Il Superuovo

Un Tuffo Nel Passato Attraverso Il DNA Moderno

Un Tuffo Nel Passato Attraverso Il DNA Moderno

La storia dell’Homo sapiens è oggi ricostruibile con una certa accuratezza: si sa dove è nato, quando si è spostato, e quali sono stati i suoi incontri con le altre specie di ominidi. Spesso in relazione alla storia dell’uomo si sentono varie date: l’origine, circa 300 mila anni fa, migrazione dall’africa, circa 70 mila anni fa, e via discorrendo. Il metodo del carbonio 14 è utilizzato da decenni per questo tipo di ricerca. Tuttavia biologi ed antropologi adesso possono vantare di uno strumento per andare a scavare nella storia evolutiva delle specie: l’orologio molecolare. Ipotizzato circa 50 anni fa, permette di guardare nel passato attraverso il DNA “inutile” presente in ogni cellula.

I limiti del C14

La datazione del carbonio 14 è efficace, ed è infatti il metodo standard. Il suo grande limite, tuttavia, è di basarsi su fossili, o resti del passaggio dell’uomo. Si può infatti capire quanto tempo è passato da quando una cosa è morta, dal suo livello di isotopo 14 del carbonio . Le prime popolazioni umane, però, erano nomadi, e non lasciavano grandi tracce organiche dietro di sé. Come avremmo potuto tracciare i loro spostamenti attraverso le nebbie del tempo?

Il DNA: un libro fragile

L’orologio molecolare si avvale dello studio delle mutazioni all’interno del DNA, che avvengono in maniera casuale e continua, durante di un qualsiasi organismo: il nostro DNA è continuamente e danneggiato da quasi tutto quello che ci circonda: anche respirare provoca la formazione di composti pericolosi per l’integrità del nostro codice genetico!

Come una modifica nel “libro delle istruzioni” può finire nelle generazioni successive

Nel corso dell’evoluzione abbiamo imparato a convivere con questo continuo attacco al manuale di istruzione che ci identifica, tuttavia non esiste nulla di infallibile in biologia: per quanto possano essere formidabili questi strumenti che riparano il DNA ogni singolo secondo della nostra vita, qualche volta sbagliano. Il vero problema di questo processo, è che quando viene danneggiata una parte del DNA che è fondamentale per la vita della cellula, questa muore, non lasciando traccia della mutazione.

 

 

La parte nascosta del nostro codice genetico

Quello che andiamo a guardare per la datazione, sono delle porzioni chiamate fino a poco tempo fa “egoiste”. Il DNA egoista costituisce nell’uomo circa l’80% di tutto il DNA presente nel nucleo. La sua caratteristica è che non viene utilizzato quasi mai durante tutta la vita dell’organismo. Queste sezioni vengono copiate ad ogni duplicazione, e lasciate là in pace, senza una precisa funzione. Questo fa sì che se una mutazione capita in questi luoghi, si possa “fissare”, ovvero passa di generazione in generazione senza che venga riparata. Il danno non provoca però nessun problema: anche se l’informazione è sbagliata, che importanza ha se non viene mai letta? Quindi queste mutazioni si accumulano, nel corso del tempo, dei millenni, ad un ritmo che come abbiamo detto prima è sempre stabile

Navigare nella storia delle specie

Attraverso osservazioni del DNA e calcoli matematici, possiamo quindi tracciare nel corso dei secoli quando e come le varie popolazioni umane si sono separate, andando ed esplorare tutto il mondo. Ovviamente l’orologio molecolare si può utilizzare su tutte le specie viventi, dagli animali, ai batteri ai virus, per tracciare i loro spostamenti e le evoluzioni che hanno subito nel corso nel tempo, per darci un’idea ancora più chiara del funzionamento dell’evoluzione

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