Il 14 Novembre 1893 nasce Carlo Emilio Gadda, scrittore, poeta e ingegnere di professione. Lo ricorda un articolo di RaiCultura.

Carlo Emilio Gadda è uno scrittore italiano, attivo durante il XX secolo. E’ ricordato principalmente per il suo romanzo “Quer pasticciaccio brutto di via Merulana” che riesce a inglobare i tratti salienti della sua scrittura e della sua concezione di romanzo.
Primi anni e formazione
Gadda nacque in quella che era una agiata famiglia lombarda. Il padre gestiva un’industria tessile, mentre la mamma era un’insegnante di lettere che con gli anni è riuscita a progredire nella carriera e a gestire diverse scuole lombarde. Tutto ciò diede alla famiglia diversi agi per un certo periodo di tempo e di conseguenza la possibilità a Gadda di crescere senza tante discrepanze economiche. Lo sprazzo però, come l’acquisto di alcune ville, investimenti poco sicuri fatti dal padre, portarono a diversi disagi economici. Dopo la sua morte infatti la famiglia cambiò il proprio stile di vita e ha potuto mantenere un tenere medio solo grazie ai sacrifici della madre.
Consegue la maturità al Liceo Classico, successivamente si iscrive al corso di laurea in Ingegneria Elettrotecnica presso il Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano, il futuro Politecnico. Nonostante abbia seguito un percorso di studi tutto scientifico, nelle opere di Gadda si riflette la sua voglia di fare altro, o forse il pentimento per non aver proseguito gli studi classici.

Le caratteristiche della scrittura di Gadda
La scrittura di Gadda potrebbe definirsi facilmente riconoscibile. Calvino lo menziona più volte nelle sue Lezioni Americane, raccolta di cinque -e una sesta non finita- conferenze che avrebbe dovuto tenere ad Harvard nell’anno accademico 1985-86. Gadda viene inserito all’interno di una delle cinque “qualità o specificità della scrittura” che sono state elaborate da Calvino: quella della molteplicità. La sua presenza tra gli autori della “molteplicità” non è assolutamente casuale. Gadda infatti all’interno dei suoi testi propone una scrittura quasi nevrotica, molteplice, caleidoscopica. E’ preciso, dettagliato, scende nel minimo particolare, approfondendolo ulteriormente. “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” per esempio, non ha un protagonista. Non sembra esserci nemmeno un punto di vista preciso -o un focus su questo- se non -a tratti- quello di Ingravallo, un molisano commissario della Squadra Mobile di Polizia Francesco “Don Ciccio” a cui viene chiesto di indagare su un furto di gioielli a danni di un’anziana signora.
I maggiori successi e le tappe principali
Come già detto uno sei suoi scritti più famosi è Quer pasticciaccio, ma questo non è naturalmente l’unico testo di cui bisogna tener conto. Gadda scrive tanto e il suo primo successo lo ottiene intorno al 1950, quando pubblica “Novelle del ducato in fiamme”, una rappresentazione del fascismo abbastanza ironica, che lo portò al conferimento del premio Viareggio. Segue, nel 1963, “La cognizione del dolore” , già apparso in parte tra il 1938 e 1941 sempre su Letteratura, ottenne il Prix International de la Littérature. Inoltre, collaborò con la Rai a partire dagli anni Cinquanta. Morì nel 1973 a Roma.