Da Youtube al Black Friday: la svendita dei test genetici

La settimana del Black Friday è cominciata e molte offerte sono già attive. Tra i tanti siti e i tanti prodotti, MyHeritage offre uno sconto imperdibile: invece che 79 euro, solo 49 per avere a casa il loro prodotto. L’ultimo modello di scarpe? Lo smartphone più innovativo del mercato? Non proprio: test genetici. Test simili a quelli che si eseguono nei classici laboratori scientifici e che, grazie al progresso, possono arrivare sulla nostra scrivania in soli 7 giorni lavorativi. Da quel momento, le tempistiche sono rapidissime. Due minuti per eseguire il tampone buccale, una settimana per inviare il proprio kit per posta al laboratorio e 3-4 settimane per ricevere il risultato. In un solo mese potrete scoprire di essere… Voi stessi!

MyHeritage test genetici
(fonte: MyHeritage Blog)

Sono molti, in giro per il mondo, gli youtuber più o meno noti che si sono prestati a eseguire su se stessi il fatidico test genetico. Dagli americani di BuzzFeed, all’italianissimo HumanSafari, passando per la blogger Matcha Latte, pare che nessuno possa fare a meno di andare alla ricerca dei propri avi.

Il funzionamento

Il processo è estremamente basilare e familiare a qualsiasi studente di biotecnologie che abbia frequentato un laboratorio di genetica. Il tampone buccale (anche conosciuto come Cotton Fioc) viene inviato a casa e il soggetto deve provvedere al prelievo del proprio DNA. Come? Per quanti siano i possibili metodi di prelievo, in questo caso non si tratta di processi complicati. Basta passarsi il tampone lungo la parte interna della guancia: qualche cellula si staccherà sicuramente e sarà proprio da questa che si estrarrà il DNA del soggetto. Anche l’estrazione, presso il laboratorio, non richiederà molto tempo: in un paio di ore il materiale genetico sarà a disposizione. A questo punto, il più è fatto: ai tecnici non rimarrà che confrontare porzioni del DNA in analisi con quelle di DNA di origine nota, per trovare eventuali corrispondenze e capire la provenienza di una determinata variante genica. Un processo, quindi, molto semplice, che negli ultimi anni ha portato milioni di persone ad affidarsi a piattaforme online per conoscere se stessi. Le aziende più popolari del settore sono le americane 23andMe e AncestryDNA, che contano oltre cinque milioni di clienti nei loro database. Un business gigantesco, se si conta che per ogni test si pagano mediamente 100 dollari.

Un po’ di storia

Ma come si è arrivati a questo punto? Come sempre, conoscere la storia può aiutarci a comprendere il presente. Nel 1952, Watson e Crick, due biologi anglofoni, vinsero il premio Nobel per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA. Da allora, gli studi sul DNA si sono moltiplicati a vista d’occhio e oggi, pur conoscendo ancora pochissimo, possiamo affermare di aver fatto passi da gigante. Il DNA è il manuale di istruzioni che la natura ha creato per far funzionare gli esseri umani: leggete il manuale e saprete chi siete. Come per qualsiasi testo, tuttavia, la capacità di lettura non basta, ma è necessario anche capire quello che ci si ritrova davanti. A tal scopo, negli anni ’90 fu definito il Progetto Genoma Umano che, nel 2003, portò alla completa definizione della sequenza del genoma umano. Da allora, con il testo completo in mano, i progressi nella sua comprensione sono stati titanici.

Progetto Genoma Umano
Il logo del Progetto Genoma Umano (fonte: Chimicare.org)

Dallo stesso periodo, tuttavia, i test genetici e, in particolare, il sequenziamento genico, ha subito un crollo dei costi, che ha reso tutto questo alla portata di tutti. Da qui sono dunque nati gli odierni test genetici commerciali.

I dubbi degli esperti

Come scrive Adam Rutherford sul Scientific American (qui tradotto per Le Scienze), i dubbi che riguardano questo tipo di test sono essenzialmente due: il sequenziamento è fatto bene? Se sì, l’interpretazione dei dati ottenuti è affidabile? Mentre sul primo punto si può spesso star tranquilli (anche se non mancano casi eclatanti di aziende incapaci di discriminare tra un DNA canino e uno umano), sul secondo punto le cose si fanno assai complesse. Non tanto per l’inaccuratezza dei risultati, quanto per la varietà di banche dati presenti nel mondo. Oltre a ciò, poi, bisogna sempre ricordare che la genetica è una scienza probabilistica e che non esistono geni specifici per qualcosa. Per quanto il DNA sia un manuale estremamente preciso, infatti, non è altrettanto rigido.

Le conclusioni

Gengis Khan
(fonte: Federacciai)

I test genetici commerciali, quindi, a cosa servono? A nulla. Rutherford, infatti, termina il suo articolo spiegando come, seppur utilissimi per determinare parentele vicine (genitori o fratelli), per le parentele più lontane (gli avi, appunto) questi test siano abbastanza inadeguati. Insomma: avere varianti geniche riconducibili all’area asiatica non significa essere diretti eredi di Gengis Khan.

                                                                                   Beatrice Mazzoleni

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