2019, l’anno degli anniversari: spengono le candeline Leonardo e Napoleone, affascinando con i loro misteri

500 anni da Leonardo e 250 da Napoleone: il 2019 è l’anno record per gli anniversari dei grandi della storia.

Mattarella e Macron davanti alla tomba di Leonardo, per celebrarne l’anniversario

Che sia un bell’anno o meno, il 2019 si sta contraddistinguendo per essere l’anno degli anniversari, di ben due grandi per la storia Europea: Leonardo Da Vinci e Napoleone Bonaparte, che a 250 anni di distanza, per ragioni diverse, scrissero la storia che tutti noi ci ritroviamo a vivere ogni giorno.

 

Perché gli anniversari sono così importanti?

Perché a Milano non si fa altro che vedere stendardi che ricordano l’anniversario di Leonardo? Mostre, esibizioni, gallerie, eventi e chi più ne ha più ne metta, tutte organizzate alla memoria del genio. Anche in Francia, nella zona della Loira, dove Leonardo ha passato gli ultimi anni di vita, situazioni simili non mancano. Inoltre Internet è pieno di articoli che ricordano chi è stato Napoleone Bonaparte, l’imperatore francese che ha segnato la storia dell’Europa.

Alcuni potrebbero sostenere che tutto ciò sia estremamente inutile. Ciò che è passato, è passato, ed ormai non dovrebbe più interessare. Fortunatamente, però, molte più persone si riversano nelle sale dove vengono esposte le pagine del codice atlantico, ammirano lo scalone composto da due rampe parallele al centro del castello di Chambord, ricercano sui loro vecchi libri di storia chi e cosa ha fatto quel corso che ha scalato le vette della politica francese.

La verità è che la storia, soprattutto se è nostra, interessa e colpisce. Fa sentire più partecipi della propria vita e, perché no, può anche ispirare. Analizzare i lavori del genio di Leonardo in un’epoca dove la tecnologia fa da padrona fa realizzare quanto un uomo possa superare una macchina, pur senza avere strumenti tolto suo ingegno. Studiare come Napoleone, un neo-francese, si sia integrato in una cultura che gli apparteneva poco e ne sia diventato il capo permette di riflettere su valori come l’integrazione e la determinazione. Sono dunque questi i motivi per cui ancora amiamo ricordare questi due grandi?

Come mai ancora dopo tutti questi anni ricordiamo e celebriamo determinate figure storiche?

 

1519-2019: 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci 

Chi non conosce il sommo Leonardo Da Vinci? Il genio, colui che poteva fare tutto di ogni cosa. Poche arti (se non nessuna) avevano segreti per lui. Leonardo ha lasciato un segno del suo passaggio in numerose città, e non solo italiane. Anche nella vicina Francia, nella valle della Loira, si possono trovare tracce del suo intervento. Sempre qui è possibile ritrovare la sua (presunta) tomba, nel castello di Amboise.

Una figura misteriosa ed affascinante che anche ora, dopo 500 anni, rimane di ispirazione per ogni persona del pianeta. Come è possibile? Non è facile rimanere impressi nella mente ora, con tutto il bombardamento mediatico da cui siamo circondati. Leonardo invece, uomo del XV/XVI secolo viene tutt’ora celebrato. Perché è ancora così importante?

Perché, come si dice spesso, Leonardo era un genio. Non solo un pittore, ma anche un innovatore che amava sperimentare. Si inventò una nuova tecnica pittorica per dipingere ‘L’Ultima Cena’, per esempio. Amava osservare ed analizzare la natura: fu lui che si rese conto per primo di cosa fossero realmente i fossili (non esseri a cui Dio non aveva dato il dono della vita, ma tracce di animali di un altro tempo), di cosa indicassero i cerchi negli alberi, della funzione di pompa del cuore umano.

Leonardo è ammirato per essere arrivato a soluzioni che a fatica hanno raggiunto i suoi successori dotati di tecnologia. Inoltre, ammalia la sua essenza misteriosa, di cui poco si sa. I suoi spostamenti e le sue opere sono conosciute, ma ancora ci sono dubbi sulla sua nazionalità. Addirittura le ossa sepolte sotto la sua lapide non è detto siano sue. Vi è infatti un’alta probabilità che il corpo sepolto ad Amboise sia il suo, ma non si può affermare al 100%, essendo le spoglie state ritrovate solo successivamente alla morte e spostate nella cappella. Addirittura la sua morte non è chiara: si diceva che fosse morto tra le braccia del Re di Francia, anche se, in quel momento, il sovrano non si trovava neanche a corte.

Forse l’immagine più celebre di Leonardo Da Vinci

 

1769-2019: 250 di vita per Napoleone Bonaparte

Forse perché siamo in un’epoca dove è poco a rimanere celato che una figura come quella di Leonardo desta così interesse. A lui è anche legato il grande mistero della Gioconda, la donna dall’enigmatico sorriso che ogni Italiano ha sognato di riavere in patria. Il colpevole di questa lite tra la nostra nazione e la Francia si dice essere l’altro grande che spegne le candeline in questo 2019: Napoleone Bonaparte. Oltre che per l’intreccio tra l’Italia e la Francia di cui entrambi i personaggi si vedono protagonisti, l’imperatore ed il genio toscano si vedono uniti anche per quanto riguarda una delle opere d’arte più amate della storia.

Che poi Napoleone non c’entri con il ratto della Gioconda è, come si dice, un’altra storia. Ciò che colpisce sono i numerosi legami tra le due personalità, che si vedono distanziate nel tempo da 250 anni esatti. Una coincidenza particolare: che solo dopo questo lasso di tempo la Terra possa sopportare due uomini di quel calibro? Certo è che si distinguono molto in fattore di marchio. Uno per la sua genialità nelle arti, l’altro per la sua mente svelta nella politica.

Napoleone viene infatti ricordato perché riuscì a creare un impero nascendo dal nulla. Una sorta di immigrato (la Corsica era diventata parte della Francia solo un anno prima della sua nascita) che è riuscito a scalare la vetta di una nazione in subbuglio. Ma, come Leonardo, Napoleone non è ricordato solo per le sue azioni, ma anche per i misteri a cui la sua figura è legata. Per esempio quelli legati al suo aspetto fisico. Era davvero così basso come si pensa? Perché si è acquistato il fantomatico pene di Napoleone? Perché teneva sempre la mano sul panciotto?

In questo ritratto dove è ben visibile la mano sul panciotto, risulta facile comprendere uno dei motivi per cui ancora ricordiamo certe figure. Oltre che per le loro azioni, l’aurea di mistero che le circonda le rende ancora più interessanti e degne di studio ed attenzione

 

Dopo mezzo secolo, qual è il loro insegnamento più importante?   

Di fatto, sono tutte domande a cui è facile dare risposta. Napoleone era alto addirittura più dell’ex-presidente francese Sarkozy, ‘ben’ 1.68 metri (che per l’epoca non era così poco come si può pensare). La posa con la mano sul panciotto non è altro che una posa che andava di moda all’epoca per i ritratti. Insomma, anche se è possibile trovare delle risposte accettabili, le persone non sembrano volerle. Come era per Leonardo, anche per Napoleone ciò che importa è il mistero. Il fatto che dopo tutti questi anni noi ancora li ricordiamo è sinonimo di grandezza. Ma dovremmo riflettere sul come lo facciamo: al limite del mistero e della leggenda. Quello che queste figure ci insegnano più di tutto è che il mistero è necessario. In un’epoca dove tutto è sui social, alla pubblica vista, forse è il consiglio migliore che ci potessero dare.

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