La caffeina è una delle sostanze psicoattive stimolanti più ingerite al mondo ed è la soluzione per eccellenza contro la stanchezza, ma siamo proprio sicuri sia così?

Gli adolescenti oggi fanno sempre più uso di caffeina per combattere la sonnolenza e migliorare la concentrazione, ma sono tanti gli effetti negativi. Viene utilizzata per mantenersi svegli, ma al tempo stesso rovina la qualità del sonno, vediamo perché.
Sonno, dolce sonno
Dormire bene è fondamentale. Perché ciò avvenga, è necessario considerare sia la quantità che la qualità del sonno. In particolare, gli adolescenti dovrebbero dormire 9 ore ogni notte, ma ciò avviene in pochissimi casi e sono molte le cause di questa diminuzione delle ore di sonno. Innanzitutto bisogna considerare aspetti più pratici come la temperatura della camera da letto, il buio, il silenzio che contribuiscono a migliorare o a peggiorare il riposo. Inoltre, l’utilizzo di device e schermi prima di coricarsi e le attività sociali serali spostano sempre più tardi l’ora di andare a dormire.
Mentre tutti questi fattori possono, però, essere modificati, uno non lo è: la pubertà. Quando si entra in questo periodo della vita la melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia, viene rilasciata più tardi, causando un ritardo nell’addormentamento. Tutta l’adolescenza è accompagnata da questo fenomeno, che tende a decrescere tra i 21 e i 22 anni. Ciò causa la diminuzione di ore di sonno a notte in quanto nonostante ragazzi e ragazze vadano a letto tardi, sono costretti ad alzarsi presto. Qui interviene la caffeina, assunta per sopperire alla mancanza di sonno.

Il paradosso della caffeina
Oggi circa l’80% degli adolescenti assume caffeina, ma, mentre i presunti effetti positivi sono evidenti, quelli negativi sono più subdoli. Nonostante dia grande energia e maggior concentrazione a chi la assume, in realtà influisce sulla qualità e profondità del sonno, in particolare nel terzo e quarto stadio. Uno studio ha dimostrato che bastano 80 mg di caffeina per creare questi effetti negativi, soprattutto se consumati nel pomeriggio o alla sera. Ciò causa un paradosso: la caffeina viene assunta per sopperire alla stanchezza, ma ne è anche la causa, peggiorando la quantità e la qualità del sonno.
Le conseguenze di tutto questo sono molto negative per vari aspetti che caratterizzano l’adolescente. Innanzitutto la mancanza di sonno è correlata ad un maggior rischio di depressione e di condotte a rischio, come la guida pericolosa. Causa anche umore altalenante e nervosismo, altera i rapporti con la famiglia, diminuisce la concentrazione e peggiora i risultati accademici e le performance in generale.

Energia fasulla
Mentre il consumo di caffè negli ultimi dieci anni è diminuito tra gli adolescenti, è aumentato quello degli energy drink. Sono bevande contenenti sostanze stimolanti come glucosio, taurina, caffeina, vitamina B, danno molta energia. Anche qui gli effetti collaterali possibili sono molti e aumentano in adolescenti e bambini, tanto da essere sconsigliata l’assunzione per queste fasce d’età. Nonostante ciò tra i giovani coloro che ne fanno uso maggiormente hanno tra i 13 e i 19 anni. Gli effetti negativi peggiori si presentano tipicamente quando vengono assunti 200 mg di caffeina e aumentano progressivamente con l’aumentare della dose. Considerando che mediamente un energy drink ne contiene 160 mg, possono rappresentare un pericolo reale per la salute di bambini e ragazzi.
Alcuni studi si sono concentrati sullo studio delle motivazioni che portano ad assumere questo tipo di bevande. Dai risultati è emerso che gli obiettivi più diffusi sono combattere la stanchezza, ma anche migliorare le performance sportive e le attività quotidiane. Anche qui si crea un circolo vizioso: i giovani assumono gli energy drink per far fronte alla stanchezza, ma ne sono anche la causa, incidendo negativamente nella qualità del riposo. Risulta fondamentale diminuirne l’uso tra gli adolescenti per minimizzare i rischi e migliorare la qualità del loro sonno.