8 curiosità su Gaio Giulio Cesare

Gaio Giulio Cesare è probabilmente uno dei personaggi più influenti della storia classica. Militare, politico ed abile oratore romano, Cesare ebbe una vita straordinaria, ricca di aneddoti e curiosità. 

Pochi personaggi nel corso della storia hanno una fama paragonabile a quella di Giulio Cesare. Discendente della gens Iulia, che pare discendesse da Julo, figlio di Enea e quindi nipote della dea Venere, ma legato anche alla plebe tramite sua zia, Cesare condusse una vita fuori dall’ordinario, spinto dalle sue grandi ambizioni e riuscendo a trovare un equilibrio nell’onorare le sue nobili origini e nello spendersi per la plebe e per le classi meno abbienti.
Fu un uomo buono e straordinariamente generoso con gli amici, un validissimo condottiero ed un militare instancabile, conquistò la Gallia, raggiunse Britannia e Germania, estendendo l’area di dominio romano fino all’Oceano Atlantico e al Reno.
Si accompagnò sempre a donne splendide e a personaggi di spicco, amava il lusso e il cibo ma non il vino. Ricoprì diverse cariche di prestigio, tra cui quella di dittatore e di Pontefice Massimo, inoltre a lui si deve il passaggio da Repubblica ad Impero.
Di seguito alcune delle curiosità più bizzarre che lo riguardano:

1) Fu rapito dai pirati

Durante un viaggio verso la Bitinia fu catturato da una banda di pirati che lo tenne con sé ben quaranta giorni. Durante la prigionia entrò in confidenza con i pirati e spesso giocava con loro o, scherzando, chiedeva loro come avrebbero voluto essere giustiziati quando sarebbe stato libero. Una volta pagato il riscatto, inviò una sua flotta alla ricerca degli sciagurati rapitori e, una volta trovati, li fece giustiziare tutti nel modo in cui essi avevano scelto.

2) Era un instancabile guerriero

Era celebre per essere un guerriero indefesso, abile con le armi e a cavallo, ma soprattutto era celebre che sopportasse le peggiori fatiche senza battere ciglio. Svetonio racconta che durante l’assalto di un ponte ad Alessandria fu costretto ad abbandonare la barca su cui si trovava e raggiunse una nave alleata a nuoto. Nuotò per duecento passi con un braccio alzato per non far cadere in acqua dei documenti e tenne tutto il tempo il suo mantello tra i denti, per non lasciarlo ai nemici.

3) Detestava i suoi peli e la sua calvizie

Le fonti ci dicono che Cesare fosse molto attento nella rifinitura della barba e che provasse un profondo disgusto per i peli superflui, che rimuoveva accuratamente. Avrebbe invece voluto avere più capelli, si vergognava infatti della sua calvizie al punto da nasconderla portandosi i capelli in avanti e indossando la corona d’alloro per camuffare gli spazi vuoti sulla sua testa.

4) “Marito di tutte le mogli, moglie di tutti i mariti”

Cesare amò molte donne nella sua vita, tra cui Cleopatra (regina d’Egitto) e Calpurnia (sua ultima moglie), ma pare avesse anche un occhio di riguardo per gli uomini, essendo bisessuale. Pare infatti avesse una relazione con il sovrano di Bitinia e che scegliesse i suoi schiavi tra i più belli e i più colti, pagandoli anche molto cari.
Curione in un suo discorso lo definì “Marito di tutte le moglie, moglie di tutti i mariti“.

5) Pompea Silla lo tradiva

Nel 68 a.C. Cesare sposò Pompea, nipote di Silla, da cui si separò dopo sei anni, perché a quanto pare lei lo tradiva con un uomo che si intrufolava di notte nella camera di Pompea stessa, vestito con abiti femminili.

6) La sua morte fu preceduta da strani eventi

Prima delle fatidiche Idi di Marzo, pare che Cesare avesse avuto delle premonizioni negative da un indovino, che lui stesso e la sua ex moglie Calpurnia avessero avuto dei sogni premonitori e che a Roma accadessero strane cose, come mandrie di cavalli che si rifiutavano di pascolare.

7) Tutti i suoi assassini ebbero una triste sorte

Tra tutti i congiurati coinvolti nell’assassinio ordito da Bruto e Cassio, nessuno visse più di tre anni dopo la morte di Cesare e nessuno morì di morte naturale. SI racconta infatti che alcuni morirono in mare o in battaglia e qualcuno si suicidò con lo stesso pugnale con cui era stato colpito Cesare stesso.

8) Il luogo esatto dove Cesare morì è oggi individuabile

Grazie ad Ottaviano, figlio adottivo di Cesare, è possibile ancora oggi individuare il luogo esatto dove avvenne l’omicidio. Ottaviano volle dedicare al padre adottivo una sorta di memoriale e fece ricoprire lo spazio della Curia da 20 metri cubi di cemento. Ad oggi corrisponde ad un punto tra i ruderi dell’Area Sacra di Largo Argentina.

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