi impiegati – il protagonista tiene un discorso lungo e significativo, commovendo tutti i presenti, che sembrano inebriati dalle sue parole. Vera protagonista della scena è, allora, la sua grande capacità oratoria.