Una moderna bottega rinascimentale: Firenze apre le porte dell’Opera del Duomo

Chi non è affascinato dal lavoro dei restauratori? Solo per oggi 8 settembre sarà possibile entrare gratuitamente in un luogo esclusivo.

Fonte: https://duomo.firenze.it/it/opera-magazine/post/7107/la-bottega-di-restauro-aperta-al-pubblico-gratuitamente-nella-giornata-dell-8-settembre-per-la-festa-dell-opera-di-santa-maria-del-fiore

Una storia lunga 726 anni, fatta di artisti, architetti e opere grandiose. Ma per mantenerle tali è necessario un lavoro certosino. Mettiamo ora in mostra il ruolo dei restauratori, troppo spesso relegati dietro le quinte dell’arte.

La Bottega di restauro apre le porte

Se oggi 8 settembre vi trovaste a passare per Firenze, non dovete assolutamente perdervi l’occasione di visitare un luogo speciale. Si tratta della Bottega di restauro del Duomo, la quale apre gratuitamente le proprie porte a tutti i visitatori. 

L’evento vuol ricordare l’anniversario dell’istituzione dell’Opera di Santa Maria del Fiore, un’occasione per scoprire come i restauratori mantengano in salute la chiesa simbolo della città. Saranno proprio loro a guidare i visitatori attraverso le opere dei professionisti, copie (e non falsi, attenzione) destinate a sostituire le sculture originali per permettere la loro musealizzazione.

Il ruolo dei restauratori

Basta solo sbirciare dalle vetrate della sede per capire quanto suggestiva possa essere la visita. L’impressione che dà è quella di una bottega rinascimentale modernizzata, quasi come se in 500 anni si fossero aggiunti solo quegli utensili capaci di rendere più semplice la vita di un restauratore.

Un tempo il ruolo della Bottega consisteva nel realizzare l’apparato architettonico e scultoreo del complesso del Duomo, composto da Cattedrale, Battistero e Campanile. In origine gli scalpellini, così chiamati gli scultori specializzati nel lavorare il marmo, si trovavano dove oggi ha sede la Galleria del Museo dell’Opera. Solamente intorno alla metà del XIX secolo si spostarono in Via dello Studio, dove sono ancora oggi.

Dopo più di 700 anni l’istituzione della Bottega mantiene viva la tradizione scultorea, curando e conservando nel migliore dei modi quel capolavoro architettonico nato dalla mente del genio fiorentino, allora instillato in ogni artista rinascimentale.

Un compleanno ultra secolare

L’8 settembre 1296 venne posta la prima pietra della nuova Cattedrale, poi chiamata Santa Maria del Fiore e con essa venne istituita la Bottega dell’Opera del Duomo. D’altronde si sa, per un grande lavoro, servono grandi menti e un buon numero di lavoratori specializzati. Sotto questo punto di vista il clima economico e culturale della Firenze del Rinascimento avrebbe fatto invidiare tutte le città di allora.

Al grande progetto lavorarono i nomi più illustri del tempo, a partire da Arnolfo di Cambio, architetto padre anche del Palazzo della Signoria. Francesco Talenti, autore dell’ingrandimento nella parte absidale, concedendogli l’aspetto longitudinale che oggi vediamo. Ma soprattutto Filippo Brunelleschi, il “genio della cupola”, volendo scherzosamente travisare un grande classico Disney. Questa infatti, sebbene terminata 140 anni dopo dalla posa della prima pietra, rappresenta in toto l’obiettivo originario. 

L’idea era quella di concedere alla città un simbolo che identificasse l’enorme ricchezza e potere accumulata fino ad allora. Quale miglior modo se non superando, anzi, surclassando le Cattedrali delle rivali Pisa e Siena? Per capire il sentimento comune, basti citare le parole di Leon Battista Alberti:

«Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e’ cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e’ popoli toscani […]»

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