5 cose che forse non sai sul “Dracula” di Bram Stoker

Il Dracula di Bram Stoker è di certo un caposaldo della letteratura gotica, amato dagli appassionati del genere ma conosciuto in ogni parte del mondo grazie alla fortuna del vampiro oscuro e carismatico.

Nel 1897 Bram Stoker pubblica il romanzo epistolare “Dracula”, un’attenta opera frutto di una lunga ricerca storica e folcloristica sulle figure che avrebbero ceduto le proprie peculiarità per creare lo stereotipo dello “straniero”, visto nella sua accezione negativa.
Stoker si dedicò anche ad un’attenta ricerca sulla cultura rumena e ungherese, sulle origini del mito del vampiro e più in generale del Nosferatu, del non morto che aleggia tra i vivi per nutrirsi del loro sangue, della loro anima e/o della loro energia vitale.
Il successo di Dracula è incredibile: diventa il vampiro più famoso di tutti e viene denominato “Il re dei mostri”, porta il folclore rumeno nelle case di tutto il mondo, si conquista un posto d’onore nella letteratura gotica e horror e aleggia in numerose pellicole, serie tv, romanzi, racconti e persino fumetti.

 

 

1) Dracula nasce grazie ad un’indigestione

Bram Stoker affermò di aver trovato l’ispirazione a creare il personaggio di Dracula e conseguentemente l’intero romanzo grazie ad un sogno (o per meglio dire un incubo) fatto dopo un’indigestione. L’autore affermava infatti di dover ringraziare una cena in cui fece una scorpacciata di gamberi con l’amico Arminius Vambery, storico, linguista, orientalista e scrittore ungherese, che portò alla luce una dimensione onirica in cui egli incontrò per la prima volta l’oscuro vampiro.

2) Dracula e Vlad III di Valacchia

Non è un segreto che il personaggio creato da Stoker sia liberamente ispirato ad una figura storica realmente esistita, Vlad III figlio del voivoda di Valacchia. Vlad, molto religioso e membro dell’Ordine del Drago (fondato per tutelare il cristianesimo nell’Europa Orientale), era conosciuto come “l’impalatore”, a causa della sua abitudine di impalare i nemici vinti sulle mura del suo castello, affinché fungessero da monito per scongiurare eventuali aggressioni. Presto la sua fama come despota spregevole e crudele si diffuse in tutta Europa e nacquero delle dicerie che sostenevano avesse venduto l’anima al diavolo, pur di ottenere la forza di fronteggiare le sue innumerevoli battaglie. Un altro elemento in comune con il vampiro di Stoker è il nome della casata a cui apparteneva Vlad, nota come Casa dei Draculesti, legata alla figura del drago e pertanto responsabile del patronimico di Vlad: Dracula.

3) Il primo capitolo dell’opera fu pubblicato postumo

Esiste un breve racconto pubblicato da Stoker, noto come “L’ospite di Dracula”, che doveva essere il primo capitolo del romanzo di Dracula. Nel racconto la figura del vampiro appare fugacemente, ma pone le basi per costruire le atmosfere cupe e tetre dove si svolgerà poi la storia vera e propria, in modo da preparare il lettore ad immergersi nel delicato paesaggio orrorifico della Romania.
Per scelta dell’autore, questo racconto, che oggi costituisce un prezioso gioiello per i fan di Dracula, venne smembrato dal romanzo e pubblicato a parte nel 1914, due anni dopo la morte di Stoker.

4) Stoker descrive il castello di Bran senza mai essere stato in Romania

Pare che il castello di Dracula descritto nel romanzo sia assimilabile al castello di Bran, in Transilvania. Il castello appartenne a Vlad III di Valacchia e la sua costruzione iniziò ai primi del XIII secolo per opera dei cavalieri teutonici.
Ad oggi il castello è visitato da numerosi appassionati, ogni anno, mentre domina la valle dall’alto di un ripido colle, in una posizione strategica per tenere sotto controllo la regione di Brasov.
Quello di Bran è l’unico castello nel territorio della Transilvania corrispondente alla descrizione presente nel romanzo, ma la cosa bizzarra è che malgrado le numerose somiglianze, è improbabile che Stoker si sia ispirato a tale edificio, dato che egli non aveva mai messo piede in Romania.

5) Vi è un seguito al romanzo?

Dracula ha avuto una tale fama da essere strappato dalle braccia di suo padre Bram Stoker e ribaltato nelle storie più disparate del cinema o della letteratura mondiale. Sono sorti film, fedeli o meno al romanzo e altri libri che seguono pedissequamente la storia o prendono solo spunto dal carismatico Dracula per costruire altri racconti, ben differenti.
Ufficialmente esiste un solo sequel riconosciuto (che, tuttavia, fa storcere il naso ai puristi del genere) scritto nel 2009 da Ian Holte e Dacre Stoker, pronipote di Bram Stoker: Dracula the Un-dead (noto in Italia con il titolo “Gli Immortali”). L’opera racconta di come la sospettosa morte di Jack Seward rimetta in pista Jonathan Harker, sua moglie Mina, Van Helsing, Arthur Holmwood e lo stesso Seward, unitisi nella “compagnia degli eroi”. Si sospetta quindi che Dracula sia tornato a colpire, ma a mietere vittime è ora la contessa ungherese Elizabeth Bathory, divenuta vampira, decisa a vendicare coloro che avevano sconfitto il conte Vlad, ben venticinque anni addietro.

 

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