L’olivicoltura pugliese è sempre più a rischio. Di recente infatti il consorzio Italia Olivicola ha lanciato l’allarme a causa di Xylella fastidiosa, batterio che ormai da anni sta decimando le coltivazioni di olivo della Puglia e in particolare del Salento. Nel rapporto stilato in merito alla questione si parla di 50000 ettari di coltivazioni desertificati e di quattro milioni di alberi morti. È bene quindi sapere qualcosa in più su questo batterio così dannoso.

Xylella fastidiosa attacca le piantagioni di olivi

Dettagli del rapporto

Italia Olivicola ha raccolto i dati da diverse fonti, tra cui l’Istat e varie aziende agricole del posto. Nelle ultime tre campagne sono state perse ogni anno 29000 tonnellate d’olio per una mancata produzione che ammonta a 390000 Euro. Dei 50000 ettari di coltivazioni persi ben 40000 si trovano in provincia di Lecce, mentre i restanti sono nelle province di Brindisi e Taranto. Italia Olivicola quindi richiede un intervento straordinario pari a 500 milioni di Euro, di cui 400 servirebbero per realizzare nuovi impianti e 100 andrebbero a favore degli olivicoltori e degli addetti ai frantoi. Xylella fastidiosa quindi danneggia gravemente non solo l’ambiente, ma anche l’economia della Puglia.

Xylella porta gli alberi al disseccamento (fonte: Wired)

Cos’è Xylella fastidiosa?

Xylella fastidiosa è un batterio che vive e si riproduce nell’apparato che trasporta la linfa grezza nelle piante. Si tratta di un batterio molto diffuso in America e nella fascia mediterranea dell’Europa. Xylella infatti si trova anche in Corsica e in Spagna, soprattutto nelle Baleari e nella Comunità Valenciana. Di solito questo batterio attacca le piante fruttifere, soprattutto le viti e gli olivi, anche se la sua presenza è stata registrata anche nei mandorli e nei prugni. Nelle piante arbustive ed erbacee invece il batterio è piuttosto raro e spesso i sintomi non si manifestano. Per raggiungere le piante Xylella fastidiosa si fa trasportare da diverse specie di insetti, ad esempio la sputacchina e una specie di cicalina. Questi due insetti sono i principali vettori del batterio nelle piantagioni di olivo.

Una pianta attaccata da Xylella mostrerà un ingiallimento delle foglie (fonte: BrindisiReport)

Danni provocati da Xylella

Quando Xylella fastidiosa inizia ad agire, si crea un gel che ostruisce i tessuti di trasporto della pianta. In questo modo i nutrienti non arrivano a tutto l’organismo e le foglie iniziano ad ingiallire per poi seccarsi. Uni dei sintomi più frequenti infatti è proprio il disseccamento, che in un primo momento colpisce solo le foglie, per passare ai rami in un secondo momento e quindi a tutta la pianta. La vicinanza di molte piante diverse inoltre ne favorisce la diffusione, poiché gli insetti vettori hanno risorse a sufficienza per poter sopravvivere. Ciò comporta dei danni molto estesi a tutte le coltivazioni esposte ed una perdita economica talvolta importante.

Spesso è stato fatto ricorso all’abbattimento degli alberi malati (fonte: Scienza in Rete)

Metodi di combattimento

Col tempo si è reso necessario eradicare il batterio. La soluzione più frequente è l’abbattimento delle piante infettate da Xylella con relativa rimozione. Nei casi più gravi addirittura la stessa sorte tocca a tutte le piante nel raggio di 100 metri, anche se queste sono perfettamente sane. Scatta quindi una misura di prevenzione su ampia scala. Nei casi meno gravi si procede nello stesso modo, ma le piante adiacenti vengono abbattute solo se contagiate. A tal scopo infatti si svolgono dei test per verificare l’eventuale presenza di Xylella fastidiosa. Per evitare rischi inoltre è vietato importare piante sensibili al batterio da diverse nazioni dell’America Centrale, soprattutto dall’Honduras e dalla Costa Rica. La strada per l’eradicazione completa, però, è ancora molto lunga.

Matteo Trombi

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