Una pittura rupestre, che raffigura una scena di caccia, incisa oltre 51.000 anni fa in una grotta in Indonesia potrebbe essere una storia illustrata.

Da quando gli umani sono su questa Terra, narrano storie prima oralmente, poi incidendo disegni sulle rocce, infine raccontandole per iscritto.
Lo studio
Secondo uno studio pubblicato su Nature, il più antico esempio di narrazione visiva avrebbe almeno 51.200 anni: si tratta di una pittura rupestre incisa sulle pareti della grotta calcarea di Leang Karampuang, nella regione di Maros Pangkep, nel sud dell’isola indonesiana di Surawesi. La pittura rappresenta tre persone che interagiscono con un maiale selvatico, in quella che sembra essere una scena di caccia: «L’artista ha voluto posizionare queste quattro figure l’una vicino all’altra, raffigurandole in un modo che permette all’osservatore di dedurne il tipo di interazione», spiega a IFLScience Adam Brumm, uno degli autori. «Il risultato è una scena compiuta che racconta una storia.

Matera
Matera, con i suoi celebri Sassi, rappresenta un unicum nel panorama archeologico e storico italiano. Scavata nel tufo, questa città ha conservato intatte tracce di un passato millenario, testimoniato in modo particolare dalle sue chiese rupestri e dalle pitture che le adornano. Queste opere d’arte, realizzate in un contesto di profonda religiosità e spiritualità, costituiscono un patrimonio inestimabile. Le pitture rupestri di Matera rappresentano una testimonianza unica di un passato ricco di storia e di fede. Queste opere d’arte ci parlano di un popolo che, attraverso l’arte, ha cercato di esprimere la propria spiritualità e di lasciare un segno indelebile nel tempo. La loro conservazione e valorizzazione sono fondamentali per garantire la trasmissione alle future generazioni di un patrimonio inestimabile.

Archeologia
Matera, con i suoi Sassi scavati nella roccia calcarea, rappresenta uno dei siti archeologici più affascinanti d’Italia e del mondo. Questa città, patrimonio dell’UNESCO. Le pitture rupestri di Matera sono caratterizzate da una varietà di soggetti: figure umane stilizzate, animali, segni geometrici e scene di caccia. La loro realizzazione risale a un periodo compreso tra il Paleolitico superiore e l’Età del Bronzo, coprendo così un arco temporale molto ampio. Queste opere d’arte, realizzate con pigmenti naturali come l’ocra rossa e il nero, ci parlano di un popolo che aveva un profondo legame con la natura e che praticava riti e culti legati alla fertilità e alla caccia.