Il Superuovo

25 Luglio 1943, l’inizio della fine per il Fascismo: il Gran Consiglio contrasta Mussolini

25 Luglio 1943, l’inizio della fine per il Fascismo: il Gran Consiglio contrasta Mussolini

25 Luglio 1943, ancora una volta un grande traguardo per la storia, una vera e propria svolta che investe direttamente i meccanismi interni. Che cosa accadde?

By Luca Giarelli – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11588275

Cercare di definire il fascismo in poche parole risulta molto difficile. Un movimento politico, certo, ma delle mille sfacciature e con diversi esiti in qualche parte dell’Europa, nati dall’osservazione più o meno marcata di alcune prerogative. Si sicuro è un movimento che ha un volto più che conosciuto: quello di Benito Mussolini. 

Il retroterra del fascismo

Il termine fascismo, sebbene sembra aver perso questa trasparenza, deriva in verità da un movimento politico fondato da Benito Mussolini nel 1919 circa: Fasci di combattimento. Etimologicamente il termine deriva dal latino e fa riferimento ai fasces lictorii, ovvero i fasci che utilizzavano i littori, coloro i quali camminavano davanti al re, per proteggerlo. Prima di arrivare al fascismo, come termine storico pieno, bisogna inquadrare la situazione italiana del dopoguerra. L’Italia dopo aver affrontato la prima guerra è in balia di molte tensioni, soprattutto dal punto di vista sociale. C’è malcontento, la popolazione è in crisi, i ceti agrari temono una rivoluzione. Gli ex-combattenti, da parte loro, vogliono rivendicare i propri diritti, mentre le strutture statali si indebolivano sempre di più. Vivere in un amaca di incomprensioni, di idee e bivi storici non è certo l’ideale, ma d’altronde, erano i risultati della guerra. La chiave per risolvere il tutto più che un movimento sembra essere una persona: Benito.

Di Marcel Bezencon – tratto dal libro La vie âpre et aventureuse de Mussolini en Suisse (1938), Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3155818

Verso la costruzione del fascismo

Come già detto, il fascismo, come “sinonimo” di Partito Nazionale Fascista, non arriva subito, bisognerà aspettare qualche anno. Intanto nella scena italiana si distingueva per le sue idee -socialiste in prima istanza, nazionaliste dopo- Benito Mussolini. Benito sembra essere stato in grado di raccogliere quelle che erano le idee e le aspettative degli ex-combattenti in un solo movimento, di stampo socialista e rivoluzionario, ma nascita di un seggio non fu immediata. Nel 1919 ci fu una prima riunione a Milano, riunione da cui nacque il primo movimento sopra citato, pochi anni dopo nel 1921, le elezioni. Vent’anni dopo, il fascismo è destinato a crollare.

La fine del fascismo

Cercare di semplificare in poche parole vent’anni di storia non è facile, ecco perché ci soffermeremo solo su la nascita e la morte del movimento. Il 25 luglio del 1943 è una data più che significativa. Alcuni gerarchi come Grandi, Bottai e Ciano, insieme all’appoggio del re, riescono a far letteralmente crollare il fascismo. Così facendo Mussolini viene arrestato, mentre l’Italia, ormai stanca della guerra e della repressione visse il tutto con grande gioia, che invase soprattutto il popolo. Nel frattempo il movimento perde vigore, ma la fine ufficiale non è ancora arrivata. Con Badoglio come primo ministro e gli Alleati per il paese, l’Italia era come scissa in due, situazione che fece insorgere il fascismo in alcune zona dell’Italia, nello specifico quelle settentrionali, dove si formò la Repubblica Sociale Italiana. Le impalcature però, sono ancora una volta cambiate. Nell’aprile del 1945 con il crollo del fronte e l’insurrezione popolare la RSI venne definitivamente bloccata. Alla fine del mese i suoi dirigenti, con l’intervento dei partigiani, furono catturati e fucilati. Con la morte dell’ex duce, come spesso viene ricordato, la fine del fascismo è arrivata.

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