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5 Settembre 1568 nasce Tommaso Campanella: ecco il suo pensiero e le tappe più importanti

5 Settembre 1568 nasce Tommaso Campanella: ecco il suo pensiero e le tappe più importanti

Il 5 settembre 1568 nasce Tommaso Campanella, monaco ricordato soprattutto per la sua attività filosofica. 

Di Juventinho94 – opera propria, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2444857

Dal profilo intellettuale spiccato, Tommaso Campanella avverte sin da subito una certa attrazione per la filosofia, in particolare per il naturalismo, come precisato nell’articolo di RaiCultura. Ecco i punti essenziali della sua vita e del suo pensiero.

 

Chi era Tommaso Campanella?

Nato in Calabria, a Stilo (informazione che ci viene data dallo stesso), Tommaso Campanella è stato filosofo, teologo, poeta e frate domenicano. Cercare di circoscrivere e inscrivere il suo operato insieme a sui contributi in un unico ambito non è semplice, ma di sicuro la sua attività di filosofo è stata di spicco. Come spesso accade, Tommaso apparteneva ad una famiglia povera. Il padre era un ciabattino e non aveva ricevuto istruzione e non poteva permettersi di mandare i propri figli a suola. Questa impossibilità non arrestò la voglia di Tommaso che a quanto pare ascoltava già da piccolo le lezioni del maestro del paese dalla finestra. Segno di ciò che sarebbe stato, decise di entrare nell’Ordine domenicano, forse più per la voglia di studiare che per una vera  e propria passione religiosa.

Di Marcuscalabresus - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2831993

I voti e gli studi

Tommaso conseguì i voti a soli quindici anni e fu proprio in questo momento che decise di adottare questo nome, in onore di Tommaso D’Aquino. Sebbene questo gli assicurasse la possibilità di studiare non si riteneva soddisfatto, tanto che la sua cultura -molto più che ampia- si deve più ad un fare personale che agli insegnamenti conseguiti durante il suo percorso con i domenicani, sebbene siano sicuramente stati d’aiuto. Tommaso cominciò a leggere da sé diversi autori, da Platone a Galeno, fino ad arrivare a Talesio, vero punto di svolta. Di certo l’attività di Tommaso può definirsi tutto meno che lenta o sterile. A poco più di vent’anni aveva già affrontato lo studio della teologia e negli anni successivi aveva scoperto che non esisteva solamente la filosofia scolastica. La natura poteva/può essere osservata per ciò che era/è: con i sensi e la ragione si avvicinò sempre di più al naturalismo di Bernardino Talesio, che proprio in quegli anni moriva ottantenne. Nonostante i problemi con i suoi superiori e un trasferimento conseguenziale, Tommaso Campanella riuscì a dare un contorno molto più delineato al suo pensiero: naturalismo sì, ma di derivazione neoplatonica e ficiniana, con la differenza che la natura è governata da Dio e, di conseguenza, le leggi della natura, nella sua impalcatura, non mantenevano la propria indipendenza.

Il primo arresto e i successivi problemi

Le idee di Tommaso Campanella, sebbene non avesse scritto nulla che si potesse condensare in eresia, non sembravano essere le idee di un buon cattolico. Questo gli costò un primo arresto, ma la risoluzione degli eventi non sarà così semplice. Campanella aveva già scontato il suo anno di carcere e quando fu rilasciato non abbandonò il suo pensiero, anzi, credeva di poter trovare posto come insegnante a Pisa o a Siena. Nonostante avesse con sé una lettera di raccomandazione, la diffidenza nei suoi confronti era troppo alta. L’Inquisizione lo teneva d’occhio e la libertà di movimento non era moltissima. Gli furono rubati i libri che sempre portava con sé e, ovviamente, furono esaminati per vedere se contenessero qualcosa di imputabile. Tra il 1593 e 1594 dopo aver conosciuto Galileo Galilei e filosofi come Andrea Chiocco, l’Inquisizione lo condannò, accusandolo su diversi fronti. In quegli anni insieme ad altri fu torturato e nel 1594 finì nel carcere dell’Inquisizione e ovviamente i problemi non finirono qui, visto che ’98 stava affrontano il quinto processo, mentre progettava per la Calabria la Costituzione di una Repubblica Ideale.

Pazzo o eretico?

Campanella non fermò mai, come già detto, la sua attività e il pensiero tanto da rischiare la pena capitale, mentre era ormai diventato un “problema” del Santo Uffizio. Proprio perché aveva accettato la sua eresia ed aveva anche abiurato anni prima ed era quindi definibile come relapso, Tommaso cercò una possibile via di fuga: fingersi pazzo. Lungi dagli strumenti odierni in quel periodo per accertarsi di una simulata pazzia l’imputato veniva torturato e sebbene le torture per Tommaso durarono circa un’ora riuscì a non creare sospetto, visto che rispondeva alle domande cantando o sviando completamente il discorso. Fintosi pazzo non poteva essere giustiziato, onde per cui scontò 27 anni di carcere a Napoli, anche se passò circa metà anno sospeso tra la vita e la morte per via delle torture. Furono anni molto pieni dal punto di vista intellettuale. In carcere scrisse tante altre opere, tra cui la più vanificata, La Città del Sole, famosa per la sua declinazione utopica.

Gli anni a Parigi e la morte

Nel 1626 grazie ad una intercessione da parte del futuro Papa Urbano VIII, Campanella fu scarcerato e ottenne la libertà nel 1629. Dopo qualche anno a Roma, una nuova cospirazione durante i primi degli anni Trenta lo mise nuovamente in pericolo, tanto da fuggire in Francia, dove fu benaccolto da Luigi XIII. Grazie alla protezione del Cardinale Richelieu e i finanziamenti del re, Tommaso passò il resto del suo tempo a Parigi, mentre si occupava anche di un poema celebrativo per la nascita di Luigi XIV, il futuro Re Sole. Morirà nella stessa Parigi nel 1639, il 21 Maggio. Dalle sue ultime lettere con Antonio Barberini si percepisce uno stato di insoddisfazione quasi, visto che lamentava sia la sua condizione, sia il silenzio delle sue proteste a Roma. Si dipingeva come un riformatore, come apologeta del cristianesimo, come si legge nelle lettere con Francesco Barberini. Spirò la notte del 21 tra le preghiere dei confratelli e venne sepolto nella chiesa dell’Annunziata.

 

 

 

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