‘Neurocomic’: il fumetto fantascientifico sul cervello
Pensato e realizzato dal giovanissimo neuroscienziato Matteo Farinella, con la collaborazione della collega Hana Ros, ‘Neurocomic’ è un romanzo grafico ambientato interamente in uno degli organi ancora poco conosciuti, ma altrettanto affascinanti del nostro corpo: il cervello. Risucchiato nella dimensione del proprio cervello, in un universo sempre in mutamento perché continuamente plasmato dall’esperienza, il protagonista di Neurocomic percorre un viaggio dantesco, onirico, alla ricerca di un elemento razionale che dia senso al suo vagare. In un mondo misterioso, pieno di insidie e abitato da creature dall’aspetto bizzarro, il protagonista sarà guidato nel suo viaggio dai più grandi pionieri delle scienze neurologiche, per tutti i capitoli del fumetto: morfologia, farmacologia, elettrofisiologia, plasticità e sincronicità. È così che in una storia di fantasia e densa di umorismo si incontrano Santiago Ramòn y Cajal e Camillo Golgi litigare per il primato sulla scoperta del neurone, Alan Hodgkin e Andrew Huxley attaccati da un calamaro gigante, e altre personalità del calibro di Luigi Galvani, Eric Kandel, Ivan Pavlov e Hans Berger.
Di seguito, il sito web creato da Farinella e Ros, per avere maggiori informazioni sul fumetto.


Hodgkin e Huxley attaccati da un calamaro gigante: mero sadismo dell’autore o fondo di verità?
L’elettrofisiologia è la branca della fisiologia che si occupa dello studio dei fenomeni elettrici associati al funzionamento degli organismi viventi. La pietra miliare per la comprensione dell’eccitabilità cellulare è stata posta proprio dai due studiosi inglesi Alan Hodgkin e Andrew Huxley. Verso la fine degli anni ’40, cominciarono a fare esperimenti sulle proprietà elettriche delle membrane assoniche, i prolungamenti principali delle cellule nervose. Hodgkin e Huxley usarono minuscoli elettrodi per misurare il voltaggio lungo la membrana plasmatica di un assone molto grande: l’assone gigante del neurone che controlla la risposta di fuga del calamaro, il cui diametro è compreso tra 0,5 e 1 mm. I due fecero passare attraverso l’assone del calamaro una corrente elettrica che ne modificasse il potenziale di riposo. Inoltre modificarono le concentrazioni di due ioni fondamentali, il sodio e il potassio, sia dentro che fuori l’assone, così per registrare i relativi cambiamenti nel potenziale di membrana.

Sulla base dei loro esperimenti, i due scienziati furono in grado di comprendere la maggior parte dei meccanismi di base della fisiologia del tessuto nervoso, e nel 1963 furono insigniti, insieme a John Eccles, del premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia. Se le equazioni di Newton infatti descrivono il moto di una certa massa a partire da date condizioni iniziali, le equazioni elaborate da Hodgkin e Huxley consentono di ricostruire la traiettoria del potenziale d’azione, cioè il potenziale elettrico raggiunto il quale avviene una rapida inversione della polarità elettrica della membrana delle cellule nervose, e delle correnti ad esso associate. Parecchi anni dopo Hodgkin scrisse in un articolo che un suo collega, durante un pranzo di lavoro, aveva osservato che in realtà era il calamaro a meritare davvero il Nobel. Nonostante si trattasse di uno scherzo, certamente questo evento richiama l’attenzione sull’importanza di trovare un organismo, un modello adeguato affinchè le prove speriementali siano significative.
Ecco motivata la vendetta del calamaro gigante nel fumetto di Farinella.


– Daniel Ghirardi