Parliamo di disturbi alimentari in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità: anoressia, bulimia, binge eating

L’obesità è sempre più diffusa e sono molte le conseguenze sulla salute delle persone. Capiamo qualcosa in più attraverso i disturbi dell’alimentazione.

I disturbi dell’alimentazione sono sempre più presenti, anche tra i giovani. Non solo i più conosciuti, come anoressia e bulimia, ma anche altri disturbi, come il binge eating.

World Obesity Day

Il 4 marzo 2022 è stato il World Obesity Day, la Giornata Mondiale dell’Obesità. Istituita nel 2015 dalla World Obesity Federation, che coinvolge organizzazioni, associazioni e individui, ha l’obiettivo di porre l’attenzione su questa importante tematica. L’obesità rappresenta non solo una problematica per la persona in sé, ma anche un grande costo per la sanità pubblica a causa delle tante complicazioni che può causare, come il diabete, malattie cardiovascolari e diverse forme di cancro. Non è possibile definirla come un disturbo dell’alimentazione, ma può esserne una delle cause o delle conseguenze. Partiamo da qui per comprendere meglio questi disturbi alimentari.

In questa categoria diagnostica, inserita nel DSM 5 come “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, non sono solo compresi i disturbi che ormai tutti più o meno conosciamo, ma anche, ad esempio, la pica e il disturbo da ruminazione. Il primo riguarda il mangiare sostanze non alimentari per periodi prolungati, mentre il secondo è il ripetuto rigurgito e masticamento di cibo ingoiato. Ora vediamo quelli più conosciuti.

Anoressia e bulimia

Con il termine anoressia nervosa si indica un disturbo in cui l’individuo è ossessionato dal cibo e si distingue per tre principali caratteristiche. E’ presente un’intensa paura di ingrassare, che non si attenua quando si perde peso. La percezione distorta dell’immagine corporea o della forma del proprio corpo e la diminuzione dei comportamenti volti a promuovere un peso corporeo sano. I livelli di gravità, secondo il DSM 5, si basano sui valori di massa corporea, ovvero il rapporto tra peso e altezza. In realtà questo indice non è una misura sempre perfetta in quanto dipende anche dalla muscolatura.

La bulimia nervosa comporta episodi durante i quali c’è una rapida assunzione di grandi quantità di cibo e, successivamente, comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto, il digiuno o l’attività fisica eccessiva. Solitamente le abbuffate avvengono in solitudine e possono essere indotte da emozioni negative e stress. Quando si concludono l’individuo tende a sentirsi molto a disagio e la paura di prendere peso lo porta ad assumere i comportamenti compensatori descritti sopra.

Sconosciuto ai più, ma diffuso: il binge eating

Quello meno conosciuto è il disturbo da binge eating, che è stato incluso per la prima volta come categoria diagnostica nel DSM 5. Prevede episodi ricorrenti di abbuffate contemporanee alla perdita di controllo, al termine delle quali si presente una sensazione di disagio nei confronti del proprio comportamento. Si distingue dalla anoressia nervosa in quanto non è presente la perdita di peso e dalla bulimia per l’assenza di comportamenti compensatori. Nella maggior parte dei casi gli individui con questo disturbo soffrono anche di obesità, ma non tutti quelli che soffrono di obesità hanno questo disturbo. Si stima una percentuale tra il 2 e il 25% degli individui con obesità.

Il livello di gravità si misura in base al numero delle abbuffate alla settimana e le persone che soffrono di questo disturbo solitamente hanno alle spalle una lunga storia di diete. Altro aspetto importante da considerare sono i disturbi che si possono presentare insieme al binge eating, come disturbo d’ansia, dell’umore, di abuso di sostanze. E’ importante riuscire a comprendere quando si tratta di questo disturbo e quando di obesità in quanto alla base del primo vi è una una difficoltà di tipo psicologico, che deve essere trattata appositamente per poi riuscire ad essere d’aiuto per l’obesità.

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