La depressione è una delle peggiori malattie psicologiche, ma ci si può rialzare da questo stato d’ animo, alcuni di loro nella storia della letteratura lo hanno fatto e sono riusciti a renderlo una forza artistica. 

Gli autori nella storia dell’ umanità hanno sempre preso spunto dalle emozioni, più l’ emozione è forte e più riescono a elaborare un romanzo di alto livello.
Alcuni autori dopo un periodo di depressione sono riusciti a rialzarsi e ad arrivare al successo ispirandosi a quel periodo.

1. Pascoli

Giovanni Pascoli uno dei migliori autori della storia italiana, ha rivoluzionato la letteratura mondiale con la tematica del fanciullino, ma, Pascoli ha vissuto una vita molto complicata, oltre alla morte dei propri genitori e dei fratelli, da ragazzo durante gli studi universitari si avvicino al movimento anarchico-socialista, partecipando a diverse manifestazioni venendo arrestato. Durante la prigionia durata due mesi cadde in depressione. Uscito dalla prigione si riprende e si laurea diventando professore universitario e vivendo per tutta la vita un distacco verso la politica.

2. Charles Dickens

Scrittore inglese dell 800′, considerato uno dei scrittori più importanti e più influenti della storia. Famoso per il canto di natale; Oliver Twist e David Copperfield.
Ha vissuto un’ infanzia molto complessa secondo di otto figli cresce nella povertà, costretto a trovarsi subito un lavoro in quanto il padre viene arrestato per debiti.
Va a lavorare in una fabbrica come lucida scarpe, la “Warner’s Blacking Warehouse” e crolla in depressione sentendosi abbandonato e umiliato dai propri genitori.
Poco dopo la madre e i fratelli si trasferiscono lasciando Charles da solo, ancora più abbandonato la sua condizione peggiora.
Non si riprese mai totalmente, tanto che alcuni sui amici affermano che per tutta la sua vita alternava momenti di gioia a momenti di assoluta tristezza.

3. George Orwell

Scrittore del 900′ famoso per 1984 e la fattoria degli animali, ha vissuto una vita frastagliata da delusioni, dalle censure fino ai traumi, il tutto ebbe inizio quando da ragazzo si arruolò nella Polizia Imperiale Birmania.
Fece diverse missioni che lo traumatizzarono a vita, facendolo cadere in una condizione di continua tristezza influenzando le proprie opere e la propria vita.. morì a soli 46 anni per il cedimento di un arteria polmonare.

4.  J. K. Rowling

Ultimamente contestata per le vicende transfobiche nella sua vita ha sofferto moltissimo, prima del successo, prima di questo scalpore, prima di diventare la donna più ricca d’ Inghilterra era una semplice madre di famiglia che non riusciva ad andare avanti, da sola cercava di far crescere la figlia nel migliore dei modi, non riusciva a lavorare, e vivevano dei sussidi di disoccupazione.
Tanto che penso anche al suicidio, cadde in una depressione fortissima, e in quel periodo scrisse Harry Potter e la pietra filosofale, che le permise di riprendersi da quella condizione e tornare a vivere.

5.  Edgard Allan Poe

Uno degli scrittori più famosi dell’ 800′, famoso per aver creato il genere Horror; Poliziesco e Giallo.
Ha vissuto una vita complicatissima, influenzando i propri romanzi, tanto che i suoi racconti si ispiravano proprio alle sue vicende.
Il padre abbandonò la famiglia quando aveva soltanto 1 anno e la morte della moglie  scatenarono il lui questo stato di depressione, quasi tutte le notti aveva incubi e allucinazioni.
Ha sofferto così tanto che Baudelaire disse che Poe fosse nato sotto il segno della sfortuna, tutti questi avvenimenti drastici, oltre che a portarlo alla depressione lo fecero cadere anche nell’ alcolismo, andando a vagabondare per la città, si abbandono totalmente a se stesso.
Fino al 27 Settembre del 1849, parti per Filadelfia, doveva sbrigare alcune faccende di lavoro, ma non si sa ancora per quale motivo venne trovato a Baltimora steso sul marciapiede e in condizione pessime, tanto che riuscì soltanto a pronunciare il nome di “Joseph E. Snodgrass” un suo amico editore, allora Walker, l’ uomo che l’ ha trovato steso a terra contatta questo sua amico e corrono ad aiutarlo portandolo in ospedale, dove diventa ingestibile, urla ha allucinazione e per tutto il giorno urla il nome di “Reynold” ma nessun parente conosceva qualcuno con questo nome, questa sofferenza continuo fino al 7 ottobre del 1849, quando smise di lottare contro i demoni che lo hanno persuaso fino all’ ultimo minuto della sua vita.
I medici diedero la causa ad una congestione celebrale ma era solo un modo per nascondere la verità, mori per abuso di alcool alla giovane età di 40 anni.
Ancora oggi c’è un alone di mistero sulla sua morte, proprio come nei suoi romanzi gialli ci sono fin troppe domande, alimentate dalla scomparsa di tutti i referti medici e del certificato di morte.

 

 

 

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