Il Superuovo

12 settembre 1981, moriva Montale: ecco le tappe e le opere più importanti dell’autore

12 settembre 1981, moriva Montale: ecco le tappe e le opere più importanti dell’autore

12 Settembre 1981: ricorre il quarantesimo anniversario della morte di Eugenio Montale.

Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=605417

Uno dei poeti più importanti del Novecento, così lo ricorda RaiCultura in uno dei suoi articoli; innegabile. Premio Nobel nel 1975 ha “interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni.”

 

Chi era Eugenio Montale?

Nato a Genova nel 1896 è l’ultimo dei sei figli di Domenico Montale e Giuseppina Ricci. La famiglia apparteneva alla media borghesia e il padre era comproprietario di una ditta di prodotti chimici. Purtroppo la salute di Eugenio non era molto solida, quindi preferirono per lui gli studi tecnici a quelli classici, proprio per il maggiore tempo che avrebbe dovuto impiegare. Si diplomò in ragioneria, ma com’è chiaro, non abbandonò i suoi interessi e finì per coltivarli o nelle varie biblioteche o assistendo alle lezioni private che teneva la sorella, la quale era già laureata in lettere e filosofia. Proprio perché non seguì un percorso di studi già fatto o dettato da qualcuno ebbe la possibilità di affrontare gli argomenti che più gli interessavano, non solo in ambito italiano, ma anche il quello straniero, con particolare interesse per le lingue. Approfondì autori come Dante, Petrarca e Boccaccio, ma anche altri a lui più vicini, come D’Annunzio.

Di Ligabo – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9755671

Il soggiorno a Firenze

Firenze da sempre è stato un luogo fondamentale per la letteratura italiana. Si riconferma nel Novecento grazie all’interesse che si aveva per ciò che accadeva in Europa. Le voci erano molto forti -ricordiamo Lacerba nata nel 1913- così come i nomi: da Saba a Cardarelli. In ogni caso, Montale arriva a Firenze a ridosso degli anni Trenta e proprio durante quello scorcio di tempo viene chiamato a dirigere il Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux. Curiosità? Venne ammesso perché tra i candidati era l’unico a non aver aderito al Fascismo e dunque non era iscritto al partito. Paradossalmente dieci anni dopo -circa- perderà lo stesso incarico perché non era iscritto al Partito. Questo gli costò la sospensione dello stipendio per circa un anno e mezzo, ma nel frattempo, Montale, non fermò la sua verve poetica. Scrisse per riviste che eclissarono negli stessi anni, si dedicò alla pittura -si era dedicato al canto anni prima- e conoscerà altri letterati di spicco nel Caffe Le Giubbe Rosse, letterati del calibro di Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi e Elio Vittorini. Importante, inoltre, la collaborazione con la rivista Solaria, fondata nel 1926 da Alberto Carocci. Politicamente parlando Montale non si iscrisse mai al Fascismo. Occorre ricordare però il suo “soggiorno” per mo’ di dire nel Partito D’Azione, dal quale si ritirò però subito, definendolo addirittura “una vera moda”.

Da Firenze a Milano

Ad un certo punto Montale muove da Firenze per andare verso Milano. Firenze gli era costata difficoltà economiche e qualche problema sentimentale. Il trasferimento avviene nel 1948 ed è lo stesso anno in cui vengono pubblicate Le Occasioni e parte delle prime liriche di La Bufera e Altro. Sono anni fondamentali, in quando scrive per il Corriere dell’Informazione, ma soprattutto diventa redattore del Corriere della Sera.

Dopo il matrimonio con Drusilla Tanzi, purtroppo finito in fretta per via della salute precaria di lei, furono pubblicate la racconta Xenia (1966) -dedicata alla moglie, deceduta nel 1963-  Satura (1971) e Diario del ’71 e del ’72 (1973). I lavori di Montale ovviamente non sono solo questi e la sua importanza è tale da essere uno dei poeti più letti già durante il Novecento. Nel 1975 gli viene conferito il Nobel per la sua attività poetica e conta tre lauree ad honorem. Attivo sia politicamente che in ambito letterario Montale ha sicuramente segnato la storia della letteratura. Si spegne il 12 settembre del 1981.

«Pensai presto, e ancora penso, che l’arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato» (Montale, Intenzioni. Intervista immaginaria, Milano 1976)

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