Come misurare la tua intelligenza? Scoprilo attraverso Will Hunting e le scale del QI

Come misurare la tua intelligenza? Scoprilo attraverso Will Hunting e le scale del QI

Il film Will Hunting ha come protagonista questo ragazzo prodigio. Will ha un’intelligenza diversa dagli altri. Questo significa che esistono vari tipi di intelligenza?

wILL hunting

Nel film Will Hunting (1997, diretto da Gus Van Sant e interpretato da Matt Damon, Robin Williams e Ben Affleck) viene descritta l’intelligenza di Will, ragazzo prodigio cresciuto in un quartiere povero di Boston che si guadagna da vivere lavando i pavimenti del MIT. Quando viene scoperta la sua genialità sono tutti increduli, come se quell’intelligenza non potesse corrispondere ad un livello socio-culturale così basso.

Cos’è l’intelligenza?

Lo psicologo Piaget nel 1970 definisce l’intelligenza come una parola un po’ vaga e piuttosto pericolosa. Non esiste, infatti, un’unica definizione per questa parola. Potremmo dire che l’intelligenza è una proprietà ereditaria del sistema nervoso, è diversa da persona a persona e rende alcuni più propensi ad apprendere dalle proprie esperienze, altri dal ragionamento logico. E’, inoltre, la capacità dell’individuo di mettersi in contatto con l’ambiente e di affrontarlo risolutivamente.

Per definire l’intelligenza di una persona è quindi necessario controllare la dotazione genetica e l’insieme di condizioni socioeconomiche, culturali, personali, scolastiche e motivazionali. Nel film in questione il protagonista non ha di certo elevate condizioni socioeconomiche, culturali e scolastiche e questo fa sì che non incarni il prototipo di persona geniale. Questo non significa che la sua intelligenza non potesse essere molto alta nei rimanenti aspetti, ovvero: personali, motivazionali e analitici. Andiamo a vedere perché.

Da quali aspetti è composta l’intelligenza?

Alcuni psicologi ritengono che l’intelligenza sia un costrutto generale costituito da un’unica abilità che sta alla base dello sviluppo. Altri, forse più illuminati, ritengono che essa sia costituita da molteplici fattori che rappresentano gli aspetti del comportamento intelligente.

I test che valutano l’intelligenza come costrutto generale si basano su un’unica misura: si misura un solo indice e un numero nella scala del Quoziente Intellettivo QI ci dice se siamo sopra o sotto la media di intelligenza. Purtroppo o per fortuna spesso è più complicato di così. Pensiamoci: è possibile descrivere l’intelligenza di una persona, una cosa così complessa con così tante sfaccettature, basandoci su una sola scala? (una scala è una tipologia di domande le cui risposte vengono convertite in numeri).

Sappiamo che esistono diversi tipi di intelligenza: intelligenza cristallizzata cioè l’accumulo di nozioni, intelligenza fluida, logica, verbale, sociale, emotiva ed intelligenza creativa. Per quanto i test che misurano l’intelligenza siano ben fatti non è possibile che analizzino tutti questi aspetti in un unico indice. Chi vede l’intelligenza come costrutto fattoriale ritiene che ci siano delle abilità e attitudini separate e che una persona che eccelle in un’area possa essere manchevole in un’altra.

Riassumendo abbiamo quindi 3 tipi di intelligenza: intelligenza analitica o astratta, intelligenza pratica e intelligenza creativa. Scopriamo perché e come viene misurata.

Ecco come si misura l’intelligenza

Innanzi tutto vediamo perché si misura. Dal punto di vista clinico avere un indice di QI può essere utile per programmare interventi o richiedere aiuti/diritti specifici e fare paragoni intra-personali fra prima e dopo un intervento psicologico. E’ però fondamentale saper leggere ed interpretare i risultati. Il QI si misura attraverso dei test raggruppati in scale di misura. Le risposte a questi test vengono convertite in punteggi che posizionano il nostro QI in un range di intelligenza. Questi numeri non sono mai certi e universali. E’ quindi fondamentale saperli interpretare e saperne attribuire il giusto peso per evitare di scoraggiare una persona o ritenerla inutilmente un piccolo genio. (ecco uno studio sul QI in relazione al ritardo mentale)

Quanto siamo intelligenti? Il DSM-V (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) dice che un QI di 69 e inferiori è eccezionalmente basso, 70-79 è basso, 80-89 è medio-basso, 90-109 è medio, 110-119 è medio-alto, 120-129 è alto e 130 e superiori è eccezionalmente alto. Detto questo non fidatevi dei test che misurano il QI online, adesso vediamo perchè.

Abbiamo quattro tipi di scale che misurano il QI indipendenti l’una dall’altra. Tuttavia, proprio per i diversi aspetti dell’intelligenza alcune volte se ne somministrano più di una.

  • La scala Griffiths’III è un test per i bambini fra gli 0 e i 6 anni e valuta l’apprendimento, il linguaggio e comunicazione, la coordinazione oculo-manuale, personale, sociale, emotiva e grosso-motoria. 
  • La scala LEITER-III si somministra da 3 a 75+ anni. Si misura l’intelligenza cognitiva, di attenzione e di memoria.
  • La scala Wechsler è suddivisa in WPPSI III per i bambni dai 2 anni e 6 mesi ai 7 anni e 3 mesi. WISC IV dai 6 agli 11 anni e WAIS IV dai 16 anni in poi. Forniscono un quadro dettagliato sulle abilità cognitive sia verbali che di performance.
  • La scala Raven si somministra dai 3 anni in poi ed è suddivisa in tre sotto-scale in base alle età di fanciullezza, adolescenza e età adulta.

Come si può vedere, ognuna di queste scale misura delle sfaccettature differenti della nostra intelligenza. Dal momento che, come abbiamo visto, l’intelligenza di una persona è data da più abilità messe insieme e dal momento che queste scale sono di così difficile interpretazione, quando si misura un QI e soprattutto prima di diagnosticare un ritardo mentale è bene effettuare più test su più scale di misura ed è bene che coinvolgano diverse abilità (logica, linguistica, artistica, pratica). Dobbiamo ricordare che non è così semplice ed immediato come i test online lo fanno sembrare.

Probabilmente il protagonista di Will Hunting era davvero molto intelligente, semplicemente fino a quel momento era stato valutato per le abilità mancanti e non quelle presenti. Le varie scale di test per il QI sono affidabili, è solo necessario avere anni di esperienza per interpretarle ed attribuirne il giusto valore. Dobbiamo sempre ricordarci che l’intelligenza di una persona è talmente complessa che l’indice QI ci aiuta, ma la differenza la facciamo noi che analizziamo o noi che riceviamo il risultato.

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