7 autori che hanno scritto sotto effetto di Cannabis

Gli autori di alcuni dei più grandi classici della letteratura mondiale hanno superato il blocco dello scrittore o si sono lasciati ispirare assumendo Cannabis.

Il giornalista e scrittore Hunter Thompson.

I consumatori più assidui sanno bene che uno degli effetti della Cannabis sul cervello è quello di stimolare il pensiero e la creatività. L’assunzione delle sostanze psicotrope contenute nei fiori essiccati delle piante femminili di Canapa accende nel cervello una immaginazione tale da permetterci di viaggiare con la mente e vivere fantastiche avventure con personaggi carismatici, esplorando nuovi mondi ma anche realtà surreali e terrificanti. Tutto questo mentre fumiamo uno spinello dal divano di casa. Ed è proprio quello che hanno fatto gli autori che andremo a conoscere in questo articolo. Scrittori, poeti, giornalisti, fumatori abitudinari di Marijuana, probabilmente si sono serviti dell’aiuto di questa piantina magica per concepire capolavori immortali della letteratura, mettendo per iscritto quello che hanno visto e vissuto nei loro presunti trip mentali. Questi sono solo quelli che hanno lasciato fonti attendibili e chissà quanti altri hanno scritto fumando e senza farcelo sapere. Magari lo stesso Dante prima di visitare i tre regni dell’Oltretomba si è rollato un joint. Attenzione, quanto segue non vuole essere una denuncia o un invito a farne uso (anche perché in Italia è illegale, non ci provate), bensì cultura personale e uno spunto di riflessione: forse non fa così tanto male come si pensa, forse può avere degli effetti positivi anche sul flusso creativo e sulla fluidità verbale che richiede la scrittura.

Charles Baudelaire, autoritratto sotto effetto di hashish (1844).

1) William Shakespeare (1564-1616)

Uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi,ci ha regalato personaggi caratteristici e affascinanti che si trovano a fronteggiare situazioni intriganti tra amori impossibili e vendette private, ad esempio in Romeo e Giulietta o Amleto. E se una delle sue opere fosse stata scritta sotto l’effetto di Cannabis? Gli scavi archeologici nel giardino della sua residenza a Stratford Upon Avon hanno portato alla luce delle pipe in argilla di sua proprietà contenenti tracce di Cannabis. Inoltre nel sonetto 76 Shakespeare fa riferimento ad “un’ erba molto famosa” (noticed weed).

2) Alexandre Dumas (1802-1870)

Oltre ad essere impegnato a scrivere capolavori come I tre moschettieri o Il conte di Montecristo era un accanito amante di hashish a tal punto da unirsi, insieme ad altri scrittori e poeti come Honoré de Balzac e Gustave Flaubert  al Club Hashischins. Questo era un circolo parigino in cui si esploravano gli effetti di diverse droghe  (prima di tutte l’hashish) e che si appoggiava all’idea secondo la quale fumare ampliasse le capacità di scrittura.

3) Victor Hugo (1802-1885)

Dicono che si rivolgesse ad Alexandre Dumas dicendogli “fratello l’accendiamo grande, anzi gigante“. Tralasciando la citazione di Gemitaiz, anche lui era un membro del club sopra citato. Ha scritto solo quattro romanzi ma che sono bastati a renderlo uno degli scrittori più importanti di sempre. Le sue opere infatti sono oggetto di numerose trasposizioni come il classico Disney Il gobbo di Notre Dame, tratto appunto dal suo Notre Dame de Paris. Merita un posto nella lista perché considerato un fattone a tutti gli effetti. Probabilmente fumò ingenti quantità per superare il blocco dello scrittore che lo colpì mentre scriveva la sua magnum opus Les Misérables.

4) Charles Baudelaire (1821-1867)

Il poeta fumatore per eccellenza,autore della famosissima raccolta di poesie Les Fleurs du Mal (I fiori del male). Icona del poeta maledetto e del giovane ribelle amante dei piaceri notturni, ha ispirato generazioni di studenti e poeti tra cui il grandissimo cantautore italiano Fabrizio De André. Ovviamente anche lui faceva parte del Club dei mangiatori di Hashish ma ne aveva un rapporto altalenante in quanto sosteneva che portasse alla sensazione che ”ogni problema filosofico è risolto […] l’uomo sorpassa Dio” ma allo stesso tempo lo descrive come un demone che priva l’uomo della sua volontà. Nonostante abbia condannato l’esperienza dell’hashish nel suo saggio Les Paradis artificiel (I paradisi artificiali), Baudelaire non la respinge del tutto perché tra gli effetti sulla mente ricorda la scomparsa del tempo e i collegamenti creati tra suoni, colori, profumi, “corrispondenze” che entreranno a far parte della sua poesia e la renderanno unica e immortale.

5) Stephen King (1947-)

Il padre del genere horror moderno,dai suoi racconti sono nati mostri come Pennywise di It o menti perverse come quella di Jack Torrance di The Shining. Negli anni ’80 King stava scrivendo alcune delle sue storie più terrificanti fumando Marijuana di ottima qualità, tra questi la più affascinante è sicuramente quella di Cujo, della cui stesura lo scrittore non ricorda quasi nulla (il peggioramento delle capacità mnemoniche è un tratto comune tra i fumatori). Sebbene abbia quasi smesso di fumare si è sempre pronunciato a favore della legalizzazione dichiarando in molte interviste che le leggi contro di essa siano ingiuste e ridicole.

6) Hunter S. Thompson (1937-2005)

Famoso per il suo particolare stile di giornalismo chiamato gonzo journalism che mischia percezioni personali e artifici narrativi al giornalismo,Hunter S. Thompson era un simpatizzante di tutti i tipi di droga e questa passione la possiamo ritrovare in uno dei suoi libri più famosi: Paura e disgusto a Las Vegas, da cui è stato tratto anche un film con Johnny Depp. Thompson ha partecipato attivamente ad alcune campagne per la legalizzazione,amava fumare canne con amici e colleghi ed è stato intervistato più volte mentre era fatto. Nelle stesse condizioni ha scritto articoli per Rolling Stones e Vanity Fair, non sarebbe stato da lui scrivere in uno stato di lucidità.

7) Carl Sagan (1934-1996)

Carl Sagan è stato un astronomo,cosmologista,astrofisico e scrittore americano noto per il suo contributo all’astronomia e le sue idee sugli extraterrestri. Ha cominciato a fumare dal 1960 e ha scritto la sua opera più famosa Contact mentre era fatto. Ha scritto anche molti articoli contro lo status illegale della Cannabis in particolare negli anni ’80 e sosteneva che questa incoraggiasse la sua creatività e i suoi approfondimenti scientifici. Secondo il Dr.Grinspoon, durante gli anni ’80, un anonimo ammiratore di Grinspoon gli diede dell’erba insolitamente forte. Grinspoon l’ha condivisa con Sagan e sua moglie Annie. In seguito, ricorda che Sagan gli abbia chiesto se poteva tenere l’ultima canna perché aveva un capitolo da scrivere per il giorno successivo e credeva che lo avrebbe aiutato con il suo lavoro.

 

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