Uguaglianza e integrazione in guerra: il caso del battaglione Six Triple Eight

Negli Stati Uniti di inizio anni ‘40 un battaglione fuori dal comune combatté per la propria patria e per l’uguaglianza raziale.

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In un mondo che non lascia spazio a donne e minoranze etniche la storia del 6888° Central Postal Directory Battalion si fa portavoce di speranza e voglia di riscatto.

Vento di cambiamenti

Il 15 maggio 1942 la Public Law 554 istituì il ramo femminile dell’United States Army, noto come Women’s Army Auxiliary Corps (WAAC). Se per il primo anno di servizio il Presidente Franklin D. Roosevelt aveva fissato un traguardo di reclutamento pari a 25.000 donne, per gli anni successivi fu necessario innalzare il limite delle unità da arruolare. Nel corso della Seconda guerra mondiale le donne che prestarono servizio nel WAAC/WAC furono all’incirca 150.000 da addette alla comunicazione nei centralini a meccaniche e responsabili dei reparti di artiglieria. Nonostante i servigi resi alla patria su territorio americano ed estero, le WAC furono derise e discriminate da una buona fetta della società dell’epoca che non vedeva di buon occhio donne con i pantaloni che imbracciavano un fucile e prendevano importanti decisioni in ambito militare. Quando a questioni di genere si affiancavano problemi di discriminazione raziale la situazione si faceva ancora più complessa. Le donne afroamericane che si arruolarono nel corso del Secondo conflitto mondiale dovettero rispettare tutta una serie di regole che non facevano altro che rispecchiare i divieti tipici della segregazione di quegli anni. La storia del 6888° Central Postal Directory Battalion dimostra, però, che la voglia di riscatto è molte volte più potente dei pregiudizi e delle dicerie di corridoio.

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La storia

Diventata tenente colonnello nel corso dell’ultimo anno di guerra, Charity Adams fu subito messa al comando del battaglione sopracitato, interamente costituito da donne afroamericane. La Adams e le sue sottoposte furono inviate in Europa per far fronte a quello che era un vero e proprio disastro logistico. I bombardamenti, gli spostamenti continui dei soldati e le scarse possibilità di comunicazione con gli uomini al fronte avevano generato dei gravissimi ritardi nella distribuzione della posta in arrivo e in partenza dai campi di battaglia. Il battaglione 6888 venne così inviato in Scozia per un periodo di all’incirca sei mesi durante i quali avrebbe dovuto smistare più di 17 milioni di lettere.

Logistica e riscatto

Sarebbe sbagliato pensare che la missione della Adams e del suo battaglione fosse semplicemente quella di consegnare la posta entro la scadenza imposta dal Dipartimento della Guerra statunitense. L’obiettivo del battaglione era quello di dimostrare che loro, in quanto donne e in quanto afroamericane, valevano tanto quanto le loro colleghe bianche e i loro corrispettivi maschi. Le vicende vissute da queste eroine sono adesso ritornate sotto i riflettori grazie al film “The Six Triple Eight” disponibile su Netflix dalla fine del mese scorso. Una storia avvincente e commovente per troppo tempo rimasta nel dimenticatoio. Una storia che parla di uguaglianza, pari diritti e opportunità. Una storia che dimostra che per cambiare il mondo è necessario fare un passo alla volta o, come direbbe il Capitano Adams, mangiare l’elefante un boccone alla volta.

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