WE DON’T NEED NO THOUGHTS CONTROL: gli anni ’70 e i Pink Floyd

Gli anni ’70 non è solo il favoloso periodo della disco e della ripresa economica mondiale: è anche momento di guerre, tensioni e proteste.

Pink Floy The Wall (fonte Pinterest)

Dopo le agitazioni degli anni ’60 il mondo prosegue la sua marcia verso il progresso, i computer e la tv a colori, dimenticando nel benessere le devastazioni della prima metà del secolo; e mentre l’uomo esplorava lo spazio, non mancano eventi controversi che hanno cambiato il corso degli eventi.

Obscured by clouds

Era il 1972, il 3 giugno 1972, quando il gruppo inglese dei Pink Floyd pubblica il settimo album ‘Obscured by clouds’, scritto appositamente come colonna sonora del film di ‘La vallè’ di Barbet Schroeder. Quell’album, che per la prima volta entra nella TOP 50 americana, non solo si pone all’attenzione mondiale con singoli come Free four che gira per la prima volta nelle radio oltre oceano creando attese e aspettative per il successivo ‘The dark Side of the moon’, album che rivoluziona il gusto musicale mondiale, ma sembra anche presagire un futuro abbastanza incerto, guidato da una ripresa economica dopo molti anni passati a ricucire i buchi lasciati dalla guerra.

Da quel 3 giugno 1972 il mondo vede la nascita, l’epopea e il declino dei Queen e il divorzio dei Beatles; vede il primo concerto trasmesso in mondovisione di un Elvis Presley all’apice del suo successo, vede il fiorire della Disco music dei Bei Gees, dell’Heavy metal dei Deep purple, dell’R&b di Stevie Wonder. Vede i primi film Blockbuster con Marlon Brando nei panni del Padrino, e con Edvige Fenech e Fantozzi per i telespettatori Italiani. Vede Battisti conquistare i giovani con brani appassionati e anche Rino Gaetano cantare con ironia la sua visione del mondo.

Vede anche guardi traguardi umani e scientifici: la nascita del primo uomo con fecondazione assistita, le prime sonde nello spazio e l’elezione per la prima volta nella storia di donne alla carica di Primo Ministro. Ci fu anche la fine della Guerra in Vietnam e la scoperta di Lucy, primo esemplare di Australopithecus Afarensis. E mentre gli antropologi riscrivono l’evoluzione umana, al mondo i lontani parenti di quella scimmia assistono alla Strage dell’Olimpiade di Monaco, cercano i Desaparecidos argentini e gli italiani Aldo Moro e Peppino Impastato, temono durante gli Anni di Piombo e gioiscono per la caduta della dittatura greca e portoghese. In ambito tecnologico nascono giganti come Microsoft, Apple, Pixar, vengono creati i Floppy disc e i CD e si diffondono tra i giovani pixel colorati come Space Invaders e Pac- Man.

In Cina muore Mao Zedong, viene siglato il patto Salt-1 che riduce gli armamenti nucleari dell’America e dell’URSS, Nixon approva il progetto dello Space Shuttle, e in Italia viene concessa l’obiezione di coscienza al servizio militare. Allo stesso tempo però l’Europa è oscurata da nuvole tossiche della centrale nucleare di Chernobyl, e in Italia il disastro aereo di Ustica e l’avvicendarsi di tre Papi in pochi mesi animano il dibattito, zittito bruscamente dalla scoperta della P2 e dalla crisi di governo conseguente.  

Picnic in autostrada durante la crisi petrolifera del ’73 (fonte Pinterest)   

PINK FLOYD THE WALL

In tutto questo alternarsi di entusiasmanti gioie e di atti riprovevoli non potevano che emergere i testi e l’opera dei Pink Floyd, improntate all’analisi della società con musicalità e metodi nuovi, curando anche la qualità dei live che divengono veri e propri spettacoli. Così come il periodo storico, la loro produttiva esperienza è stata segnata da immensi successi che hanno aperto nuove porte al Rock e da innumerevoli dischi di platino, ma anche dall’addio di Syd Barret e da un difficile rapporto tra i membri che lì porterà a dispute legali.

L’opera dei Pink Floyd non si limita solo all’innovazione sperimentale e tecnica, la nascita del Rock progressivo e l’uso della tecnologia Q- Sound, ma ha il merito di portare all’attenzione mondiale temi come l’abuso di droghe, in riferimento a Syd, l’influenza della tecnologia sulle persone, i problemi dei regimi totalitari raccontati da Orwell e le devastazioni morali lasciate dalla guerra. Il principale motore compositivo della band, Roger Waters, ancora attivo per il mondo, ha dato vita ad album impegnati politicamente con concept estremamente complessi basati sulla filosofia e la società. Proprio da Roger è concepita l’idea del muro, quando ad un concerto sputa ad un fan che voleva raggiungerlo sul palco. Era il 1979 quando The Wall scuoteva le coscienze comuni grazie anche alla trasposizione cinematografica ad opera di Alan Parker e Gerald Scarfe, noto fumettista inglese. Il film racconta le vicende evocate dai testi mentre le tracce accompagnano musicalmente scene rimaste icone di quegli anni.

The Wall (fonte Pinterest)

YOUR TIME IS UP

Con chiari riferimenti autobiografici, la storia rappresentata è quella di una rockstar, Pink, all’apice del successo alle prese con una depressione acuta che lo porta ad allontanarsi dal mondo alzando un muro. Le canzoni assecondate da flashback raccontano la sua vita: il padre scompare nel 1944 tra gli Alleati, la madre iperprotettiva lo allontana dal mondo, l’istruzione autoritaria limita le sue attitudini e la relazione con la sua bella tormenta la sua quotidianità. Tra emblematiche scene che descrivono bene il senso di vuoto provato dal protagonista, sono presenti delle scene animate fortemente satiriche sulla dittatura, l’amore e il suo lato distruttivo, il progresso e l’emblematico muro, divenuto leggenda negli anni ’80 alla caduta di quello di Berlino.

Dopo il 1985 Waters lascia il gruppo, pubblicando vari progetti da solista tra cui Amused to death, ennesimo concept album che indaga il rapporto tra pubblico e tecnologia. L’album, basato sul libro di N. Postaman ed ispirato dagli eventi di Tienanmen e della Guerra del Golfo, risulta essere particolarmente suggestivo in quanto pubblicato prima dell’invasione mondiale degli smartphone e dei computer, assumendo così un’aura premonitrice. Waters, definitori ateo e socialista, ha sempre espresso i suoi ideali politici nei brani e nelle interviste: nel brano ‘Not now John’ si scaglia contro M. Thatcher per la Guerra delle Falkland e contro Bush e Blair per le campagne in Iraq nel testo ‘Leaving Beiruit’.

Volendo rappresentare in un’immagine lo spirito e la carica dei Pink Floyd ben si adatta quella del finale di Zabriskie Point, film di M. Antonioni del 1970, dove l’esplosione di tutti i valori capitalistici è accompagnata trionfalmente dal brano ‘Come in Number 51, your time is up’.

Scene del film curate da G. Scarfe (fonte pinterest)

 

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