75 anni dopo George Orwell anche un rapper italiano si toglie un sasso nella scarpa

Criticare in maniera adeguata i social network non è un lavoro per tutti. Ma Ernia, creando un parallelismo con un romanzo novecentesco, ha colpito nel segno.

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I social network sono una realtà che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, tra fattori positivi e negativi. Peccato però che questi ultimi siano quelli più frequenti: insulti completamente gratuiti, persone che vogliono per forza avere ragione e comandare nei commenti di un post e ragazzi che invece restano intrappolati nella catena dei like, in cui il numero che raggiungi serve a decretare quanto tu sia importante. Tant’è che Instagram ha avviato una campagna sperimentale destinata solo a pochi utenti che elimina il numero di like. Che questo possa essere finalmente un punto di svolta? In ogni caso, critiche ai social network sono sempre all’ordine del giorno. Un ragazzo che di mestiere fa il rapper ha pensato bene di togliersi un sassolino dalla scarpa e dire la sua, il suo nome d’arte è Ernia.

Un sasso nella scarpa

Ernia, nome d’arte di Matteo Professione (Milano, 29 novembre 1993), vede i social network come un incubo dalla quale è difficile uscire, parla di ciò nella traccia “un sasso nella scarpa“. Introduce l’ascoltatore all’argomento tramite il ritornello posto all’inizio, in cui lo accompagna verso appunto la sua visione dei social network, che è tutt’altro che positiva.

Scrivo da un sogno così brutto
Che poi temo di non uscirne
Aspe’ che ti descrivo tutto
Quello che vedon le pupille

Nella prima parte della strofa introduce un importantissimo concetto: “Una nube nera oscura il cielo piena d’odio
Stan per piovere commenti / Parole brutte così scure / Che se le pronunci ti sporcano i denti“. Ernia si riferisce a tutti quei commenti pieni di odio represso e frustrazione, che le persone usano come valvola di sfogo solo perché hanno la possibilità di farlo, sentendosi protetti dietro uno schermo. Infatti sono cose che dal vivo difficilmente si potrebbe avere il coraggio di dire. Tutti parlano a vuoto, esprimono opinioni sulle quali non sono neanche in minima parte ferrati, pretendendo la ragione. In seguito il rapper critica anche i filtri che vengono regolarmente applicati alle foto dai vari utenti, che non fanno altro che nascondere il soggetto modificandolo. Inoltre nella seconda parte della seconda strofa mette in scena uno storytelling con il quale critica la superficialità della massa di utenti, sempre e solo attirati dalla finta bellezza, idolatrandola ai massimi potenziali. Invece di prendere come esempio chi riesce a realizzarsi nella vita restando umile, riuscendo a raggiungere traguardi impensabili. Nella seconda parte della prima strofa Ernia introduce un argomento che ha molto a che vedere con un noto romanzo del ‘900.

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E c’è una vacca grassa di nome “Opinione”
Che si nutre degli altri animali
A parte di alcuni che san scriver bene
In questo caso, fra’, sono i maiali
E in questa fattoria è lei che li comanda

Ernia qui, così come in altre parti della traccia cita La fattoria degli animali, romanzo allegorico di George Orwell.

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In pratica il rapper afferma che è l’opinione a far girare in modo sbagliato i social network. L’opinione generale delle persone, l’opinione della massa. Non quella del singolo utente, dato che molte volte neanche esiste. Ovviamente questo fenomeno non colpisce tutti, solo gli utenti meno svegli che si lasciano facilmente influenzare. Alla stessa maniera nel romanzo sono i maiali gli animali più istruiti e intelligenti, infatti il parallelismo di Ernia tra i social e il romanzo parte proprio da questo presupposto. Il romanzo può definirsi una moderna “favola” per adulti in cui sono evidenti i tratti di un’amara satira sul genere umano e sulle sue illusioni, oltre a una violenta condanna del totalitarismo.
I protagonisti sono un gruppo di animali che, stanchi di essere sfruttati dal loro padrone, il fattore Jones, si lasciano convincere da un anziano maiale, Vecchio Maggiore, e decidono di ribellarsi al potere degli uomini creando uno stato di soli animali: la fattoria degli animali, appunto.

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Quindi così come nel romanzo di George Orwell gli animali sono sfruttati e manipolati da un padrone, nella nostra epoca gli utenti dei social network, in particolare Instagram, sono comandati dall’opinione pubblica, che sovrasta tutto e tutti. Infatti sono poche le persone che riescono a distaccarsi da essa e a fondare un proprio e personale parere, uno di questi è Matteo, l’autore di questa canzone.

E ho un sasso nella scarpa
E se non lo tolgo dà fastidio

Gianmarco Marino

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